Maschere monouso, le 4 migliori (su 14) provate per te

Chiamate anche sheet mask, le maschere monouso sono entrate a far parte della beauty routine perché rispondono in modo puntuale ai vari bisogni della pelle. Ne abbiamo valutate 14, scegliendone 4. Scopri perché ci sono piaciute

Maschere monouso, le 4 migliori (su 14) provate per te
Foto: Freepik

Pratica, efficace, economica. L’avvento della sheet mask ha rivoluzionato l’approccio a questo rituale di bellezza. Un tempo la maschera richiedeva manualità, pazienza e riservatezza, oggi può addirittura diventare la protagonista di una festa a tema, il cosiddetto “mask party”, dove le amiche si ritrovano e, tra una chiacchiera e una tisana, condividono il momento dell’applicazione di questo cosmetico dall’azione intensiva.

Rispetto al vasetto tradizionale o al tubo presenta vantaggi innegabili: si apre la bustina, si dispiega la maschera e si applica senza faticose spalmate. Così vince il risparmio: le maschere monouso permettono di calibrare il consumo e cambiare tipologia a seconda dei bisogni cutanei del momento. Non solo: occupano poco spazio, sono leggerissime e possono essere portate in viaggio anche nei beauty case più essenziali. E poi sono pratiche: restano aderenti al viso, consentono di muoversi e si tolgono con un semplice gesto.

Un concentrato di attivi sigillato in una bustina

Ma in che cosa consiste esattamente la maschera monouso? «Si presenta in una confezione singola sigillata: una volta aperta bisogna usare la maschera racchiusa all’interno, altrimenti secca. Il supporto, in tessuto o idrogel, è imbevuto di un siero concentrato in principi attivi. Si dispiega e si fa aderire al viso, in modo che le varie aperture combacino con occhi, naso e bocca. Una volta applicata, rilascia nel corso del tempo di posa gli ingredienti funzionali. Il tessuto impregnato crea sulla pelle uno strato micro-occlusivo che può incrementare l’assorbimento delle sostanze, oltre a dare un piacevole effetto “Spa a casa”. Alla fine si toglie, si getta il supporto e si massaggia il siero sulla pelle o, se si preferisce, si rimuove l’eccesso con una velina», spiega il cosmetologo Umberto Borellini, docente presso diversi atenei.

Ma non è tutto oro quel che luccica. Non sempre, infatti, le maschere offrono ciò che promettono e occorre sempre verificare con attenzione se, al di là dell’involucro colorato, gli ingredienti risultano realmente funzionali o, nella migliore delle ipotesi, avranno soltanto un effetto rinfrescante e nulla più. Ecco perché abbiamo messo sotto la lente 14 modelli, scegliendone 4. Che abbiamo selezionato in base a criteri precisi.

Ricche ed equilibrate, a effetto rivitalizzante

«Quello che non dovrebbe mancare in una maschera è una componente lipidica: indispensabile per ripristinare la barriera cutanea, oltre a dare comfort durante e dopo l’applicazione, senza lasciare la sensazione di pelle che “tira”, è emolliente e restitutiva. Non deve ungere la pelle, solo apportare quel tanto che basta di morbidezza: olio di girasole, trigliceridi biotech, glicerina, va bene tutto. E poi largo ad attivi idratanti e dall’effetto ricompattante come l’acido ialuronico (sodium hyaluronate), la betaina o il collagene (hydrolyzed collagen), antirughe come il coenzima Q10 (ubiquinone), il resveratrolo (resveratrol) o il retinolo (retinyl palmitate); a ingredienti illuminanti e antiossidanti, vedi le vitamine C (sodium ascorbyl phosphate) ed E (tocopheryl acetate), lenitivi come il pantenolo (panthenol) e l’allantoina (allantoin).

Non sempre tutte queste sostanze devono essere ad alta concentrazione, perché potrebbero irritare, come per esempio il retinolo. L’importante è che la quantità sia funzionale all’effetto desiderato, la formula equilibrata e lasci la pelle più luminosa e soda. No invece alla presenza di alcol: dona una sensazione di freschezza e può minimizzare quella di grasso di altri ingredienti, ma poiché disidrata finirebbe per inficiare i risultati promessi, o addirittura irritare la cute», sottolinea il cosmetologo.

Parola d’ordine, sostenibilità

Anche la sostenibilità è importante, specie in un prodotto usa e getta, che altrimenti finirebbe per inquinare: quindi sì ai tessuti in cellulosa, biodegradabili o compostabili, alle confezioni facilmente riciclabili e largo alle maschere che lasciano poco siero sul fondo delle confezioni (da spalmare poi sulle aree non coperte dalla sheet mask, come collo o e décolleté), così da non sprecare nulla. Abbiamo perciò scartato i prodotti che non si impregnavano della maggior parte del siero della confezione, lasciando troppo scarto sul fondo.

Il momento giusto per usarle? Di sera

«Il momento ideale per una sheet mask è la sera o quando si ha davanti un periodo di relax in cui restare senza trucco non è un problema: a fine giornata, dopo aver rimosso il make-up e con il viso deterso e asciutto, ma anche una domenica pomeriggio, magari guardando un film o ascoltando la musica. L’importante è non doversi ritruccare subito dopo, per lasciare all’epidermide l’effetto-cocoon il più a lungo possibile», conclude l’esperto.

