Lavorava in ufficio, ma non faceva per lei. Tanto che la sera, al rientro, preparare la cena, trafficare in cucina diventava il momento in cui far decantare tutto lo stress della giornata. Complice il lockdown, Elena Savino molla la routine da impiegata, decide che vuole condividere il piacere di mangiare sano e con gusto e si butta su Instagram. Posta le prime foto dei suoi piatti e, nel frattempo, diventa vegana: oggi ha una community di oltre 400 mila follower (@cuoriveggie) e un libro pubblicato È tutta un’altra insalata (Mondadori, 22 €).
In questa intervista la food influencer ci racconta perché mettersi a tavola, per lei, è sempre stato speciale e cosa l’ha spinta a scegliere l’alimentazione “plant based”. In più ci regala alcune delle sue ricette estive.
L’intervista a Elena Savino, @cuoriveggie
Nel tuo libro racconti che, a casa tua, pranzo e cena erano dei veri banchetti.
«Era l’occasione in cui si riuniva (e ancora lo fa) la mia grande famiglia, fratelli e sorelle, di cui alcuni accolti in affidamento, i cugini in visita dal Sud America, gli amici invitati. Tanta allegra confusione, mamma che cucinava per tutti, papà che dava una mano e che, dell’infanzia trascorsa in Colombia, aveva mantenuto e trasmesso alcune abitudini: le pietanze a base di fagioli e mais, i sapori speziati, i mix di frutta e verdure nelle insalate. A casa mia niente primo, secondo e contorno, ma tanta scelta a soddisfare i gusti più vari e una regola, antispreco: gli avanzi sono la base perfetta per i piatti del giorno dopo».
Questo mix di culture, tradizioni e sapori è diventato poi il leit motiv della tua cucina.
«Indubbiamente. Fa parte di me ed è stato naturale che influenzasse le mie ricette quando ho scelto di diventare vegana. Una decisione nata per motivi etici e ambientalisti. Fondamentale è stato l’incontro con mio marito: lavora in un canile e in un santuario per animali salvati da allevamenti o situazioni di sfruttamento. Qui trovano rifugio, vengono protetti, curati e restituiti a una vita dignitosa. Siamo passati all’alimentazione vegan per gradi, per lo meno io che ero onnivora, ed è poi diventato, per entrambi, uno stile di vita. Cerchiamo, nel nostro piccolo, di dare un contributo: abbiamo l’orto, raccogliamo l’acqua piovana».
Da passione a professione
Una scelta che hai deciso di condividere, facendola diventare una professione.
«Quando con “cuori veggie” ho cambiato la mia vita e mi sono fatta conoscere sui social, ho seguito dei corsi per approfondire le basi della cucina vegetale e per poter offrire ricette gustose e sane. Cerco così di avvicinare le persone all’alimentazione “plant based” senza l’intento di voler insegnare agli altri come mangiare, ma sfatando lo stereotipo che essere vegani sia costoso e impegnativo, inadatto al nostro stile di vita spesso frenetico. Quell’atteggiamento del “torno a casa stanca, non ho tempo per pulire e cucinare le verdure o piatti che richiedono una preparazione elaborata” che scoraggia.
In realtà, come in qualsiasi regime alimentare, è questione di organizzare la dispensa e il frigorifero e di tenere sempre a portata di mano gli ingredienti di base. Su tutti, i legumi in scatola, subito pronti. Certo, avere un po’ di conoscenze ai fornelli non guasta, ma i miei piatti sono volutamente semplici e veloci, con alimenti facilmente reperibili al supermercato e chiunque può inserirli nelle proprie abitudini alimentari. Con mia grande soddisfazione la maggior parte dei miei follower non seguono necessariamente una dieta vegana».
Il consiglio antispreco
Un consiglio antispreco per le verdure?
«Sono particolarmente delicate e deperibili, quindi meglio consumare prima gli ortaggi a foglia verde: spinaci, lattuga, bietole, cicoria, ma anche le foglie che spesso scartiamo, come quelle del cavolfiore, delle carote o dei ravanelli che si possono frullare in zuppe o vellutate o aggiugere alle insalate per insaporire. Quando acquisto queste verdure, preferisco cucinarle subito e conservarle già cotte.
Gli spinaci, per esempio, non hanno bisogno di essere bolliti: basta metterli in una padella antiaderente con coperchio, senza aggiungere acqua. Rilasceranno la loro umidità e saranno pronti in pochissimi minuti, mantenendo tutto il loro sapore. Broccoli, cavolfiori, carciofi, asparagi, zucchine e pomodori resistono qualche giorno, mentre finocchi, cetrioli, sedano, porri, peperoni, ravanelli e fagiolini sono più resistenti ma è comunque meglio non lasciarli troppo a lungo in frigorifero. Infine radici e tuberi: patate, zucche, cipolle, aglio, scalogno, rape e carote si conservano anche per diverse settimane, soprattutto se tenuti al buio e in un luogo fresco e asciutto».

