Per meditare, riflettere, rilassare corpo e mente: ci sono mete che permettono di nutrire l’anima con i silenzi e la bellezza del contesto. Dai monasteri che invitano al ritiro ai santuari lungo sentieri che favoriscono la contemplazione. Qui trovi una selezione di destinazioni rese ancora più affascinanti dal foliage autunnale: quattro luoghi dello spirito dove puoi ritrovare la pace.
Santuario di Oropa, Piemonte

Salendo da Biella, curva dopo curva ci s’inoltra nei boschi fitti, fino ad arrivare a una conca che regala un impatto scenico di grande effetto. A 1.200 metri di altitudine, la cupola del Santuario di Oropa spicca tra le faggete che orlano le Alpi Biellesi in un susseguirsi di quinte sceniche, terrazze e cortili. In primo piano c’è la seicentesca Basilica Antica che custodisce il cuore sacro del complesso: la statua in legno della Madonna Nera. Sullo sfondo, ma con l’imponenza della cupola alta oltre 80 m, spicca la novecentesca Basilica Superiore, dove trova posto una mostra di diorami e presepi. Tra gli edifici che compongono la struttura, ci sono anche gli appartamenti reali dei Savoia e il Museo del Tesoro con una raccolta di opere d’arte ed ex voto. Ma a contribuire all’energia speciale di questo luogo è il contesto in cui sorge, in un’armonica fusione di fede e natura.
Trekking nel Patrimonio Unesco
È evidente nel vicino Sacro Monte, Patrimonio UNESCO, un percorso devozionale nel bosco. 12 cappelle votive illustrano la vita della Madonna mediante scene in terracotta policroma a grandezza naturale. Da qui si dipanano molti percorsi in cui coniugare spiritualità, cammino e panorami resi ancor più speciali nelle settimane del foliage. Tra questi, la salita al Lago delle Bose, un trekking che consente di ammirare il santuario dall’alto. La Passeggiata dei preti è invece un sentiero pianeggiante tra i faggi con vedute sul complesso e sulla pianura sottostante. Info: santuariodioropa.it
Madonna del Soccorso e Convento di Sant’Antonio, Basilicata

C’è un angolo di Basilicata poco noto dove l’Appennino Lucano diventa terrazza mistica sul Tirreno. A Trecchina si sale su un altipiano oltre i mille metri, tra il monte Crivo, il monte Messina e il monte Santa Maria. Tutti immersi in una fascia boscosa di castagni che a ottobre diventano protagonisti di sagre e dolcetti ripieni. Per elevare lo sguardo si può affrontare la salita verso il Santuario della Madonna del Soccorso, che ripaga con un belvedere sulla costa di Maratea. Risalendo la valle del fiume Noce, tra lagune, gole e ponti in pietra medievali, si arriva nel delizioso borgo di Rivello, posto sulle alture tra i monti Sirino e Coccovello dove la parte bassa, di matrice greca, incontra quella alta, di origine longobarda.
Tra vite dei Santi e golosità locali
Un insolito binomio che nei secoli ha originato dispute attorno ai riti religiosi, ancora visibili nella toponomastica e tra le iscrizioni delle fontane. Giunti nella parte bassa, proprio di fronte a un tiglio secolare, si trovano la chiesa e il convento di Sant’Antonio (info visite: Proloco tel. 380.3609992) edificato nel ‘500 su una preesistente chiesa greca. Al suo interno, oltre agli affreschi dei Todisco attorno al chiostro con scene di vita dei santi Francesco e Antonio, si ammira un’insolita Ultima Cena. Realizzata a metà del Cinquecento, colpisce per alcuni dettagli come la Maddalena in sontuosi abiti rinascimentali, i gatti sotto il tavolo a caccia di cibo e soprattutto il ghiotto repertorio di portate della gastronomia locale. Si possono riconoscere la soppressata rivellese, il biscotto a otto, i gamberi e i granchi di fiume, fagioli e castagne. Tutte specialità tipiche ancora oggi, da provare nelle sagre autunnali che ritemprano il corpo oltre che lo spirito. Info: aptbasilicata.it
Monasteri aperti, Emilia Romagna

