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Cosmetici naturali e bio: come sceglierli

Non c’è ancora una legge che regoli i cosmetici naturali e biologici: per scegliere bene armati di pazienza, studia la lista degli ingredienti e segui i consigli degli esperti

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di Annalisa Piersigilli


Quante volte ti sei ritrovata a ispezionare la confezione di un prodotto beauty per verificarne gli ingredienti, da dove vengono e se sono naturali, proprio come fai con le etichette degli alimenti? Significa che, come una fetta crescente della popolazione, stai diventando una consumatrice sempre più attenta, anche in tema di creme, shampoo e make up.

Secondo una indagine di Cosmetica Italia, nel 2017, su un fatturato totale di 11 miliardi, il mercato green ha sfiorato i 950 milioni di euro, e la sua espansione è inarrestabile. «Dalla selezione degli ingredienti, al packaging biodegradabile ai processi di produzione: le aziende cosmetiche, compresi i grandi brand, sono sempre più attente al loro impatto ambientale», sottolinea Rita Rizzi, cosmetologa.

Ma fai bene a stare attenta, perché il cosiddetto greenwashing, una tecnica di marketing utilizzata da marchi che si spacciano per eco-friendly ma in realtà non lo sono, è sempre in agguato. Non basta infatti un logo verde, qualche foglia disegnata sul vasetto o le specifiche “a base di erbe” o “senza sostanze chimiche nocive”, per garantire che un cosmetico sia green.

«Il problema è che esiste una normativa unica europea per la cosmesi (Regolamento CE 1223/2009) ma è generica, e non fa distinzioni. Quindi le certificazioni concesse da enti privati riconosciuti, dopo accurate ispezioni e controllo delle formule, sono le uniche garanzie disponibili al momento. Ma per adesso sono volontarie e quindi non obbligatorie», spiega Rizzi.

Ecco allora che cosa puoi fare per essere più consapevole dei tuoi acquisti.


Naturale, bio, vegano...

Servirebbe un vero e proprio vocabolario beauty per orientarsi tra tutti i termini della cosmesi green.

In generale, un cosmetico si considera naturale quando gli ingredienti e i principi attivi utilizzati sono, in maggioranza, di origine vegetale. In più, almeno in teoria, non dovrebbe contenere parabeni, petrolati, siliconi, sostanze di sintesi piuttosto aggressive.

Un prodotto viene definito bio, invece, quando i suoi ingredienti vengono da agricoltura biologica certificata.

Se un prodotto è vegano vuol dire che non ha sostanze di derivazione animale.

Un altro aggettivo che può capitare di vedere scritto sulle confezioni di creme, sieri e contorno occhi è halal: indica che sono stati formulati nel rispetto della religione musulmana, sempre dopo la verifica di un ente di certificazione islamico. «Non contengono sostanze di origine suina, e tante altre materie prime, come il collagene derivato dal pesce, e nemmeno l’alcol etilico, ingrediente che invece è molto usato come conservante nei cosmetici vegani e biologici. In genere, i prodotti halal sono i più controllati perché viene presa in esame anche la fase di produzione e il confezionamento», precisa Rizzi.

Mancano all’appello: cruelty free, secondo cui il prodotto non è stato testato su animali (pratica comunque vietata), ed equosolidale, un altro termine che può creare confusione. Non ha niente a che fare con il bio, a meno che non sia specificato: se lo leggi, significa che alcuni ingredienti si ottengono grazie al contributo di progetti etici e sostenibili, in Italia o all’estero. Ma conoscere il significato di queste parole non basta.


Impara a leggere l’Inci

Per essere sicura di cosa stai comprando, dai un’occhiata all’elenco degli ingredienti, o Inci (International Nomenclature for Cosmetic Ingredients), che mette in fila, in ordine decrescente, le materie prime di un cosmetico. Al primo posto si indica l’ingrediente contenuto in percentuale più alta, poi a seguire gli altri, ma al di sotto dell’1% possono essere indicati in ordine sparso.

