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Ipotiroidismo e Ipertiroidismo: come riconoscerli

Quando la tiroide funziona poco o troppo si fa sentire con diversi sintomi: Starbene ne ha parlato con l’endocrinologo



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Quando la tiroide funziona poco o troppo si fa sentire con diversi sintomi. I due principali disturbi che interessano l’attività della tiroide, la ghiandola posta al centro del collo, sono l'ipertiroidismo e l'ipotiroidismo. Ne abbiamo parlato con Marcello Navazio, specialista in endocrinologia.

«Il prefisso “ipo” indica che la tiroide secerne gli ormoni tiroidei in quantità insufficiente, al contrario, ipertiroidismo implica un'eccessiva produzione di ormoni tiroidei», spiega l'endocrinologo.


L'IMPORTANZA DEI SINTOMI

Ai primi sentori che qualcosa nel proprio organismo non funzioni a dovere è bene rivolgersi al medico. «Se i disturbi della tiroide vengono trascurati, la sintomatologia si aggrava gradualmente con conseguenze su tutti gli organi interessati: dall’apparato gastroenterico a quello cardiovascolare, da quello nervoso a quello riproduttivo» puntualizza Navazio.


I SINTOMI DELL'IPOTIROIDISMO

I sintomi che fanno sospettare una tiroide “lenta” sono: l’ingrossamento del collo, la stanchezza eccessiva, l’ipomnesia (cioè la difficoltà a ricordare), il bradipsichismo (ovvero il rallentamento di tutte le attività cognitive), i crampi muscolari, la bradicardia, l’ipercolesterolemia, la sensazione di freddo, l’aumento immotivato di peso, la stipsi ostinata e le irregolarità mestruali.


I SINTOMI DELL'IPERTIROIDISMO

L’ipertiroidismo, spia di una tiroide “accelerata” si manifesta sempre attraverso l’ingrossamento del collo, ma a differenza dell’ipotiroidismo subentrano sintomi quali: nervosismo, irritabilità, tachicardia, stanchezza muscolare, ipercinesia (ovvero movimenti involontari e non coordinati dei muscoli), intolleranza al caldo, sudorazione aumentata, dimagrimento nonostante iperfagia (cioè l'aumento della sensazione di fame o dell'appetito), diarrea, irregolarità mestruali.


Prestare attenzione a questi sintomi è molto importante perché aiuteranno il medico a effettuare una prima diagnosi sul funzionamento della tiroide. Dopo una prima visita lo specialista prescriverà delle analisi di laboratorio (degli esami del sangue) per valutare il dosaggio ormonale. Successivamente si procederà con eventuali ulteriori accertamenti che convalideranno o escluderanno la diagnosi di ipertiroidismo o l'ipotiroidismo.  

«Il controllo della funzione tiroidea con il semplice dosaggio del TSH è una misura da adottare nel corso di esami di routine (anche per la possibilità di ipotiroidismi borderline asintomatici), in gravidanza ed anche in presenza di sintomi sospetti per disfunzione di tale ghiandola», aggiunge l’endocrinologo.


LE CAUSE

Quando insorge l’ipotiroidismo? «Esistono forme congenite ma non ci sono limiti di età per l'insorgenza, anche se alcune forme autoimmuni aumentano con l'avanzare degli anni e sono più frequenti nelle donne».

E l’ipertiroidismo, invece? «È più frequente nel sesso femminile, e spesso si manifesta fra i 40 e i 60 anni».


LE CURE

In entrambi i casi le cure non sono definitive e vanno vagliate caso per caso. «Nel caso dell’ipotiroidismo, talvolta, se la tiroide recupera la sua funzionalità, si guarisce ma nella quasi totalità dei casi si dipende tutta la vita dalla terapia sostitutiva con levotiroxina», spiega il medico.

«In caso di ipertiroidismo, la terapia cambia in relazione alle cause di origine dell'iperfunzione tiroidea: si può intervenire con i farmaci, con l’intervento chirurgico oppure con la terapia radiometabolica. Ma l'inevitabile esito in ipotiroidismo richiede la terapia sostitutiva con levotiroxina per tutta la vita».





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