Metti un weekend di spiritualità, anzi due, guidati da frati e monache lungo visite meditative e condivisione della vita monastica. L’occasione si è presentata nei primi fine settimana di ottobre, quando in tutta l’Emilia-Romagna si è svolta l’ottava edizione di Monasteri Aperti, quest’anno dedicata agli 800 anni dalla morte di San Francesco. Dietro le grate, nei chiostri e nei giardini di erbe officinali, i religiosi di clausura eccezionalmente hanno condiviso con i visitatori il senso profondo della loro scelta. Diversi gli edifici sacri coinvolti lungo il circuito dei 22 Cammini dell’Emilia-Romagna, partner dell’iniziativa insieme ad Apt Servizi Emilia-Romagna e Conferenza Episcopale della regione. Qualche esempio? Tra gli eventi più interessanti c’è stata l’apertura straordinaria del Monastero di Santa Maria Assunta, la millenaria abbazia a Castione Marchesi di Fidenza (Pr), posta lungo la via Francigena.
Un’immersione di natura, storia e spiritualità
Negli stessi giorni, lungo la Via di Linari, è stato possibile visitare il Monastero Benedettino di Santa Maria della Neve “Badia” di Torrechiara (Pr), arricchendo l’esperienza con un pranzo nel refettorio in cui gustare le antiche ricette preparate dalle monache. Le suore di clausura hanno accompagnato in via eccezionale i partecipanti al tour del Monastero delle Clarisse di Rimini, alla scoperta di gioielli come il crocifisso settecentesco dell’antica sagrestia. Anche le clarisse che abitano in clausura nel Monastero di Santa Maria Maddalena a Sant’Agata Feltria (Rn) si sono concesse una pausa dalla vita ritirata aprendosi alla narrazione di uno dei pochi monasteri locali rimasti attivi senza interruzione dal Medioevo. Info: monasteriemiliaromagna.it
Sentiero delle Foreste Sacre, Toscana

Nel lembo della Toscana in provincia di Arezzo, si dipana un percorso in sette tappe che ripercorre le orme dei santi, tra grotte, eremi e santuari. Siamo nel Parco Nazionale Foreste Casentinesi, lungo il Sentiero delle foreste sacre che celebra il legame tra ricerca spirituale e rifugio della natura. Una quiete che si respira ancora di più in autunno, quando le faggete attorno a La Verna si colorano di oro. Si narra che sia proprio qui, tra questi pendii boscosi e anfratti di roccia, che San Francesco si ritirò in eremitaggio sulla rupe calcarea del Monte Penna, dove ricevette le stimmate. Attorno a lui si strinse una comunità francescana che ancora oggi abita il Santuario della Verna, a Chiusi della Verna, accogliendo pellegrini e persone alla ricerca di quiete e spiritualità. Una volta raggiunto il monte, ognuno può visitare in autonomia il Santuario e la Cappella delle Stimmate oppure partecipare alle visite guidate per gruppi di turisti. E per chi è alla ricerca di risposte ai propri dubbi o di un conforto in un momento buio può richiedere un colloquio spirituale con i frati.
Tappa nell’antica farmacia dei monaci
Qualche ora di cammino più a nord le Foreste conducono in un altro luogo di forte misticismo. Siamo tra il Pratomagno e il Monte Falterona presso il Sacro Eremo di Camaldoli, dove San Romualdo si rifugiò in preghiera nel 1012. Qui i monaci camaldolesi si ritirano nell’ora et labora attorno alla chiesa barocca dedicata alla Trasfigurazione di Gesù, cinta dalle abetaie gestite da secoli secondo la regola benedettina. Camminare fra gli alberi ritempra corpo e spirito, un po’ come dormire nella vicina foresteria che lo stesso Romualdo volle fondare come ristoro per i viandanti. Qui, accanto ai chiostri millenari, vale una visita la chiesa ricca di quadri di Giorgio Vasari. Ma la chicca è l’antica farmacia dei monaci camaldolesi, dove trovare delizie e rimedi fatti secondo le ricette a base di erbe e gemme di abete. Info: trekking.parcoforestecasentinesi.it