«Gran parte dei nomi sono in latino? Allora hanno origine naturale, e non hanno subito trasformazioni chimiche. Prendiamo l’olio di jojoba: può essere indicato come Simmondsia Chinensis o Jojoba Esters», spiega Rizzi. «Se vedi un asterisco accanto all’ingrediente, significa che è bio (non troverai mai il tipico simbolo della foglia verde con le stelline su un prodotto cosmetico, perché è usato solo nel settore alimentare, secondo il Regolamento CE 834/07). Ma l’Inci non specifica da quali sostanze sono estratti determinati ingredienti. Prendiamo come esempio l’acido stearico, un emulsionante molto usato nei cosmetici, che può derivare sia dai suini sia dalle piante. O il tocoferolo (la vitamina E), ottenuta a partire da ingredienti naturali o in maniera sintetica. In questo caso, solo i marchi delle certificazioni possono fare la differenza».

Controlla nell’Inci anche gli ingredienti naturali pubblicizzati sul fronte del packaging: si tratta di greenwashing se figurano agli ultimi posti della lista, in quanto presenti in percentuali molto basse.


Attenta alla durata

Se ami i cosmetici naturali, c’è un’altra icona sulla confezione a cui devi prestare attenzione: è il Pao, sta per Period After Opening, e ti indica a quanti mesi dall’apertura il prodotto scade.

«È più breve rispetto a un cosmetico che utilizza materie prime in gran parte sintetiche. Questo perché il vegetale non ha caratteristiche standard, ma varia in base ai lotti di produzione. Come l’iperico, che cambia addirittura colore in base al raccolto», continua la cosmetologa Rita Rizzi. «Il naturale e biologico è quindi più complesso e instabile nella lavorazione, e anche nell’uso. Le sue caratteristiche organolettiche, come l’odore e la consistenza, possono cambiare anche durante l’uso. Succede spesso con il burro di karité, che non contiene antiossidanti. Ma l’importante è conservarlo in un luogo fresco, asciutto e lontano dai raggi solari».

La tecnologia cosmetica green si sta evolvendo anche in questa direzione, ed è alla ricerca di nuove materie prime che prolunghino la durata dei prodotti green.


Dove comprare

Profumerie, farmacie, super, siti web: ormai trovi ottimi cosmetici naturali in tutti i canali di distribuzione. Ma si stanno facendo strada anche le bioprofumerie: sui loro scaffali trovi solo prodotti certificati, etici e naturali, e il personale ti offre un servizio di consulenza attento e specializzato, se per esempio soffri di allergie o intolleranze.

E se sei ti piace il fai da te, su aroma-zone.com, un sito francese, puoi acquistare le materie prime per realizzare a casa creme e detergenti seguendo le ricette suggerite dai cosmetologi dello staff.


Le certificazioni “verdi”

Da una indagine GfK emerge che il 60% dei consumatori è rassicurato dalla presenza di un marchio di certificazione sui cosmetici naturali e bio. La certificazione permette di comprendere subito se un prodotto risponde alle aspettative e di individuare con facilità cosmetici green e bio autentici, senza dover leggere tutti gli ingredienti in lista.

1. Natrue

Associazione no-profit internazionale nata nel 2007, ha standard molto severi. La certificazione è affidata ad alcuni enti riconosciuti (Ccpb, per esempio). Certifica: cosmetici naturali, naturali con componenti biologiche (almeno al 70%) e biologici (almeno il 95%).

2. Icea

È tra i fondatori di Cosmos, disciplinare internazionale per la cosmesi naturale e biologica, che distingue tra certificazione natural e organic (almeno 20% delle materie prime green deve essere bio). Ha un accordo con la Lega Anti Vivisezione per il controllo cruelty-free.

3. Aiab

Il settore bio eco cosmesi dell’Associazione italiana agricoltura biologica garantisce l’utilizzo di materie prime vegetali non allergizzanti, irritanti e Ogm free, l’impiego di prodotti agricoli e zootecnici da agricoltura biologica, imballaggio ecologico e nessuna sperimentazione animale.

4. Bioagricert

Offre vari livelli di certificazione, in base alla percentuale di ingredienti naturali, di origine naturale e biologici utilizzati nei cosmetici. In più offre alle aziende anche la possibilità di certificare i prodotti in base al disciplinare VeganCert.

5. CCPB cosmetici biologici

Per questa certificazione il cosmetico deve contenere almeno il 95% di ingredienti bio. Nella sua produzione non si possono utilizzare derivati del petrolio, paraffine, formaldeide e coloranti di origine sintetica. Niente Ogm né profumi sintetici.




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Articolo pubblicato sul n. 11 di Starbene in edicola dal 27/02/2018

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