Ipercalcemia


Anomalo aumento della calcemia (livelli ematici di calcio) oltre il valore di 2,6 mmol (104 mg)/l. Nella maggior parte dei casi l’ipercalcemia è dovuta a un aumento della secrezione della ghiandola paratiroide, a sua volta legato a un adenoma paratiroideo, ma può anche essere imputabile a un cancro (bronchiale, urinario, mammario con metastasi ossee, mieloma multiplo, linfoma), a un’intossicazione da vitamina A o D, a un’insufficienza surrenale o a un’immobilizzazione prolungata.

Può manifestarsi con faticabilità, sete intensa, dolori addominali accompagnati da nausea e stipsi, depressione. L’evoluzione dell’ipercalcemia può essere acuta o cronica. Se acuta, rischia di essere complicata da alterazioni dello stato di coscienza e del ritmo, sino all’arresto cardiaco; se cronica, rimane a lungo asintomatica, ma in seguito provoca osteoporosi o complicanze renali quali nefrocalcinosi (depositi di microcristalli di calcio multipli nel parenchima renale) e calcoli delle vie urinarie, che talvolta culminano nell’insufficienza renale.