Bellezza, sieri antimacchia: i migliori 4
Su 16 prodotti testati, abbiamo selezionato i 4 che ci sono piaciuti di più per composizione e risultati sulla pelle

Svanita da un pezzo l’abbronzatura, del sole estivo possono persistere discromie e macchie scure, anche piuttosto diffuse, su mento, area perilabiale, guance e fronte. Diverse le cause: «La pillola anticoncezionale, la gravidanza e i trattamenti ormonali sostitutivi aumentano la possibilità (dal 40 al 70%) che accada con più facilità, perché gli ormoni in circolo, in concomitanza con l’esposizione solare, hanno attivato i melanociti in modo più energico. In genere i fototipi scuri ne sono più soggetti», spiega Corinna Rigoni, dermatologa e presidente fondatrice del DDI (Donne Dermatologhe Italia).
Ci sono anche le macchie da infiammazione
In altri casi, le macchie possono essere generate dalla predisposizione genetica, da una tiroide disfunzionale, dalla mancanza di un’adeguata protezione solare, dall’uso di farmaci o cosmetici fotosensibilizzanti, come ad esempio i retinoidi, oppure di profumi, e può accadere pure alle bionde che si abbronzano con facilità, con discromie su viso, décolleté e avambracci.
Infine, «certe ombre scure si formano come reazione infiammatoria: la ceretta, per esempio, può creare velature pigmentate se ci si espone al sole il giorno stesso, così come una cicatrice non protetta può scurirsi sotto il solleone», rimarca la dottoressa Rigoni.
«Una volta formatasi, poi, la macchia tenderà a ripresentarsi nel tempo, nello stesso punto o in altre zone, perciò la fotoprotezione deve essere più attenta e costante».
Il dermatologo fa la differenza
Trovare le cause può essere difficile, ecco perché il primo passo è la visita dal dermatologo che saprà distinguere il melasma, da trattare in modo specialistico, dalle discromie che possono essere schiarite con i cosmetici in commercio o in ambulatorio.
Nella beauty routine antimacchia domiciliare, il siero riveste un ruolo centrale per la maggiore concentrazione di principi attivi. Ma quali requisiti deve avere un cosmetico depigmentante e come utilizzarlo al meglio? Esiste una formula adatta a tutte o occorrono prodotti per il proprio tipo di pelle?
Il Lab di Starbene ha preso in esame 16 sieri antimacchia e, dopo averne valutato la composizione e averli provati sul viso, ne ha scelti 4. Ecco con quali criteri li abbiamo selezionati, tenendo presente che non abbiamo potuto valutare i risultati sulle macchie perché occorrono settimane per attenuarle; abbiamo perciò considerato altri fattori come piacevolezza sulla pelle e luminosità dell’incarnato, oltre a validità e concentrazione dei principi attivi, premessa fondamentale per ottenere effetti soddisfacenti.
Sieri antimacchia: i principi attivi chiave
«Per attenuare o eliminare le discromie cutanee si può agire a diversi livelli, per esempio tramite l’esfoliazione degli strati superficiali della pelle con acido glicolico, salicilico o mandelico, oppure con sostanze che modulano la distribuzione della melanina come l’arbutina, l’acido azelaico o l’acido tranexamico: attivi che possono agire o prima della sintesi della melanina, durante oppure dopo», sottolinea Umberto Borellini, cosmetologo e docente presso diversi atenei.
«In particolare, l’acido glicolico, un alfaidrossiacido di origine naturale, oltre a esfoliare, stimola l’idratazione, la produzione di collagene e uniforma il colorito, mentre l’acido salicilico è più indicato in caso di pelle grassa o tendente agli arrossamenti perché liposolubile e lenitivo. Esistono anche altri attivi performanti, come il 4-butylresorcinolo, una sostanza depigmentante che inibisce la tirosinasi (e quindi la produzione di melanina); la vitamina C stabilizzata, che ha un immediato effetto illuminante, e pure la niacinamide, un attivo polivalente che schiarisce e, a seconda della concentrazione, svolge un’azione lenitiva, idratante, rassodante e purificante», elenca l’esperto.
Infine, anche la ricerca biotech fornisce complessi a base di estratti botanici o di microrganismi marini che riescono a inibire la tirosinasi e offrono risultati soddisfacenti. Per questo abbiamo considerato positivamente le formule che contenevano queste sostanze in concentrazioni significative, scartando quelle con attivi potenzialmente irritanti, come l’alcol, oppure un rapporto qualità-prezzo poco vantaggioso.
Il siero antimacchia giusto per te
«Non esiste quindi una formula unica, vale piuttosto la regola del “su misura”, in base al tipo di pelle, all’età, alla discromia e al gusto personale. Chi ama le beauty-routine con tanti step potrebbe investire nei cofanetti che contengono non solo il siero, ma l’intera linea antimacchia, dal detergente lievemente esfoliante, alla maschera settimanale, al trattamento giorno, fino alla crema notte», sottolinea Borellini.
Chi invece non può rinunciare ai prodotti abituali, ma cerca solo un booster per le piccole discromie può puntare sul solo siero, mentre chi ha la pelle delicata cercherà trattamenti specifici o utilizzabili anche in gravidanza.
La combo con il solare
«Prima di iniziare con la routine antimacchia, è fondamentale preparare la pelle con un gommage o una maschera esfoliante: aiuta a rimuovere delicatamente lo strato corneo più superficiale donando maggiore luminosità e un incarnato più uniforme.
Ma il punto fondamentale resta la fotoprotezione: durante il trattamento, di giorno è indispensabile utilizzare un solare da SPF30 in su, meglio ancora se SPF50 o SPF50+. Non solo per evitare di stimolare nuovamente la produzione di melanina, andando a vanificare l’azione dei cosmetici, ma anche per evitare irritazioni o infiammazioni che si tradurrebbero con nuove macchie», conclude la dermatologa.
SIERI ANTI-MACCHIA, I MIGLIORI 4:
I nostri tester: Dott.Ssa Corinna Rigoni, dermatologa e presidente fondatrice del DDI (Donne dermatologhe italia); Umberto Borellini cosmetologo e docente presso diversi atenei; Laurence Donnini giornalista
