Pelle, macchie sul viso: per ogni tipo, il rimedio vincente

Sbiadita l’abbronzatura ti ritrovi con qualche ombra di troppo sul viso? A seconda del tipo di discromia, ecco le strategie vincenti per venirne a capo ed evitarne la ricomparsa

Pelle, macchie sul viso: per ogni tipo, il rimedio vincente
Foto: iStock

Sei stata rigorosa, hai applicato la crema SPF 50 ogni due ore per tutta l’estate, eppure eccole lì, odiose macchioline simili a lentiggini a punteggiare naso e zigomi. Oppure non sei stata affatto attenta e, come dopo ogni estate, ecco che ti ritrovi le labbra superiori orlate di scuro, così come mento e naso. O, ancora, non le avevi mai avute, ma adesso che prendi la pillola ti sembra di avere delle velature brune irregolari sull’epidermide… Qualunque sia il caso, vorresti una cosa sola: far sparire le macchie dal viso. Ma per cancellare le discromie cutanee serve tempo, settimane, se non mesi.

Inoltre, non tutte le macchie cutanee vengono trattate nello stesso modo. Per questo è importante capire la tipologia dei tuoi invisi “chiaroscuri”.

Come sono le tue discromie?

Le tue macchie in viso sono piccole, grandi, scure, a cartina geografica? Sfumate o di un colore deciso e uniforme? «Per avere risultati soddisfacenti nella lotta alle discromie cutanee bisogna capirne la natura e, di conseguenza, l’approccio più efficace nell’attenuarle senza fare danni», sottolinea la dottoressa Mariuccia Bucci, dermatologa a Sesto San Giovanni (MI) e Past President Isplad.

Sì perché in alcuni casi, come ad esempio il melasma, la cautela e la delicatezza sono fondamentali per evitare di peggiorare la situazione. Ecco perché il parere qualificato di un dermatologo può indirizzarti verso il protocollo schiarente più adeguato al tipo di macchia e più indicato per il tipo di pelle, prevenendo irritazioni o addirittura peggioramenti.

«Online proliferano sedicenti esperti di bellezza che consigliano routine skincare e promuovono loro prodotti con i codici sconto: ma non sono medici e, in caso di problemi, non hanno nessuna responsabilità», mette in guardia la dermatologa.

Quindi, se non lo hai mai fatto prima, prendi appuntamento con lo specialista che valuterà insieme a te pro e contro delle varie soluzioni, oltre ai trattamenti domiciliari più indicati: il tuo percorso schiarente sarà più efficace e duraturo.

Le macchie da ormoni

A te sembra che tutte le discromie si somiglino, ma la loro origine e il modo di trattarle cambia sensibilmente. «La luce del sole attiva la produzione di melanina (il pigmento che conferisce colore alla pelle), quindi in generale peggiora tutte le macchie. In quelle di origine ormonale induce un’eccessiva produzione di melanina in aree specifiche del viso, come ad esempio la fronte, la zona del labbro superiore, il mento e le guance con pigmentazioni dai contorni frastagliati, a cartina geografica, spesso asimmetriche: è il melasma», spiega la dottoressa Bucci.

Il trattamento di questo tipo di discromia va valutato insieme al dermatologo, perché si tratta di una condizione che può durare anni, e può essere di tre tipi.

«Se le macchioline interessano solo lo strato epidermico sono più facili da trattare perché la melanina si accumula in superficie, se invece riguardano il derma sono di pertinenza medica perché il pigmento melanina si accumula in profondità ed è difficilmente raggiungibile da una semplice cosmetico. Vi sono poi quadri misti, quando l’accumulo di melanina è presente sia in superficie sia in profondità», elenca la specialista.

Come agire

Certo, le cose possono migliorare sospendendo l’anticoncezionale ed evitando del tutto l’esposizione al sole (queste macchie sono estremamente sensibili alla luce) ma si hanno risultati migliori con un protocollo su misura. A parte usare un’attenta fotoprotezione tutto l’anno, si possono utilizzare trattamenti cosmetici schiarenti come quelli a base di acido tranexamico, che interferisce coi mediatori infiammatori del melanocita ed è ben tollerato.