Le motivazioni della nostra scelta

Anche le istruzioni sulla confezione sono importanti: tempo di posa, raccomandazioni d’uso, INCI chiaro (l’INCI è l’elenco, riportato in etichetta, degli ingredienti). Durante la prova abbiamo valutato anche la qualità del supporto, la sensazione sulla pelle durante l’applicazione (profumo, consistenza, piacevolezza) e il risultato dopo, una volta rimossa la maschera: tono cutaneo, luminosità, idratazione e comfort. Abbiamo poi preferito quelle maschere che, a parità di formula e risultato, avevano un rapporto qualità-prezzo migliore, in modo che l’uso della maschera sia un piacere accessibile.

Maschere monouso: le 4 migliori

Maschere monouso, le 4 migliori (su 14) provate per te
NIVEA Q10 ANTIRUGHE ENERGY INSTANT RADIANCE


Il top tra le maschere illuminanti

Con un pool di attivi come l’enzima Q10, le vitamine C ed E, acido ialuronico, estratti fermentati e botanici, Nivea Q10 Antirughe Energy Instant Radiance riduce i segni del tempo, illumina, idrata e rafforza la barriera cutanea per una pelle dall’aspetto più fresco e disteso. Il siero che imbibisce il tessuto è denso, la sensazione sul viso è di una piacevole freschezza. Buono il tessuto 100% vegetale e biodegradabile, ottimo rapporto qualità-prezzo.

Usala così: con i suoi 10 minuti di posa è un trattamento intensivo espresso, utile quando ti vedi stanca e con rughette sottili più evidenti. Una sferzata di vitalità che, grazie alla vitamina C, minimizza anche le piccole discromie cutanee. Applica i residui di siero su collo e décolleté. 1 maschera: 3,99 € (nivea.it).

Maschere monouso, le 4 migliori (su 14) provate per te
ESI BIOCOLLAGENIX HYDROGEL FACE MASK

Il top tra le maschere tonificanti

Esi Biocollagenix Hydrogel Face Mask è un set che contiene due maschere, confezionate singolarmente. In idrogel di origine naturale, sono imbevute di due tipi di collagene, resveratrolo (un antiossidante derivato dall’uva rossa) e cinque tipi di acido ialuronico a diversi pesi molecolari per garantire tono, idratazione ed elasticità all’epidermide. Sul viso la sensazione prevalente è di freschezza. Buoni l’INCI, breve e ricco di attivi, e la confezione con indicazioni per il corretto riciclo.

Usala così: per incrementare l’effetto puoi mettere la maschera per 15 minuti in frigorifero. Lascia in posa 15-25 minuti. Idrata, riduce i gonfiori e tonifica i tratti del viso, oltre a dare sollievo alla pelle accaldata (anche se soffri di vampate). Kit da 2 maschere: 13,90 € (in farmacia, parafarmacia ed erboristeria; esi.it).

Maschere monouso, le 4 migliori (su 14) provate per te
GARNIER SKINACTIVE PRO RETINOL

Il top tra le maschere leviganti

La formula di SkinActive Pro Retinol di Garnier, generosamente infusa nel tessuto, è composta da attivi antietà tra cui spiccano il proretinolo, che promuove il rinnovamento cellulare minimizzando le rughe sottili, l’estratto di açai, antiossidante e lenitivo e la glicerina, per mantenere un buon livello di idratazione cutanea. Bene anche il tessuto biodegradabile che si può anche smaltire nel compost e il prezzo contenuto rispetto alla qualità.

Usala così: poiché contiene un derivato del retinolo, non dimenticare di mettere una protezione solare adeguata il giorno dopo averla applicata. La posa è di 15 minuti. Per un trattamento urto puoi usarla fino a tre volte alla settimana. 1 maschera: 3,49 € (nella grande distribuzione; garnier.it).

Maschere monouso, le 4 migliori (su 14) provate per te
BALEA MED BY DM MASCHERA ULTRA SENSITIVE

Il top tra le maschere lenitive

Confezione compatta per Balea Med by DM Ultra Sensitive, una maschera dall’eccellente rapporto qualità-prezzo. Ricca di pantenolo (il 5% della formula), dalle proprietà lenitive, contiene anche olio di girasole e glicerina emollienti e acido ialuronico per lasciare la pelle sensibile idratata e nutrita con delicatezza. Il tessuto è in tencel, un derivato dalla cellulosa, ed è biodegradabile.

Usala così: in 15 minuti di posa, questa maschera allevia la sgradevole sensazione di pelle che “tira” sia dopo una giornata di vento, sia quando aria condizionata o altri agenti disidratanti aggrediscono la cute. Un bel sollievo per chi ha la pelle sensibile. Sul viso è fresca e piacevole, ben impregnata di siero. Prova ad applicare i residui anche sul dorso delle mani. 1 maschera: 1,99 € (da DM e su dm.it).