2 anni di obesità

Buona sera Sono 2 anni che combatto con 20 kg in piu dovuti a cure per attacchi di panico e cibo come rifugio. Ho provato a seguire indicazioni da nutrizionisti fare camminate per mesi ( km come da Roma a Parigi) esercizi a corpo libero ecc e a oggi ho perso dopo 12 mesi cosi solo 3 kg e qualche cm di circonferenza. Spesso cerco cioccolato dopo i pasti e snack alla sera sicuramente per emotività o non saprei di sicuro so che non mi riconosco davanti allo specchio e questo mi provoca tanto disagio. Aiutatemi

La risposta

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Gentile utente,ti ringrazio davvero per il modo autentico con cui hai raccontato la tua esperienza. Quello che descrivi è molto più comune di quanto si pensi, e soprattutto non è un segno di debolezza o di scarsa costanza.Due anni di terapie per gli attacchi di panico, l’aumento di peso, il cibo come rifugio emotivo e la difficoltà a dimagrire nonostante grandi sforzi fisici indicano chiaramente che il tuo organismo ha lavorato a lungo in condizione di stress cronico. In questo stato, il corpo non risponde alle regole standard della nutrizione o dell’attività fisica, perché la sua priorità non è perdere peso, ma proteggerti.In questi contesti entra in gioco in modo decisivo il microbiota intestinale. Lo stress protratto, alcuni farmaci e i cambiamenti nelle abitudini alimentari possono modificarne profondamente la composizione, influenzando:la regolazione dell’appetitoil desiderio di zuccheri e cioccolato (soprattutto serale)la produzione di serotonina e dopaminala risposta infiammatoria e metabolicaQuello che vivi dopo i pasti o alla sera non è solo “emotività”: è spesso il risultato di un dialogo alterato tra intestino e cervello. Il microbiota, quando è in squilibrio, può spingere verso determinati cibi e rendere il dimagrimento estremamente difficile, anche in presenza di movimento costante e diete seguite correttamente.Il dato più importante che emerge dal tuo racconto non è il numero sulla bilancia, ma questo:hai fatto tantissimo, ma con strumenti non personalizzati sulla tua fisiologia attuale.In situazioni come la tua, continuare a insistere con approcci generici rischia solo di aumentare frustrazione e senso di fallimento. Il lavoro corretto parte invece da:una valutazione personalizzata del microbiota intestinalela lettura degli assi intestino–cervello–ormoni dello stressla costruzione di una strategia nutrizionale e integrativa su misurail recupero graduale di sicurezza interna, prima ancora del calo ponderaleIl disagio che provi davanti allo specchio è comprensibile, ma non è il tuo corpo ad averti deluso: è un corpo che ha reagito nel modo migliore possibile a una fase complessa della tua vita. Ora ha bisogno di un approccio diverso, più mirato, più rispettoso e realmente personalizzato.Quando si lavora nel modo corretto, il peso inizia a scendere come conseguenza, non come obiettivo imposto.Resto a disposizione se vorrai intraprendere un percorso costruito su di te, e non su protocolli standard.Un caro saluto,Manuele Biazzo

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