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Intolleranza al lattosio: sintomi, cause, test, rimedi

Essere intolleranti al lattosio è più “normale” di quello che si pensi. Il motivo? Lo scopriamo insieme allo specialista in Medicina Interna



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Nel mondo il 30% delle persone sono intolleranti al lattosio. Il dato curioso è che la sua diffusione aumenta via che si scende di latitudine, Italia compresa. Ci sono più intolleranti al Sud che al Nord. E le ragioni sono strettamente fisiologiche


Definizione e sintomi
È una reazione indesiderata da parte dell’organismo in seguito all’assunzione di latte e derivati, che non va confusa con l’allergia al latte. Si manifesta con meteorismo (pancia gonfia), dolori addominali, diarrea e altri disturbi intestinali. «Non tutti gli intolleranti al lattosio accusano gli stessi sintomi subito dopo aver bevuto latte o mangiato latticini – continua l’esperta in Medicina Interna – in alcune persone possono presentarsi solo alcuni ed essere più o meno intensi. L’entità dei disturbi dipende dalle quantità di latte ingerito».


Cause
Alla base dell’intolleranza al lattosio c’è una carenza fisiologica dell’enzima specifico che serve per digerire il lattosio (lo zucchero del latte). «A partire dal 6° mese di vita, la quantità della lattasi (il nome medico dell’enzima “incriminato”) presente normalmente sulla mucosa intestinale, si riduce progressivamente per cause naturali: l’alimentazione del neonato infatti non è più legata esclusivamente al latte materno, ma si arricchisce di altri cibi» - spiega la dottoressa Roberta Montelli, specialista in Medicina Interna. «Questo vuol dire che l’essere umano è predisposto a diventare intollerante al lattosio, anche per un fatto antropologico: l’introduzione del latte nella dieta è un fatto relativamente recente, dato che i nostri antenati ne facevano a meno».


Tutti possiamo diventare intolleranti al latte?
«In teoria, sì, ma fortunatamente l’enzima lattasi, presente in dosi massime alla nascita, diminuisce in modo variabile da individuo a individuo; c’è da aggiungere inoltre che ognuno ha una diversa reazione “digestiva” al latte e un diverso introito di latticini».


Diagnosi
Attraverso un test a respiro, noto come H2 Breath test lattosio. Sarà il medico a prescriverlo, se sospetta un’intolleranza al lattosio, in seguito all’ascolto dei sintomi accusati dal paziente.


Soluzioni
L’intolleranza al lattosio si cura principalmente eliminando latte e derivati dalla dieta, in virtù per esempio delle varianti alla soia o al riso. «Non tutti però possono gradire questo rimedio drastico che, tra l’altro, ridurrebbe troppo l’introito di calcio» - precisa la dottoressa.
In alternativa al latte “normale”, e restando nel latte di vacca o capra, si può bere il latte delattosato che, pur conservandone i principi nutrizionali, è reso più digeribile perché privato del lattosio.


Rimedi farmacologici
«Se tuttavia non si vuole rinunciare alla mozzarella, si possono assumere su prescrizione medica degli speciali farmaci che riproducono in modo sintetico la funzione dell’enzima lattasi. Non vanno prese tutti i giorni ma solo se si prevede un pasto con latticini, come ad esempio una lasagna, una torta alla panna o un gelato. Il nome del loro principio attivo è Ti-lattasi e della beta-galattosidasi, e deriva da un lievito Kluyveromyces lactis, messo in commercio recentemente».


Tutti i latticini scatenano l’intolleranza al lattosio?

Solo quelli freschi. «I formaggi stagionati, come ad esempio il parmigiano reggiano, sono ben tollerati perché hanno un basso contenuto di lattosio – continua la dottoressa Montelli – persino lo yogurt potrebbe non creare disturbi, perché i fermenti lattici in esso contenuti hanno degradato tutti gli zuccheri indigesti».

Va ricordato tuttavia, che i sintomi dell’intolleranza si manifestano in modo più intenso e fastidioso in base alle quantità di prodotti caseari assunti. «Se per caso qualche millimetro di latte dovesse sfuggire alla propria attenzione, non è il caso di allarmarsi» - conclude l’esperta in medicina interna.

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