Paura

Salve devo assumere antidepressivo e la cosa mi mette in forte ansia io ho la fobia di assumere medicinali solo al.pensiero sto male faccio an he psicoterapia ma è troppo forte la paura devo assumere prozac floroxitina da 20 a giorni a giorni alterni grazie

La risposta

avatar Psichiatria - Federico Baranzini Dott. Federico Baranzini

Buongiorno, grazie per aver scritto e per aver condiviso un aspetto così delicato ma diffuso. Non è semplice riconoscere e raccontare una paura legata all’assunzione di farmaci, e il fatto che lo faccia dimostra quanto desideri affrontarla e curarsi. Se ho capito bene, le è stato prescritto il Prozac (fluoxetina), da assumere a giorni alterni, ma questa indicazione ha riattivato una forte fobia che la accompagna da tempo: una vera e propria ansia legata al solo pensiero di assumere medicinali. Sta già seguendo una psicoterapia, ma sente che la paura è troppo intensa per permetterle di iniziare la terapia farmacologica. Nella mia esperienza clinica ho incontrato diversi pazienti con una condizione molto simile alla sua. La paura di deglutire farmaci, o di ciò che il farmaco potrebbe provocare, può avere diverse origini: esperienze passate spiacevoli, ipersensibilità agli effetti collaterali, o semplicemente una forma di ansia anticipatoria molto potente. In alcuni casi può trattarsi di una fobia specifica, che va trattata con la stessa cura e gradualità con cui si affrontano altre forme di paura. Quello che spesso aiuta è un approccio basato su esposizione graduale: non partire subito con il farmaco, ma costruire una familiarità progressiva con l’idea e il gesto dell’assunzione. Un modo molto utile, in questo senso, può essere iniziare con integratori naturali, chiaramente sotto la guida di un medico. Ad esempio, utilizzare per un periodo capsule contenenti solo vitamine, melatonina o altri preparati anche a valenza ansiolitica, aiuta a riprendere fiducia nel proprio corpo e nel gesto stesso del prendere una compressa. Questo passaggio intermedio, che ho utilizzato spesso con alcuni miei pazienti, consente di normalizzare gradualmente l’atto di deglutire un prodotto senza il peso dell’ansia legata al “principio attivo”. In parallelo, si lavora in psicoterapia sull’aspetto emotivo e cognitivo della paura, e questo doppio livello – uno pratico e uno psicologico – porta spesso a risultati buoni in tempi non troppo lunghi. Accanto a questo, alcuni professionisti oggi iniziano a utilizzare anche strumenti di realtà virtuale per aiutare le persone a esporsi gradualmente alle situazioni che temono. In contesti protetti e guidati, si simula il momento dell’assunzione, proprio per aiutare il paziente a ridurre la risposta di allarme. È una possibilità in più, che magari può valutare con il suo terapeuta. Il punto fondamentale è che non è necessario “buttarsi” subito. Anzi, forzarsi troppo può rafforzare la paura. Procedere per gradi, con piccoli passi, è spesso la via più sicura e rispettosa dei suoi tempi. Le suggerisco di parlare con chi la segue in psicoterapia di questa possibilità. L’ho visto accadere più volte: pazienti inizialmente paralizzati dalla paura, che sono poi riusciti a iniziare una cura e ad avere un significativo miglioramento. Anche per lei può essere possibile, senza fretta, con il giusto sostegno. Spero che queste riflessioni le siano utili e le auguro davvero di trovare presto un modo per affrontare e superare questa difficoltà. Cordiali saluti, Federico Baranzini Psichiatra e Psicoterapeuta a Milano

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