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Bambini a bordo

Con pochi accorgimenti si possono evitare attacchi di nausea e colpi di freddo



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di Isabella Colombo

Se ci si mette in viaggio con i bambini, cosa che fa il 64% delle famiglie italiane (dati Istat), occorre proteggerli da alcune insidie.

 In auto
 «I raffreddori scatenati dall’aria condizionata sono frequenti», spiega Marcello Lanari, pediatra. «Il climatizzatore non deve essere sotto i 22 °C, e le bocchette dell’aria vanno puntate verso l’alto. Prima di partire bisogna ricordarsi di far pulire i filtri dell’auto, dove si annidano i batteri. Durante il viaggio, per evitare che il bimbo soffra il caldo, conviene farlo bere spesso, dotarsi di tendina parasole e mettere sul seggiolino un tessuto di cotone o spugna». «Per il comfort dei più grandicelli è meglio scegliere il rialzo dotato di schienale e poggiatesta: è comodo per appisolarsi, ed è anche più sicuro», spiega la pediatra Sara Spadaro. «L’alternativa, per assicurare a testa e collo una posizione corretta, è il cuscino ad anello». E per il mal d’auto? Fermarsi e prendere un po’ d’aria è il rimedio più valido. Ma ci sono anche chewing-gum e caramelle allo zenzero: hanno un’azione anti nausea.

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In aereo
 Il rischio che il bambino contragga infezioni respiratorie è più alto, perché si viaggia in un ambiente affollato e pressurizzato. Le precauzioni? Tenere un giubbino sempre a portata di mano: in aereo è normale passare dal caldo, quando si è fermi in pista, al freddo in quota. «Occhio alle turbolenze improvvise, che possono causare mal d’aria: per contrastarlo basta dare qualcosa di secco da sgranocchiare, come crackers o pane, per tenere a bada lo stomaco», dice Spadaro. Un rimedio che funziona anche per il classico mal d’orecchio. «Succede in particolare durante decollo e atterraggio: lo sbalzo di pressione crea nell’orecchio medio una depressione atmosferica che provoca dolore. Farlo succhiare dal biberon o mangiare un biscotto preverrà il fastidio», conclude Lanari.

Se il neonato va in trasferta
«Dai 10 giorni di vita tutti i bambini possono affrontare un viaggio lungo in auto, purché si usino correttamente ovetti e seggiolini», spiega Marcello Lanari. «Fino a 9 chili di peso il seggiolino deve essere installato in senso contrario a quello di marcia: in caso di urto, la struttura scheletrica e muscolare del neonato rischia di subire danni maggiori da parte della cintura di sicurezza, piuttosto che contro lo schienale del seggiolino. L’aereo, invece, non lo consiglio prima dei 3 mesi: il piccolo mal sopporta lo stress di pressione, sbalzi di temperatura, luci e rumori forti».

Articolo pubblicato sul n.29 di Starbene in edicola dal 07/07/2015

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