Pesche: ecco come sceglierle e utilizzarle in cucina

Bianche o gialle, tonde o schiacciate, con la buccia liscia o vellutata non possono mancare sulla tavola estiva



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1. Pesche noci bianche (o nettarine bianche)

Sono la versione della pesca bianca ma con la buccia liscia. Ottime, quindi, per le persone allergiche, cui dà fastidio il contatto o l’inalazione della peluria delle pesche classiche.

Tendenzialmente sono più sode di quest’ultime e hanno un gusto molto delicato. Si mangiano preferibilmente crude. Come la maggior parte delle pesche, si conservano in frigo per circa una settimana.

Zone di maggior produzione: nell’ordine, Romagna, Puglia, Campania e Veneto.

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2. Pesche noci gialle (o nettarine gialle)

Dette anche semplicemente nettarine o pesche noci, hanno la polpa gialla e la pelle sottile, liscia e rossastra. Sono l’alter ego della pesca gialla, sia come dolcezza sia come utilizzo.

Il vantaggio di avere la buccia liscia e sottile è che si possono utilizzare nelle preparazioni senza sbucciarle. In questo caso l’apporto di antiossidanti è veramente più alto (contengono tantissima vitamina A) e molti sali minerali).

Zone di maggior produzione: Romagna, Veneto, Campania e Puglia.

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3. Pesche percoche

Hanno una polpa piuttosto dura che non si sfalda (perfette da fare sciroppate). In frigo si conservano anche per 10 giorni. Contengono tanta vitamina E che protegge la pelle. Mangiate crude danno il meglio di sé abbinate a qualche mandorla.

Provale anche a fette, scaldate in padella 5 minuti con pochissima acqua e miele. Girale qualche volta. Sgocciolale e spolverale di cacao amaro.

Zone di maggior produzione: Puglia, Calabria e Campania.

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4. Pesche gialle

Sono la varietà più nota e amata di questo frutto estivo. Si caratterizzano per la polpa di colore giallo vivace, molto dolce e soda, e per la pelle vellutata.

Sono ricchissime di vitamina D e calcio, importanti per il nostro sistema scheletrico. Si prestano per tutte le preparazioni, dalle macedonie alle crostate, alle torte lievitate.

Zone di maggior produzione: Romagna, Puglia, Campania (queste ultime sono le prime ad arrivare sul mercato) e Veneto (le tardive).



5. Saturnine bianche

La loro polpa bianca è molto più dolce e profumate rispetto alle classiche pesche sferiche bianche. La pelle è sottile e vellutata. Il nocciolo è piccolo.

Lavate bene, se bio, si mangiano crude con tutta la buccia. Sono molto sode, non sgocciolano e sono molto ricche di polpa nonostante la forma.

Zone di maggior produzione: Sicilia, Marche, Abruzzo e Romagna

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6. Saturnine gialle

Di dimensione medio piccole, dalla forma schiacciata, come una tabacchiera (si chiamano anche così), hanno una polpa morbida e molto profumata. Contrariamente alle pesche sferiche, la loro varietà gialla è meno dolce e più delicata di quella bianca.

È usata anche per gelati e granite. Si adatta bene a piatti sia di pesce sia di carne. Da provare a dadini in una crostata o a fette in una tarte tatin. Abbinaci sempre un frutto secco, come le noci.

Zone di maggior produzione: Sicilia, Marche, Abruzzo e Romagna.

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7. Pesche bianche

Hanno una polpa bianca e filamentosa, che diventa morbidissima una volta matura (sono ottime crude). Il gusto è molto delicato.

La buccia è vellutata come quella della pesca gialla; dato che contiene antiossidanti, se le pesche sono bio, la nostra biologa chef consiglia di mangiarla, come quella di tutte le altre varietà.

Zone di maggior produzione: Romagna, Puglia, Campania e Veneto.



8. Saturnine pesche noce

Pelle liscia e polpa gialla, sono più dolci delle pesche nettarine sferiche.

Ottime come snack, possono accompagnare secondi di pesce e carne e risotti. Provale in parte frullate con la buccia e in parte a dadini in un risotto, mantecato alla fine con parmigiano. Il sapore dolce contrasta la sapidità del parmigiano, conferendo al piatto un gusto unico. Spolvera il risotto con pistacchi tritati al naturale.

Zone di maggior produzione: Sicilia, Romagna, Puglia, Campania e Veneto.



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Articolo pubblicato sul n. 30 di Starbene in edicola dall'8 luglio 2019