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Verruche plantari e piede d’atleta? Eliminali così

Due tra le più diffuse malattie cutanee ora si possono vincere

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Camminando scalzi nelle piscine, negli spogliatoi e sulle assi di legno degli stabilimenti balneari, è facile contrarre delle verruche sotto la pianta del piede. Dovute alle famiglia dei Virus Papova, si presentano come una callosità profonda, dalla superficie ruvida e irregolare (aspetto “a cavolfiore”). Alla lente di ingrandimento, si osservano tanti puntini rossi (che poi diventano scuri), corrispondenti ai capillari sanguigni.


La terapia più innovativa

Niente asportazione col bisturi, che lascia cicatrici fibrose, né la crioterapia, che congela la verruca con azoto liquido, facendolo scendere a una temperatura di -40°C (in farmacia, si trova anche una versione “fai da te”). Spesso inefficace, espone a un rischio di recidive pari all’80 per cento. Raccomandabile invece una soluzione liquida, a base di acido salicilico, acido lattico e collodio elastico che, grazie a un effetto peeling progressivo, “scioglie” le verruche in 30-40 giorni.

Si applica col pennellino ogni sera fino a quando si forma uno strato di pelle morta, da rimuovere con una limetta per unghie.


Anche tu hai il piede d’atleta?

Vietato camminare a piedi nudi! Oltre alle insidie delle verruche, c’è il pericolo di incappare in una fastidiosa affezione cutanea chiamata piede d’atleta proprio perché colpisce chi frequenta palestre e piscine. Si manifesta con lembi di cute arrossata e macerata, punteggiata da microscopiche vescicole piene di liquido sieroso, che prendono di mira gli spazi interdigitali e i bordi del piede. Causato da vari funghi dermatofiti, il piede d’atleta provoca una sudorazione e un prurito intenso che induce a grattarsi, aumentando la desquamazione della cute.

In questo caso, è bene evitare le cure “fai da te” e rivolgersi subito a un dermatologo per una diagnosi precisa (i sintomi sono simili alla psoriasi, all’eczema e alla disidrosi). A differenza della Ptiriasi versicolor, nel piede d’atleta non è sufficiente seguire una terapia locale ma è bene associare alle pomate antimicotiche una cura per bocca della durata di 15-20 giorni.

I principi attivi ad azione antifungina più efficaci sono l’itraconazolo, il fluconazolo, la terbinafina e la fenticonazolo. E per evitare le ricadute? Basta usare sempre le ciabattine.

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