Il metodo dei “Di Pazza” per mangiare più frutta e verdura in 30 giorni

Solo il 7% degli italiani consuma la quantità raccomandata. Due amanti della cucina vegetale hanno ideato un metodo per non poterne fare a meno. In soli 30 giorni

Il metodo dei “Di Pazza” per mangiare più frutta e verdura in 30 giorni
Luca Di Palo e Riccardo Barbazza, in arte i Di Pazza

Si somigliano e li scambiano spesso per fratelli, se non addirittura gemelli, in realtà sono una coppia, sono vegani e condividono con la loro community (420 mila follower su Instagram) la passione per la cucina “plant based”, con post e reel conditi con la giusta dose di ironia. Luca Di Palo e Riccardo Barbazza, in arte i Di Pazza, stimati professionisti in tutt’altro settore, sono sbarcati sui social un po’ per gioco e, una ricetta dopo l’altra, una battuta dopo l’altra, un q.b. di quotidianità alla “Casa Vianello”, sono arrivati alla pubblicazione del loro secondo libro: Ce la puoi fare. 30 giorni per aumentare il tuo consumo di frutta e verdura (Gribaudo, 18,90, strategie quotidiane per trasformarlo in un’abitudine regolare, grazie a piatti gustosi e bilanciati che non richiedono un eccessivo impegno in termini di tempo e abilità.

Un obiettivo, promettono, raggiungibile grazie a un percorso a tappe che, di menu in menu e di consiglio in consiglio, aiuta a introdurre sempre più vegetali nella propria dieta. Senza per questo imporre l’opzione vegana o di stravolgere i propri ritmi a tavola, ma semplicemente come scelta per il nostro bene e per quello del pianeta.

Da dove nasce l’idea di questo percorso in 4 settimane?

«Siamo partiti dalla richiesta dei nostri follower, entusiasti delle ricette che postavamo ma spesso in difficoltà sul “come fare” per cambiare abitudini a tavola, soprattutto perché resiste il preconcetto che la cucina a base vegetale richieda tempo o sia più costosa. E c’è anche chi fa fatica semplicemente per una questione di gusto o perché, in famiglia, si è sempre mangiata poca frutta e verdura. Consideriamo che, nonostante la grande varietà di alimenti ortofrutticoli che abbiamo a disposizione, solo il 7% degli italiani consuma la quantità raccomandata dai LARN, le linee guida nutrizionali elaborati dalla SINU, la Società Italiana di Nutrizione Umana.

Spesso non abbiamo proprio la percezione corretta se e di quanto ne siamo carenti: ecco perché prima di iniziare “il da farsi”, consigliamo una sorta di selfie alle proprie abitudini, partendo da cosa mettiamo di solito nel carrello della spesa, teniamo nel frigorifero e che spazio hanno verdura, frutta e legumi nei nostri pasti. Un test che aiuta a fotografare i nostri consumi green a tavola; noi stessi, pur vegani, pur amanti della cucina, ci siamo accorti di non mangiarne abbastanza. Il libro nasce quindi dalla voglia di raccogliere tutti i trucchi e gli espedienti sviluppati nel corso degli anni. Ci hanno spinto anche motivazioni salutari e ambientali, con l’idea di poter fare in qualche modo la nostra parte, offrendo valide e altrettanto gustose alternative al consumo di proteine animali».

Quali sono allora le porzioni ideali?

«Le linee guida raccomandano il consumo di cinque “quote” al giorno, che vengono quantificate in 250 g di verdura, 150 g di frutta e 80 g di insalata a foglia verde, ciascuna. È un’indicazione che riportiamo perché può aiutare, mano a mano, a farsi “l’occhio” sulle quantità, a stimarle senza diventare dipendenti dalle grammature. Che è uno degli obiettivi del percorso che proponiamo.

Poi ci sono esperti che suggeriscono anche un’ulteriore suddivisione delle porzioni: tre di frutta e due di verdura, per esempio. Quello che noi consigliamo è di trovare la propria dose quotidiana, anche in base al mood della giornata o a quello che è rimasto in frigorifero. Per cui va benissimo dedicare una giornata totalmente alla verdura o preferire frutta e insalata quando si ha meno voglia di cucinare. L’importante è abituarsi sempre di più a portarle in tavola».

Sveliamo il trucco per farcela?

«Il metodo consiste nell’introdurre gradualmente, nell’arco di un mese, pasti (blocchi) che abbiano per protagonisti frutta e verdura. Per arrivare, dopo quattro settimane, a trasformare i menu plant based in una consuetudine irrinunciabile che soddisfa il palato e dà una mano alla nostra salute. Per la prima settimana ci siamo basati sul concetto di “atomic habits”, cioè che i piccoli miglioramenti quotidiani, facili da mettere in pratica, portano a grandi risultati nel lungo periodo. Funge perciò da avvicinamento, toccando i pasti principali (colazione, pranzo, cena) e gli spuntini, con l’obiettivo di introdurre piatti vegetali in modo “quasi impercettibile”.

Oltre alle ricette, abbiamo voluto condividere anche trucchi pratici per avere uno stimolo in più: per esempio, per chi non è abituato a mangiarla, potrebbe essere d’aiuto mettere la frutta in bella vista sul tavolo della colazione; oppure prepararla la sera prima tagliata a cubetti, a questo ben si prestano mele e pere, conservandola in frigorifero in contenitori ermetici con succo di limone. In questo modo si rallenta l’ossidazione ed è pronta per essere gustata il giorno dopo.

Sia la mattina, insieme al caffè e allo yogurt, ma anche come spuntino in ufficio. Nella seconda settimana invece suggeriamo di andare alla scoperta di fonti proteiche alternative, legumi in primis; di provare sapori nuovi e di sperimentare ingredienti e cotture diverse, considerando anche la stagionalità dei prodotti. Chi è corto di idee troverà, nel nostro libro, tante ricette. In questa parte ci siamo sbizzarriti anche con proposte per insalate “mai più tristi”».

E per quando si mangia fuori o si invitano gli amici?

«Abbiamo pensato anche a quello. La terza settimana infatti introduce il concetto di convivialità, con consigli e menu per quando si hanno ospiti, per preparare la “schiscetta” del pranzo in ufficio e per continuare il percorso quando si cena al ristorante, così da ordinare “veggie” senza passare per quella o quello “difficile”. Mentre la quarta settimana è dedicata a renderci la vita più semplice con metodi per organizzare frigorifero e dispensa e ridurre gli sprechi».

Un po’ di pianificazione aiuta sempre… anche in cucina.

«Sì a partire dalla spesa, che deve riempire il carrello di quello che ci serve, ma può diventare anche un’occasione per farsi ispirare dai profumi e dai colori di frutta e verdura. Concludiamo infine il nostro percorso con i consigli per il batch cooking, che si traduce letteralmente in “cucinare in serie”: in pratica la pianificazione di quello che si mangerà nella settimana.

Senza lo stress di una programmazione rigida, ma semmai la strategia per evitare piatti improvvisati con quel che è rimasto in casa e di scaldare porzioni preconfezionate, acquistate per quando non si hanno alternative. È un modo per assicurare alla nostra dieta la giusta quantità di verdura, frutta e proteine vegetali. Il segreto è seguire i quattro step: pianifica e acquista, prepara, conserva e assembla; si tratta quindi di organizzare e rifornire frigo e dispensa con una serie di alimenti, chiamiamoli base, da combinare in modo sempre differente, dopo aver deciso il menu settimanale».

Il metodo dei “Di Pazza” per mangiare più frutta e verdura in 30 giorni

LEGGI ANCHE: Quanta frutta e verdura mangi? Il test