Peli addio! L’epilazione laser è sempre più hi-tech e su misura

Laser di ultima generazione e lunghezze d’onda combinate rendono l’epilazione sempre più efficace, precisa e adatta anche alle carnagioni scure e ai peli molto chiari. Tecnologie innovative per risolvere il problema una volta per tutte, a colpi di luce

Peli addio! L’epilazione laser è sempre più hi-tech e su misura
Foto: iStock

Nonostante le vacanze siano ormai per molte un ricordo che si allontana in fast motion, resiste il desiderio di sfoggiare gambe con la pelle liscia e l’incarnato uniforme, senza l’ombra di un pelo. Per centrare l’obiettivo, puoi ricorrere ai metodi di depilazione tradizionali (ceretta, strisce ed epilatori elettrici). Ma se hai voglia di voltare pagina, puoi passare a tecniche più moderne, in grado di liberarti dai peli superflui in maniera definitiva.

Grazie all’evoluzione delle tecnologie, ti attende una nuova squadra di laser potenti e selettivi al tempo stesso, che puntano dritti al bulbo pilifero, bersagliando la melanina al loro interno. Un modo pratico per eliminare il problema peli “alla radice” (nel senso letterale del termine), dire addio ai continui appuntamenti con l’estetista e sfoggiare una pelle luminosa e setificata. Che si tratti delle gambe, dell’inguine, delle ascelle o della fastidiosissima peluria che ombreggia le gote, il mento o il labbro superiore, in perfetto stile baffetto.

Peli addio! L’epilazione laser è sempre più hi-tech e su misura

Le soluzioni di epilazione adatte a tutti i colori

Ma come scegliere a colpo sicuro l’epilazione su misura, in linea con la propria tipologia di carnagione e di colorazione dei peli? Come mettersi al riparo da reazioni indesiderate? «La grande novità degli ultimi anni consiste nell’aver riunito in un solo manipolo-laser 4 lunghezze d’onda, pronte ad agire a differenti livelli, su peli profondi o superficiali, spessi o sottili, chiari o scuri. Ed è stata studiata per rispondere alle esigenze sia di chi ha la carnagione mediterranea e i peli scuri, sia di chi ha la pelle chiara con i peli biondi o ramati», spiega Roxana Iaru, infermiera professionale esperta in tecnologia laser presso il Poliambulatorio Med (Medicina e Chirurgia estetica) di Padova.

Fino allo scorso anno, il massimo che offriva il mercato dell’epilazione laser era la doppia lunghezza d’onda. Con il nuovo anno, invece, il gold standard degli apparecchi di ultima generazione prevede l’emissione simultanea di 4 lunghezze d’onda: 755 nm (nanometri) che corrispondono al laser all’alessandrite, 808 nm (laser a diodo), 940 nm (laser a diodo o ND-Yag) e 1064 nm (sempre Nd-Yag). Quest’ultimo è un laser vascolare che penetra in profondità nei tessuti e consente di coagulare in modo istantaneo e superselettivo anche l’emoglobina racchiusa nei piccoli vasi sanguigni che nutrono il bulbo. Così si ha un’azione completa, sul marrone della melanina e sul rosso dell’emoglobina. Grazie all’azione multimodale, si copre l’intera scacchiera di colori presentata dai diversi tipi di peli».

I segreti dell’efficacia delle lunghezze d’onda multiple

Sicuro e ad ampio raggio, questo multitrattamento inaugurato nel 2026 si rivela efficace anche per le diverse tonalità della pelle. Chi non è munito di queste piattaforme avveniristiche della serie “4 in uno” può adottare un protocollo di trattamento a rotazione con almeno 3 lunghezze d’onda differenti. «Uno studio clinico multicentrico pubblicato a fine 2025 su Photonics si è concentrato sul cosiddetto “approccio rotazionale”, che alterna il laser Nd-Yag, al diodo e all’alessandrite in 3 diverse sessioni. È stato dimostrato che questo consente di velocizzare i tempi di eradicazione dei peli, mostrando una riduzione del 76% della loro densità corporea dopo 6 mesi di trattamento, con una sola seduta al mese», spiega la dottoressa Iaru.

Ma in che cosa si differenzia il laser a uso medicale da quello usato dall’estetista? I centri estetici possono utilizzare solo la luce pulsata o anche l’epilazione laser a bassa potenza? Contrariamente a quanto si pensa, anche le “beauty specialist” possono utilizzare gli spot luminosi del laser per distruggere il follicolo e le strutture vitali alla base del pelo. La differenza sta nella maggior potenza dei dispositivi medicali, più efficaci e quindi preferibili da chi cerca un’epilazione permanente. I laser a bassa potenza per uso estetico consentono una rimozione dei peli più graduale, “spalmata” sul doppio o il triplo di sedute.

Luce pulsata: i limiti e i vantaggi

Benché gli studi di estetica avanzata abbiano in dotazione apparecchi all’avanguardia, l’estetista usa solitamente la luce pulsata (IPL) che è molto diversa da quella emessa dal laser. In quest’ultimo caso, infatti, si tratta di un fascio di luce coerente, monocromatica e focalizzata sul bersaglio. Nell’IPL, invece, la sorgente luminosa è a banda larga, incoerente (onde non tutte uguali ma variabili nell’unità di tempo) e, di conseguenza, meno precisa del laser. «Se per ottenere un’epilazione permanente è necessario passare il laser sulla stessa zona per un numero di sedute variabile da 5 a 10, con la luce pulsata possono servirne molte di più, anche 15, 20 o 25 sedute», avverte la dottoressa Roxana Iaru. Poi ogni donna fa i suoi conti: è vero che il laser ad alta potenza è più caro, mentre l’IPL è un’opzione economicamente più accessibile, anche se per abbattere la resistenza dell’ultimo pelo i tempi si allungano.

E che dire della presunta maggiore delicatezza dell’IPL? «È un luogo comune da sfatare. Anche il laser, usato in mani esperte che ne sanno regolare potenza e profondità d’azione, è una soluzione molto sicura, adatta anche alla pelle particolarmente sensibile, proprio in virtù dell’alta selettività che gli consente di colpire soltanto la radice dei peli». Certo, l’ideale sarebbe avere peli scuri che spiccano su una carnagione chiara, in modo che l’assorbimento dell’energia luminosa (che si trasforma poi in energia termica) da parte della melanina interessi solo il loro fusto e non l’epidermide. Ma oggi è possibile depilare in sicurezza anche le pelli scure o mulatte.

I nuovi sistemi riducono fastidi ed effetti indesiderati

«Sempre più versatili, i laser di ultima generazione “bypassano” la melanina superficiale della pelle, colpendo solo quella profonda dei follicoli piliferi. Fatto che permette di evitare gli effetti collaterali di un tempo, come ustioni e iperpigmentazioni, legate a un eccessivo stimolo dei melanociti, le cellule dello strato basale dell’epidermide che producono melanina», spiega Roxana Iaru. «I laser a diodo e ND-Yag, per esempio, oltre a intercettare solo la melanina profonda, sono muniti di sistemi di raffreddamento avanzato che evitano sia il rischio di scottature sia il minimo disagio durante la seduta. Tra questi, ci sono la tecnologia Ice, per abbassare la temperatura della pelle durante l’intera sessione, e quella definita In-Motion. Qui il manipolo viene mosso continuamente e in modo ultrarapido sull’area da trattare, così da garantire una distribuzione uniforme dell’energia luminosa e l’eliminazione di ogni fastidio».

I peli più difficili da trattare perché non contengono l’eumelanina (pigmento scuro) ma la feomelanina, meno “colorata” e disponibile ad assorbire l’energia laser, sono quelli chiarissimi. «Il laser all’alessandrite è il più indicato per i peli con bassi livelli di pigmentazione perché riesce a “vedere” anche le tonalità più chiare del rosso e del biondo platino», risponde la dottoressa Iaru. «Ma poiché la risposta è molto soggettiva, anche in questo caso risultano più efficaci i sistemi che utilizzano una doppia lunghezza d’onda (per esempio, alessandrite e ND-Yag insieme), al fine di agire su diverse profondità del follicolo. Per i peli chiarissimi delle donne albine, bianchi o grigi, che risultano praticamente privi di pigmento, non resta che ricorrere alla vecchia elettrodepilazione ad ago, “bruciando” con singoli impulsi elettrici i peli uno ad uno».

Quando iniziare il ciclo di epilazione laser?

Teoricamente si dovrebbe cominciare quando i peli si trovano in fase anagen, cioè la fase di crescita del loro ciclo vitale, che presenta due vantaggi: i follicoli piliferi sono più vulnerabili e i peli in crescita, che spuntano un paio di millimetri dalla superficie cutanea, fungono da “antenna” per veicolare in profondità gli spot luminosi. Purtroppo, però, non tutti i peli si trovano nella stessa fase, sviluppandosi “a più velocità”. Alcuni si trovano nella fase anagen (crescita), altri nella catagen (una fase transitoria di stabilità, molto breve), altri ancora nella telogen che corrisponde alla loro caduta. Ed è proprio per questo che occorre passare il laser più volte sulla stessa zona, per essere sicuri di colpire tutti i peli, giovani o maturi.

«La velocità di ricrescita dei peli è anche influenzata dagli ormoni», puntualizza Roxana Iaru. «Nelle ascelle servono da 6 a 8 sedute, l’area bikini, più soggetta a influenze ormonali, ne richiede spesso 10. Anche le precauzioni post-trattamento sono importanti: niente calore (docce bollenti, saune, esercizi e sport che causano una sudorazione eccessiva) per le prime 24-48 ore, e niente deodoranti a base alcolica, body scrub o la tentazione di strappare con la pinzetta la radice del pelo che invece va tenuta: servirà per la prossima sessione di epilazione laser. Per tutte, una protezione solare SPF 50+, utile a prevenire la formazione di macchie e discromie nelle aree trattate: un must quotidiano per tutto il ciclo di epilazione».