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Fa caldo, metti in riga la pressione

Con l’afa giramenti di testa e spossatezza sono in agguato per tutti. Ecco le strategie di prevenzione da adottare



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di Ida Macchi

Afa e temperature torride: la pressione del sangue risen­te delle ondate di gran caldo e può riservare sorprese a tutti, anche a chi di solito ha i fatidici 70-120, e quindi valori perfetti. «I vasi sanguigni si dilatano per far arrivare il sangue alla periferia del corpo, dove si raffredda, men­tre la sudorazione aumenta per offrirti, con la sua evapo­razione, un po’ di refrigerio», spiega Paolo Pizzinelli, car­diologo. «Il sangue, di conseguenza, si ritrova a circolare su un circuito più ampio, mentre l’organismo riduce le sue scorte di liquidi: ecco perché possono esserci repentini cali pressori e improvvisi malori». I rimedi per evitare sorprese, però, esistono. Per di più, oggi ci sono alcune novità per misurare la pressione al meglio e un nuovo test (l’ABI index) ideale per gli ipertesi. Ecco un vademecum mirato in base ai tuoi valori.


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HAI LA PRESSIONE NORMALE
Però capita anche a te, ogni tanto, di sentirti spossata e, quando ti alzi di scatto (soprattutto al sole), la vista ti si annebbia o per un attimo ti sembra di perdere l’equilibrio.

FAI COSÌ «Aggiungi alle tue insalate alghe tritate: sono ricche di sali, compreso quello marino, che d’estate ti aiuta a mantenere costante la pressione», suggerisce Emilio Minelli, coordinatore del corso di medicine non convenzionali del centro, che col­labora con l’OMS, dell’Università di Milano. «Non appena ti senti “mancare”, invece, immergi le ma­ni in acqua gelata, o bevi subito un bicchiere d’ac­qua non gassata e non fredda», suggerisce il dot­tor Pizzinelli. «Una ricerca della Vanderbilt University del Tennessee ha dimostrato che fa aumentare la pressione di circa 20 mm di mercurio». «Puoi aggiungere la tintura madre di ribes nero», suggerisce il dottor Maurizio Grandi, fito­terapeuta. «Ha un’azione simile a quella del corti­solo, sostanza prodotta dall’organismo, e dà una sferzata alla pressione. Le dosi: 30 gocce appena ti senti giù». Evita invece di bere molta acqua gas­sata, o di bagnarti il volto con acqua ghiacciata: inneschi riflessi in grado di farla crollare. No anche alla birra o a un calice di vino, nonostante molti siano convinti che un alcolico mandi su la pressio­ne», avverte Pizzinelli. «Succede proprio il contra­rio: aumentano la diuresi e la vasodilatazione cu­tanea, attivando meccanismi simili a quelli dei farmaci ipotensivi. Risultato: rischi di sentirti man­care del tutto e di colpo».

HAI LA PRESSIONE BASSA
Le giornate afose, in cui si suda per un nonnulla, per te sono ad alto rischio. Complice la disidratazione, la tua pressione può colare a picco.

FAI COSÌ. «Metti spesso in tavola la salicornia: è l’aspa­rago di mare, lo trovi fresco al banco del pesce al super­mercato, o in vasetti (in salamoia o al naturale), ed è ricco di sali che ti aiutano a trattenere un po’ di liquidi in più, mettendoti al riparo da crisi ipotensive», suggerisce il dottor Grandi. «No, invece, al peperoncino rosso: è un vasodilatatore e fa scendere la pressione». Per meglio reagire agli scherzi del caldo, preve­nendoli, puoi ricorrere alla schisandra. È un’erba adattogena che migliora lo stato delle pareti dei vasi sanguigni, coinvolti nel mantenimento della pressione. Le dosi: una compressa da 300 milligrammi di estratto sec­co la mattina, e una seconda a pranzo», suggerisce il dottor Minelli. Alterna un periodo di fitoterapia con il ri­medio omeopatico China 5 CH, su misura per chi ha la pressione bassa. Le dosi: 3-4 granuli da far sciogliere sotto la lingua, la mattina». «In alternativa o aggiunta ad altri rimedi, il medico esperto in fitoterapia potrebbe pre­scriverti la tintura madre di elicriso, una pianta con un’a­zione identica a quella del cortisolo», conclude il dottor Grandi. «Le dosi: 30-40 gocce, a colazione e a pranzo».

HAI LA PRESSIONE ALTA
Prendi già un diuretico, uno dei farmaci più usati per mantenerla su valori normali? Anche per te l’estate può essere a rischio: con il sudo­re elimini troppi liquidi e il rene non riesce a compensare le perdite.

FAI COSÌ «Il medicinale ipotensivo rischia di diven­tare troppo efficace e la pressione di abbassarsi troppo. Ricorda inoltre che, se sei ipertesa, devi usare qualche accortezza in più anche se vai in vacanza in montagna, o se hai messo in nota un volo aereo per raggiungere la località della tua villeggiatura. L’alta quota può innescare picchi della pressione che mettono inutilmente sotto stress il cuore», dice Pizzinelli. «Il cardiologo provvederà ad aggiustare il dosaggio della terapia ipotensiva, proprio in rapporto al gran caldo. Può prescriverti anche un farmaco che ti mette al riparo dagli inconvenienti dell’alta quota: contiene ace­tazolamide, e mette al riparo dalle crisi ipertensive. Va assunto il giorno prima della partenza e all’arrivo». Ricor­da inoltre di misurare la tua pressione. Per farlo, oggi hai uno strumento in più : è una nuova app per smartphone e tablet, creata con il supporto della Società Italiana dell’I­pertensione Arteriosa, che puoi scaricare gratuitamente dal sito di questa società scientifica di riferimento (http://siia.it/dalla-siia-la-prima-app-dedicata-alla-pressione-arteriosa). Registra i valori di pressione arteriosa massima (sistolica) e minima (diastolica), la tua frequenza cardiaca e il peso corporeo. I dati possono essere poi “salvati in memoria”, dove sono visibili sotto forma di grafici: servo­no sia a te sia al tuo medico, per tenerne sotto controllo l’andamento del tuo cuore.

o».

Con la misurazione alla caviglia salvi anche i reni
L’ipertensione può mettere a rischio non solo la salute del cuore, ma anche dei reni. Oggi, però, c’è un nuovo test che permette di valutarne precocemente gli effetti: si chiama ABI index e per effettuarlo basta misurare la pressione alla caviglia e fare il rapporto con quella presa come di consueto al braccio. Se l’indice è inferiore a 0.9, l’ipertensione può determinare un deterioramento più rapido della funzionalità dei reni. Inoltre c’è una probabilità di una volta e mezzo più elevata che le arterie siano colpite dall’aterosclerosi e che le loro pareti siano meno elastiche e in forma. Insomma, anche se semplice e non invasivo, l’ABI index è un esame talmente efficace che secondo la Stanford School of Medicine dovrebbe essere eseguito anche da tutti i fumatori e i diabetici over 50.

Articolo pubblicato sul n. 28 di Starbene in edicola dal 30/6/2015

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