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Nei: quanti ne hai sul braccio?

Scoperta una relazione fra il loro numero e la predisposizione al melanoma. Ecco come controllarsi

credits: iStock



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di Ida Macchi 


La conta dei nei su un braccio permette di capire se hai una maggiore probabilità di sviluppare un melanoma: il cancro della pelle più aggressivo. È la conclusione di uno studio del King’s College di Londra, i cui risultati sono stati appena pubblicati sull’autorevole British Journal of Dermatology.

Il team di esperti, guidati dal dottor Simone Ribero, dermatologo e dottore di ricerca in tumori cutanei dell’Università di Torino, ha esaminato 3694 gemelle inglesi, raccogliendo informazioni sul loro tipo di cute, compresa la presenza di nei e lentiggini. Se su un solo braccio (indifferentemente il destro o il sinistro) ce ne sono più di 11, significa che sul resto del corpo ve ne sono almeno 100 e questo numero totale, a sua volta, aumenta di 5-6 volte il rischio di ammalarsi».


Prevenzione ancora più attenta

Hai fatto il “test” e hai scoperto che le tue possibilità di avere un melanoma sono “leggermente” più alte? Non farti prendere dal panico, ma metti in pratica (con ancora maggiore attenzione) i consigli che i medici ripetono a tutti. Per prima cosa proteggiti dal sole anche in inverno (i raggi ultravioletti possono danneggiare il Dna) . Inoltre, osserva il tuo corpo attentamente, una volta al mese, sia per vedere se compaiono nei nuovi sia per individuare subito quelli che cambiano improvvisamente aspetto. «I bordi diventano sfrangiati, il colore appare strano (rossastro, con striature blu), sono asimmetrici, sanguinano o hanno un diametro che supera i 6 millimetri: in tutti questi casi rivolgiti subito a un dermatologo», afferma il dottor Ribero.

 

Diagnosi precoce salvavita 

«Lo specialista può effettuare la mappatura delle formazioni sospette con la videodermatoscopiaappoggia su ogni neo un microscopio a luce polarizzata che lo ingrandisce fino a 40 volte e ne visualizza l’architettura direttamente su un monitor. Poi, archivia l’immagine di quelli considerati a rischio per seguirne l’ evoluzione nel tempo con visite ogni 6-12 mesi. Questo permette una diagnosi precoce, arma vincente contro il melanoma», conclude l’esperto.


Un tumore “raro” in rapida ascesa

Rappresenta solo il 5% di tutti i tumori cutanei, ma negli ultimi 10 anni la sua incidenza è raddoppiata. In Italia i dati AIRTUM (Associazione registri tumori) parlano di circa 13 casi di melanoma ogni 100 mila persone, con una stima che si aggira attorno a 3150 nuovi pazienti ogni anno tra gli uomini e 2850 tra le donne. L’età media dei malati: 50 anni, ma 20 volte su 100 il cancro viene scoperto in persone più giovani.


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Articolo pubblicato sul n.48 di Starbene in edicola dal 17/11/2015


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