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Miopia, le soluzioni e come prevenirla

Difetto della vista in aumento, per correggerla ci sono le nuove lenti a prova di schermo e 3 tecniche laser mini-invasive

© Brooke Fasani Auchincloss/Corbis



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di Ida Macchi

Trent’anni fa, in Europa, era miope una persona su 5, oggi una su 3. «Anche se è la predisposizione genetica a giocare un ruolo fondamentale, di tale incremento sono accusate le nuove tecnologie. “Smartphone, tablet e pc mettono a repentaglio i fatidici 10 decimi e a rischiare di più sono gli occhi di bambini e teenager, incollati per ore e ore agli schermi dei device elettronici», conferma il professor Luigi Marino, docente di chirurgia refrattiva all’Università di Milano. «Ciò comporta un continuo sforzo della messa fuoco e un incessante accomodamento. Risultato: i muscoli orbicolari che regolano la visione entro i 40 cm si rafforzano, mentre quelli che controllano l’abilità nel focalizzare gli oggetti lontani si indeboliscono. L’occhio diventa un campione nel vedere ciò che ha davanti al naso, ma a distanza percepisce tutto sfocato».

PIÙ PAUSE DAL PC E PIÙ LUCE NATURALE

La prevenzione fin dall’infanzia è il primo sistema per contrastare questo processo. Bisogna insegnare ai nostri figli a non vivere sempre connessi e a evitare lunghe sessioni davanti agli schermi: massimo 50 minuti, poi ci vuole un break di 10 minuti per far riposare gli occhi. E, non appena possibile, è bene farli stare all’aria aperta. «Anche la scarsità di luce naturale è parte in causa», avverte il professor Marino. «Due nuovi studi pubblicati sull’autorevole rivista Ophtalmology dimostrano che se i bambini trascorrono più tempo all’aperto si riduce il rischio di miopia. I motivi: la dopamina, neurotrasmettitore prodotto nella retina sotto l’effetto della luce naturale, gioca un ruolo cruciale nella buona trasmissione delle immagini al cervello. Non solo: sembra che, dalla nascita ai 25 anni, sia anche in grado di evitare un’eccessiva crescita del bulbo oculare, contrastando così il cosiddetto “occhio troppo lungo”, alla base della miopia. Se ha una lunghezza eccessiva, la cornea (la più potente lente oculare) si curva troppo e così i raggi luminosi che provengono dagli oggetti distanti cadono davanti alla retina. Poi divergono, dando luogo a un’immagine sfocata».

LA CORREZIONE DEVE ESSERE ULTRAPRECISA

Se, nonostante la prevenzione, la miopia riesce ugualmente a farsi strada, occorre correggerla da subito con occhiali o con lenti a contatto, queste ultime riservate ai grandi. «È importante che il potere della lente (espresso in diottrie) sia come un abito su misura», suggerisce il professor Marino. «Un tempo si tendeva a sceglierlo leggermente più basso rispetto a quello necessario per correggere il deficit: lo si faceva per consentire il naturale meccanismo dell’accomodazione. Oggi, invece, si è visto che è importantissimo che la correzione sia perfetta: solo così si riacquistano i classici 10 decimi, utili al benessere oculare». In caso di miopia, perciò, meglio mettere in agenda un controllo annuale della vista, aggiustando se necessario il numero di diottrie ogni volta con un nuovo paio di lenti.
Una visita oculistica periodica è fondamentale anche perché chi soffre di miopia ha la retina più “tirata” e perciò a maggiore rischio di rotture. Con un esame del fondo dell’occhio, lo specialista può tenerne sotto costante controllo lo stato di salute.

SCEGLI LENTI CHE PROTEGGONO DAL BLU

La gamma di lenti a disposizione è ampia. «Se scegli gli occhiali e hai una miopia entro le 10 diottrie, orientati su lenti monofocali ad alto indice di refrazione e con gli innovativi trattamenti che supportano l’accomodazione: ti agevolano anche nella visione dei dispositivi digitali», suggerisce Roberto Coter, ottico a Milano. «Ok a quelle in materiali organici (policarbonato, per esempio), ultraleggere e infrangibili, con filtri solari e con il “blue control” (info su hoya.it).
Si tratta di un moderno trattamento che riduce la luce blu presente nello spettro solare ed emessa anche da tablet e pc di ultima generazione, mettendoti così al riparo dai suoi effetti immediati (sfocatura, riduzione di contrasto sulla retina) e da quelli a lungo termine: rossore e irritazione agli occhi, secchezza, affaticamento e visione offuscata, mal di testa e disturbi del sonno», spiega l’ottico. Scegli lenti progressive se la tua miopia si associa a una presbiopia: con un unico paio di lenti, correggi entrambi i difetti e riduci ogni stress visivo. Se invece preferisci le lenti a contatto, orientati su quelle a ricambio frequente (daily o bisettimali), che “fanno respirare” l’occhio, scegliendone un tipo con trattamento anti ultravioletti.

PUNTA SUI NUOVI LASER A FEMTOSECONDI

Per chi vuole dire addio agli occhiali e ha una miopia sotto le 10 diottrie (se il difetto visivo è maggiore la chirurgia è sconsigliata), oggi ci sono le ultime tecniche laser. «La più innovativa è la femtolasik, effettuata con un laser ad altissima frequenza (detto a femtosecondi) che incide, con precisione micrometrica e in sicurezza, la superficie della cornea», spiega il professor Marino. «Poi, attraverso quella via d’entrata, il chirurgo modifica la curvatura della lente oculare con un laser a eccimeri. Oppure, si può ricorrere a una variante della femtolasik, detta smile: con il laser a femtosecondi il chirurgo asporta un microlembo di tessuto dalla cornea, appiattendola. Il risultato finale di entrambi gli interventi è identico: l’immagine torna a cadere perfettamente sulla retina e si vede bene da lontano, già dopo due ore».
Le due tecniche sono rapide e indolori (nell’occhio vengono instillate prima delle gocce di anestetico) e si può tornare al lavoro il giorno successivo. Unico prerequisito: avere una cornea con uno spessore di almeno 500 micron.

SE HAI LA CORNEA SOTTILE C'È L'ANELLINO

«Se la membrana che riveste la parte anteriore dell’occhio è più sottile, oggi c’è una nuova tecnica chirurgica mini-invasiva. Si chiama myoring e si avvale di un anellino di materiale biocompatibile che viene inserito nella cornea, attraverso una tasca creata con il laser a femtosecondi. La manovra si effettua dopo aver instillato negli occhi un collirio anestetico, è indolore e dura pochi minuti. Una volta in sede, l’anellino rimodella la cornea, migliorando o annullando del tutto il difetto refrattivo: dopo qualche ora ci si vede bene. Se con il tempo la miopia aumenta di nuovo, è possibile rimuovere l’anellino e inserirne un altro, con uno spessore ideale a colmare le eventuali nuove diottrie mancanti».
Questi interventi di chirurgia refrattiva si possono effettuare nelle maggiori cliniche oculistiche italiane, in alcune Regioni e in casi selezionati a carico del SSN. Se si fanno a proprie spese, o in ambulatorio privato, il costo è di circa 3000 euro.

Articolo pubblicato sul n° 20 di Starbene, in edicola dal 5 maggio 2015

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