I peeling ambulatoriali (con arbutina, acido cogico o mandelico, tra i più delicati) e i preparati farmacologici per via cutanea sono da valutare caso per caso, così come pure il ricorso al laser e alla luce pulsata.

«La costanza premia, così come la delicatezza: questo tipo di macchia peggiora con trattamenti troppo aggressivi o poco adatti», sottolinea la dottoressa Bucci. «Il modo migliore per minimizzare il melasma, in attesa che i trattamenti facciano effetto, è il make up: esistono creme colorate uniformanti con SPF 50 o 30 e pigmenti effetto blur che mimetizzano le macchie, oppure si può usare tutto l’anno un fondotinta solare che garantisce una coprenza più elevata.

Le macchie da invecchiamento

Oltre al melasma, problema tipico della donna in età fertile o in gravidanza, esistono anche le “semplici” lentigo solari, macchie brune dai contorni netti che dopo i 40 anni (o anche prima, dipende da quanto ci si è protetti dalle radiazioni solari nel corso degli anni e dal fototipo), compaiono sulle zone del corpo fotoesposte come viso, décolleté e mani.

«Gli spot scuri si formano con il tempo e aumentano di numero e di estensione a mano a mano che la pelle invecchia. Più sono marroncino/beige più servirà tempo per eliminarli perché significa che sono profondi, mentre se sono scuri risponderanno meglio ai trattamenti perché significa che sono recenti e superficiali», spiega la dottoressa Mariuccia Bucci.

Questo tipo di macchie senili si trattano con i peeling ambulatoriali (acido glicolico, piruvico o retinoico, per esempio), ma anche con il laser o la crioterapia. E a casa? Anche in questo caso non bisogna aspettare l’estate per schermarsi dai raggi ultravioletti, ma è bene integrare nella propria beauty routine una fotoprotezione sistematica e un’integrazione alimentare a base di antiossidanti come la vitamina C».

E per cercare di attenuare le lentigo? «Al mattino sono indicati sieri depigmentanti a base di attivi quali la vitamina C al 5% che non solo schiarisce, ma inibisce pure la tirosinasi che è alla base della formazione della macchia. Anche la niacinamide al 2-5% ha azione schiarente perché blocca il trasferimento dei melanosomi ai cheratinociti», risponde l’esperta.

Come agire

«Dopo il siero, va applicata una crema da giorno schiarente e protettiva. Alla sera, una lieve esfoliazione con un siero o un gel a base di molecole depigmentanti come il butyl-resorcinolo, l’arbutina, l’acido cogico e mandelico, oltre al retinolo allo 0,3%. Questi esfolianti vanno usati solo di sera, seguiti da una crema specifica».

Sappi, inoltre, che esistono anche patch a base di vitamina C e niacinamide da applicare sulla singola macchia e da lasciare in posa tutta la notte. Quanto al make-up, come per il melasma vale anche in questo caso la regola di usare cosmetici antimacchia, che vantino sia pigmenti uniformanti sia filtri elevati, oltre al già citato fondotinta solare, al correttore e al primer con SPF.

E se hai in programma settimane bianche o viaggi in località caraibiche, ricordati di mettere in valigia uno degli spray SPF50 di nuova generazione, formulato apposta per essere vaporizzato sopra al make up. «A fare la differenza non è il singolo gesto, ma è l’insieme di tutte le avvertenze. Solo così riuscirai a dire addio alle macchie per sempre», conclude la dottoressa Mariuccia Bucci.

Le macchie da infiammazione

«Esistono delle discromie particolari: sono le iperpigmentazioni post infiammatorie dovute a esiti dell’acne, cicatrici, ceretta, profumi fotosensibilizzanti, escoriazioni e microtraumi vari», spiega la dottoressa Bucci.

«Anche senza esporsi ai raggi solari, si innesca una produzione disordinata di melanina nella zona infiammata che può dare luogo a macchie scure superficiali, tendenti al grigio-blu quando sono a livello dermico». Anche in questo caso, i trattamenti più indicati vanno individuati dal dermatologo, ma in genere sono d’aiuto sia il laser, sia i peeling ambulatoriali.