Caschi da sci: i 4 modelli migliori
Ora i caschi da sci sono obbligatori anche per gli adulti. Perché possono salvare la vita: una buona ragione per non sbagliare scelta. Noi ne abbiamo provati per te 10: scopri quelli che ci sono piaciuti di più

Indossare il casco sulle piste da sci è obbligatorio per tutti. A partire da questa stagione invernale, infatti, tutti gli appassionati, compresi i maggiorenni, sono tenuti a non fare a meno di questo dispositivo, in base alle modifiche introdotte dal decreto legge 96/2025. Per chi è allergico alle regole, pene severe: una multa amministrativa (da 100 a 150 €) e, in caso di recidiva, il ritiro dello skipass da uno a tre giorni.
In verità, moltissimi habitué delle piste indossano il casco da sci già da tempo: soltanto i neofiti, gli sciatori di un’altra epoca, i negazionisti del “tanto non sono mai caduto” e quelli che “il casco mi spettina e fa sudare” devono adeguarsi.
Quindi, che tu appartenga a una di queste categorie, o voglia semplicemente rinnovarlo per non perderti i vantaggi delle nuove tecnologie, eccoci come sempre a darti una mano: abbiamo sottoposto al giudizio di due maestre di sci ben dieci caschi da sci e selezionato i migliori quattro modelli.
Vince la comodità
Quali sono le qualità che deve rispettare un buon casco da sci, e che abbiamo preso in esame durante il nostro test? Innanzitutto è fondamentale la sicurezza: «Tutti quelli presenti oggi sugli scaffali dei negozi rispettano le norme previste in fatto di materiali e tecniche costruttive», spiega Silvia Traini, maestra dello Sci Club Campelli di Valtorta Piani di Bobbio (Bergamo).
Ma ci sono anche caratteristiche accessorie che possono far preferire un modello rispetto agli altri, come la presenza del MIPS (una membrana interna semovibile che protegge dagli impatti obliqui), o di sistemi di chiusura del cinturino sottomento che permettono di utilizzare soltanto una mano.
«Detto questo, però, è il comfort l’aspetto che fa la vera differenza. Visti in maniera superficiale, infatti, tutti i modelli possono sembrare uguali ma qualità, forma e consistenza dell’imbottitura dettano legge. Del resto, anche la sciatrice della domenica finisce per indossarlo per molte ore. Proprio per questo suggerisco di acquistarlo in negozio, dopo averlo provato e riprovato», continua la tester.
Ancora meglio se insieme alla maschera con cui lo metterai. È consigliabile, infatti, acquistare elementi coordinati, o almeno dello stesso brand, per evitare che i due profili non combacino perfettamente: in caso contrario fra casco e maschera, sulla fronte, potrebbe entrare quella fastidiosissima “lama di freddo”, in grado di rovinarti la giornata.
E se vuoi davvero fare centro, metti da parte il look: «Abbiamo notato con piacere che i classici interni realizzati in pelliccia sintetica riservati ai modelli femminili sono quasi scomparsi dagli scaffali, segno che le donne amano linee più pratiche e meno modaiole», avvertono le esperte.
Meglio un modella che valga doppio
«Chi scia, talvolta, possiede due caschi, uno invernale e l’altro primaverile, più leggero. Ma in realtà, al momento dell’acquisto basta assicurarsi che il casco abbia una buona aerazione (che puoi individuare grazie alla presenza di una serie di fori aperti sulla calotta)», continua Chiara Vitali, allenatrice e maestra di sci presso la B-School di Valtorta Piani di Bobbio (BG).
«Se a marzo dovesse fare troppo caldo, ti basterà estrarre la calotta interna e i paraorecchie per avere così, un casco più “leggero”».
Visiera: opzione top se porti gli occhiali
Se sfrecci sugli sci devi sempre mettere in conto una protezione per gli occhi. Quasi tutti gli appassionati portano una
maschera che si aggancia a una fibbia sulla parte posteriore del casco affinché rimanga ben salda al suo posto durante le discese.
Ma tornano utili pure i modelli dotati di visiera, anche specchiata, come quelli da motocicletta: «Vengono preferiti per comodità da chi è costretto a indossare anche gli occhiali da vista. L’aria che entra non contribuisce a far appannare le lenti, anzi», continua Vitali.
Da segnalare positivamente anche la novità di quest’anno: i caschi dotati di una maschera integrata nella calotta, fattore che rende impossibile perderla nella confusione dei rifugi o mentre sali in seggiovia.
Poca (ma attenta) manutenzione
I caschi da sci moderni non hanno bisogno di una particolare manutenzione: «Basta pulirli bene con un panno e lasciar asciugare con cura la parte interna all’aria aperta dopo averli utilizzati», ci dicono le tester.
A inizio stagione, però, controlla sempre che non siano presenti crepe o lesioni, e che cinghietti e chiusure funzionino al meglio. Infine, non dimenticare: se vuoi risparmiare puoi sempre noleggiarne uno per pochi euro al giorno. Ma per quanto possano essere sanificati è sempre preferibile indossare il proprio che può durare una vita.
CASCHI DA SCI, I MIGLIORI 4:


