Pelle perfetta: che cosa sono i booster e come si usano

Moltiplicano le prestazioni dei tuoi soliti trattamenti, perché danno alla pelle quello che più le serve, a seconda del momento. Scopri con noi qual è il più adatto a te



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Booster, ovvero amplificatore. Probabilmente ne hai sentito parlare e sicuramente li avrai notati sugli scaffali della profumeria o della farmacia, perché sono la passione cosmetica del momento.

Quali sono, e come si usano, ce lo spiegheranno i nostri esperti. Ma se vuoi una definizione rapida, eccola: sono prodotti liquidi, presentati in gocce o a volte in fiale, che utilizzi sotto tutti i tuoi abituali trattamenti, o a volte anche mescolati a questi ultimi.

Cosa fanno? Lo dice il loro nome: amplificano i benefici di creme e sieri. E per questo li trovi declinati in tante varianti, a seconda dell’esigenza che devono soddisfare. Arrivano in soccorso quando la pelle ha bisogno di un sostegno specifico, di idratazione, di resilienza, di stimolo metabolico. Per questo non è detto che debbano entrare per sempre nella tua routine cosmetica: puoi usarli a cicli, al bisogno. Vuoi conoscerli meglio?


Formule semplici e concentrate

La texture dei booster è in genere liquida, perché sono privi di emollienti e di parti grasse, quelle che, nelle creme, garantiscono confort e nutrimento. La consistenza ultrafluida offre due vantaggi, spiega il cosmetologo Umberto Borellini: «Oltre a consentire una penetrazione rapidissima (perché poi dovrai applicare il tuo trattamento abituale), permette una maggiore concentrazione di principio attivo».

La texture acquosa è in comune con i sieri, che però si distinguono dai nostri amplificatori per due caratteristiche, continua il cosmetologo: «Il siero in genere veicola più di un principio attivo, ma soprattutto è pensato per l’uso regolare; il booster in genere (ma non sempre) propone una sola sostanza, ma molto concentrata».

Spiega ancora la dottoressa Alessandra Cantù, dermatologa a Milano: «I booster perciò non sono un’alternativa al siero, ma un complemento: si utilizzano dopo la detersione e prima di applicare siero e crema».

Fiale e gocce, presentati quasi come una cura ricostituente per la pelle, hanno un grande appeal anche psicologico e, grazie alle consistenze fresche o setose, danno un immediato piacere. «Ma non è solo apparenza: dietro c’è molta ricerca, i risultati sulla pelle si vedono rapidamente», interviene Borellini, «e, quando le promesse sono mantenute, tutta la beauty routine ne risente positivamente: diventi più costante nell’applicare anche siero e crema, creando un circolo virtuoso».

Un altro punto a favore dei booster? La loro versatilità: per dare alla tua pelle la marcia in più che le serve in quel momento puoi fare anche più cicli dello stesso principio attivo, puoi alternarli, puoi addirittura mixarli: se hai l’aria stanca, per esempio, è una buona idea aggiungere ai tuoi soin abituali al mattino la vitamina C e la sera il retinolo. Oppure vitamina E la sera e acido ialuronico la mattina, se è un periodo in cui ti esponi spesso al sole.

«Non antagonisti dei tuoi soliti trattamenti di bellezza, ma loro validi alleati», continua il cosmetologo Umberto Borellini. Da imparare a usare.


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Una marcia in più da proteine e vitamine

Hai presente le cure di vitamine che si prescrivono nei momenti di “down” organico? Per la pelle è la stessa cosa: al bisogno, ecco i booster di vitamine, da scegliere a seconda della necessità.

Se, come molte in questo periodo, hai il colorito spento, sono perfetti quelli a base di vitamina C: «Potente antiossidante, in grado di contrastare l’attacco dei radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento precoce, è anche un efficace schiarente perché stimola il turnover delle cellule», dice la dottoressa Cantù. «La tecnologia ha fatto passi da gigante per rendere stabile questa vitamina, che si degrada in fretta e ha quindi bisogno di formule specifiche per mantenere intatte le sue proprietà», rimarca Borellini.

Se il freddo ti fa apparire più vecchia mettendo in risalto le rughe, un trattamento mirato antiage vedrà tra le molecole vincenti la vitamina E, antiossidante che protegge collagene ed elastina dai danni dei radicali liberi, e la vitamina A, sotto forma di retinolo. «La vitamina A ha proprietà antiage e seboregolatrici riconosciute: stimola il rinnovamento cellulare, minimizzando le rughe e incrementando l’idratazione. In più esfolia gradualmente (in base alla sua concentrazione) rendendo la pelle più levigata», dice la dottoressa Cantù.

Se sono comparse linee sottili di disidratazione (il freddo infatti secca l’epidermide), il booster ideale può essere quello a base di acido ialuronico: «È uno dei componenti principali del tessuto connettivo della pelle, ne mantiene l’idratazione grazie alla sua capacità di trattenere l’acqua come una sorta di spugna e lo protegge così dalle sollecitazioni esterne», spiega la dermatologa. «In cosmetica, l’acido ialuronico più efficace ha pesi molecolari diversi per garantire un’azione su più livelli: superficiale, così la cute appare subito più liscia e tesa, ma anche profondo, per dare nuovo slancio alla produzione di fibroblasti, responsabili dell’elasticità cutanea», sottolinea il cosmetologo Borellini.

E a proposito di elasticità, i booster a base di elastina aiutano a ridare turgore e definizione ai contorni del viso: «È una proteina che, insieme al collagene, forma l’impalcatura della pelle, conferendole compattezza, resistenza e elasticità; insieme ad altre sostanze forma le fibre elastiche, che permettono alla pelle di riprendere la sua forma dopo una sollecitazione, come un pizzicotto», spiega Alessandra Cantù. Con gli anni, tende ad alterarsi e cala anche la capacità dell’epidermide di tornare alla forma originaria, un problema che peggiora se attraversi un periodo di stanchezza e che si può aggirare proprio con un booster di elastina in gocce.


La stimolante famiglia degli acidi

I booster sono un ottimo modo anche per veicolare un’altra categoria di attivi cosmetici: gli acidi che aiutano a migliorare la pelle in caso di macchie brune o di grana cutanea poco uniforme, con pori dilatati e cute ispessita. Acido glicolico, mandelico, citrico, lattico, tutti di derivazione naturale e formulati in modo da non irritare, si applicano di preferenza la sera e la lunghezza del trattamento varia a seconda del tipo di epidermide: «Le pelli più spesse possono utilizzare i booster a base di acidi esfolianti per cicli di 2-3 mesi, mentre quelle più delicate e sottili è meglio si limitino a qualche settimana», suggerisce la dottoressa Alessandra Cantù.ù

«In questi casi il valore aggiunto del booster è la velocità: se con una crema servono almeno 3 mesi per far regredire la macchia, con le gocce ad hoc puoi ottenere lo stesso risultato in termini di settimane», constata il cosmetologo Umberto Borellini.

Se poi il tuo problema è un’epidermide spessa e opaca, un ciclo di trattamento a base di alfaidrossiacidi (derivati dalla frutta) la aiuta a ritrovare l’equilibrio perduto. «Il vantaggio di queste sostanze sta nella loro grande versatilità», spiega la dermatologa. «L’azione cheratolitica favorisce l’eliminazione dello strato più superficiale della cute, migliorando l’assorbimento delle sostanze che si applicano successivamente. In più, hanno una potente azione stimolante sulle cellule sottostanti, perciò rilanciano il turnover e risvegliano i fibroblasti resi più pigri dall’età», continua la dottoressa Cantù.

Insomma, utilizzare un acido per uso cosmetico funge da catalizzatore della vitalità cellulare: il nome di booster è più che meritato.


Quelli da... mangiare

Integratori e nutraceutici: sono i booster da prendere per bocca. «Molti dei principi attivi, infatti, si possono sia assumere, già formulati in modo da ottenere il massimo risultato cosmetico, nei beauty supplementi», dice la dottoressa Alessandra Cantù, dermatologa.

I flaconcini di collagene da bere o le capsule o barrette a base di estratti botanici, vitamine e minerali e antiossidanti sono complementari ai booster topici.

«Suggerisco quelli con acido ialuronico o i suoi precursori, come la glucosamina, quelli a base di olio di pesce, olio di semi di lino e olio di borragine (fonti di Omega-3, 6 e 9) che favoriscono l’integrità e la funzionalità delle membrane cellulari, migliorando il benessere della pelle, e quelli a base di antiossidanti come il resveratrolo», conclude la dermatologa.


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Articolo pubblicato nel n° 9 di Starbene in edicola dal 12 febbraio 2019

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