Burri corpo: addio pelle secca. I migliori 4 testati per te
Pelle secca? Assicurale nutrimento, idratazione e un’efficace azione protettiva grazie a booster più ricchi e corposi. Abbiamo preso in esame 14 prodotti “body care”, scegliendone 4. Ecco i criteri utilizzati per attribuire loro il massimo dei voti

Gambe con la pelle secca e le ginocchia un po’ ruvide? Mani e piedi screpolati? Alcune aree cutanee possono mostrare addirittura segni di infiammazione e arrossamento se non prurito, soprattutto quando fa freddo, a riprova che il film idrolipidico dell’epidermide risulta alterato.
Per ripristinare la barriera cutanea, apportare nutrimento e contrastare la disidratazione la solita crema per il corpo potrebbe non bastare: è il momento di utilizzare un prodottococcola molto più efficace nel contrastare secchezza, arrossamento e sensazione di avere la pelle che “tira”. È qui che entra in scena il burro corpo.
A differenza della texture fluida, è un prodotto molto più denso e corposo perché contiene meno o zero acqua, e i principi attivi sono quindi più concentrati, a cominciare dagli oli vegetali capaci di riportare l’epidermide in una zona di confort. Non solo. «La maggior consistenza è data dalla presenza di cere o burri; inoltre le ceramidi supportano la ricostruzione del mantello idrolipidico, impoverito dall’azione disseccante del freddo, facilitando il rinnovamento cellulare», spiega la cosmetologa Erika Connizzoli. Certo, si fa presto a dire “burro corpo”. Ma quali caratteristiche deve avere per assicurarsi buone performance sulla pelle? Cosa non deve mancare e di cosa deve fare a meno?
Noi del LAB di Starbene abbiamo messo sotto la lente 14 prodotti, arrivando a scegliere 4 burri corpo. Ecco con quale criterio.
La formula? Povera di acqua e ricca di lipidi
Serve una squadra vincente fatta di burri, oli e cere per ripristinare la barriera cutanea. «Il burro di karitè, pianta originaria dell’Africa, è il re incontrastato delle formule nutrienti perché aiuta a riparare il film epidermico senza risultare untuoso, ma svolgendo un’ottima azione nutriente e protettiva. Ottimo anche quello di shorea, una pianta asiatica con le stesse caratteristiche ma dalla consistenza più morbida, e quello di illipé, elasticizzante e lenitivo. Tra gli oli, vanno bene quelli di girasole, ricco di acidi grassi polinsaturi, di oliva, di ricino e di avocado, utili a ripristinare il film idrolipidico, oltre a svolgere azione emolliente, mentre quello di riso e di semi di vinaccioli, grazie all’elevato contenuto di antiossidanti, sono anche in grado di proteggere la pelle dallo stress ossidativo», sottolinea Connizzoli.
Nell’elenco degli ingredienti è bene che questi lipidi vegetali figurino all’inizio, tra i primi tre. Si riconoscono perché hanno nomi in latino come Butyrospermum parkii seed butter (burro di karité), Helianthus annuus seed oil (olio di semi di girasole), Vitis vinifera seed oil (olio di semi di vinaccioli).
Il ruolo delle ceramidi
Di origine vegetale o biotech, le ceramidi ricreano la barriera fisica che protegge la cute dalle aggressioni esterne: «Si tratta di sfingolipidi naturalmente presenti nello strato corneo dell’epidermide, della quale formano lo scudo protettivo », spiega la cosmetologa.
«Assicurano la coesione dei corneociti come una specie di “cemento” intercellulare che li tiene uniti e compatti. Non solo. Proteggono anche dalle aggressioni esterne, garantendo al contempo l’elasticità e l’integrità della pelle. Inoltre, i lipidi cutanei, oltre a formare un film sull’epidermide, limitano la perdita d’acqua, rallentando la disidratazione», rimarca l’esperta.
In etichetta si trovano sotto nomi diversi. «I più diffusi sono Ceramide AP (assicura l’elasticità della cute e regola il processo di desquamazione cutanea), NP (in grado di legarsi ai lipidi naturali, preservando così il contenuto idrico della pelle), NS (aiutano a ripristinare e mantenere la funzione barriera della pelle)», elenca Connizzoli.
Un mix di oli, burri e cere
Insomma, la formula ideale prevede un mix di oli, burri e cere, dove biotech ed estratti botanici concorrono a ripristinare nutrimento e idratazione. Sì, dunque alla presenza significativa (parte iniziale dell’INCI) di burri e oli, ceramidi, glicerina e squalano di origine vegetale.
«Meno indicata la presenza di derivati del petrolio come la paraffina, che crea un film occlusivo-protettivo, ma non apporta altri benefici. Ok anche alla vitamina E, un antiossidante molto efficace», aggiunge la cosmetologa.
Alcuni prodotti sono adatti alle pelli sensibili e si possono usare in caso di irritazione, come una “crema cerotto” che aiuta la riparazione cellulare. Altri invece, fanno della piacevolezza un must: consistenze e profumi gradevoli premiano la costanza e aiutano chi ha poco tempo a non lasciare il vasetto a metà.
Burro corpo, la nostra selezione
Abbiamo quindi provato i prodotti sul corpo e, ove indicato, anche sul viso e abbiamo valutato consistenza, facilità d’uso, profumazione. Per esempio, abbiamo scartato quei burri solidi che, pur avendo in teoria ottimi ingredienti, alla prova pratica sulla pelle non “scorrevano” e rendevano l’esperienza dell’applicazione poco soddisfacente. Se è vero che il gusto personale è tutto in fatto di fragranze, resta il fatto che la profumazione deve restare leggera, e la formula non deve contenere tanti allergeni onde evitare irritazioni.
Abbiamo infine considerato la durata dell’idratazione e della sensazione di confort data dal burro corpo, preferendo i prodotti che a fine giornata mantenevano ancora la cute piacevolmente morbida.
BURRI CORPO, I MIGLIORI 4:
