Francesca Barra e l’addio alla tv dopo il lutto: come gestire i rimpianti quando la vita corre troppo forte

Dopo la pausa dalla tv di Francesca Barra, lo psicologo spiega come affrontare il dolore della perdita, superare rimorsi e sensi di colpa e ridefinire le priorità

Francesca Barra e l’addio alla tv dopo il lutto: come gestire i rimpianti quando la vita corre troppo forte
Francesca Barra (Photo by Borja B. Hojas / Getty Images)

«Non mi perdono di non aver passato con mio padre l’ultimo Natale, per questo oggi mi fermo. Esiste un tempo del lutto che abbiamo smesso di rispettare». Francesca Barra ha raccontato così a Vanity Fair il travaglio psicologico che l’ha portata a interrompere l’avventura di 4 di sera – Weekend, il programma che conduce da due anni su Rete 4 insieme a Roberto Poletti.

La morte improvvisa del padre, l’ex deputato Francesco Michele, a 79 anni, ha aperto una profonda ferita che richiede tempo per essere superata. «Sto attraversando un periodo difficile, la mia famiglia ha bisogno di me. Ci sono momenti nella vita in cui è giusto fermarsi e ascoltare i segnali che arrivano dal corpo, dal cuore e dalla mente. Ignorarli sarebbe un errore. Ho lasciato la conduzione perché il lutto ha bisogno di tempo, ignorarlo sarebbe un errore», ha detto in diretta ai telespettatori rivelando con grande coraggio e schiettezza il travaglio che sta attraversando.

«Per tutta la vita sono stata come un polipo, con tanti tentacoli capaci di afferrare contemporaneamente ogni cosa: la famiglia, il lavoro, la casa, i figli, i cani, gli impegni, i progetti. Ho sempre pensato che si potesse tenere tutto insieme. Questa volta no», ha affermato la moglie di Claudio Santamaria, madre di quattro figli.

Spesso quando si ha una vita frenetica di lavoro con ritmi intensi si è portati a pensare di avere la facoltà di coprire tutto, impegni professionali ed esigenze affettive. Poi però basta un lutto improvviso a far saltare tutto, a rivelare tutte quelle volte che non si è stati presenti, in cui si è rinviata una visita, gli appuntamenti mancati, le parole non dette. È l’eterna illusione che ci sia sempre tempo per tutto, ma non è così.

Come gestire il lutto e i rimpianti

«Il fatto stesso di dichiarare questo aspetto della propria vita e di darsi il permesso di lasciare temporaneamente il lavoro, è un atto di grande consapevolezza che non si può essere sempre performanti nella propria vita. Francesca Barra ha detto con grande onestà: il lutto mi ha toccato profondamente, devo rivedere le mie priorità», commenta Gianluca Castelnuovo, professore ordinario presso la Facoltà di Psicologia dell’Università Cattolica di Milano. «Viviamo nella società della performance ma dobbiamo risalire ai valori fondanti della vita come la famiglia, le relazioni affettive».

Come si gestisce il dolore di una perdita? «Spesso subentra il rimpianto, soprattutto da parte di chi ha una vita professionale intensa che lascia pochi spazi agli affetti familiari. Ecco che allora subentra il pensiero che si sarebbe potuto fare di più. È un dolore, una ferita psicologica che non si risolve con un intervento farmacologico ma accettando la perdita. Siccome non è possibile tornare indietro e vivere un’altra vita, possiamo fare in modo che il passato diventi fonte di insegnamento e riconoscenza».

Come riconciliarsi con il passato

«Posso chiedermi cosa mi ha insegnato questo evento, in modo da attuare un comportamento diverso la prossima volta. Il che si traduce con una maggiore vicinanza al genitore sopravvissuto, facendo sì che i vuoti di presenza non si ripetano. Un altro comportamento è essere riconoscente a un padre che non c’è più, facendo vivere la persona anche quando fisicamente non c’è più. Si può commemorarla, facendola rivivere nel ricordo dei suoi insegnamenti, citandola presso parenti e amici», continua l’esperto.

«C’è chi dedica al genitore defunto un premio, un successo, c’è chi invece preferisce la discrezione, ognuno ha il suo modo per mantenere vivo il ricordo. Questo consente psicologicamente una sorta di riconciliazione. Possiamo costruire la nostra memoria in modo più funzionale: ho imparato cosa non fare».

I rischi per chi ha subito un lutto

Castelnuovo afferma che «il rischio per chi subisce una perdita è di mantenere tutto congelato: la casa con gli stessi oggetti del defunto, gli armadi pieni. Il defunto diventa così una presenza ossessiva nella vita quotidiana che può oscurare le possibilità della vita quotidiana. Bisognerebbe limitare questi musei dei ricordi a pochi momenti della giornata, trovare una via di mezzo che non comprometta lo svolgimento delle giornate».

«Il gesto forte di Francesca Barra di uscire dalla trasmissione è un messaggio in linea con i valori della famiglia. Arrivati a un certo punto della carriera, diventa meno importante lavorare fino allo stremo ed è preferibile pensare a qualcosa che si è trascurato», afferma lo psicologo. «Un cambiamento drastico è una scelta molto coraggiosa. Non sappiamo che strada prenderà Francesca Barra. Al momento sembrerebbe una situazione episodica magari per stare vicino alla madre».