Italiani sempre più obesi

Diventeremo come gli americani? L’Obesity Day lancia l’allarme: gli italiani superpesanti sono 5 milioni, e il 50 per cento di noi è sovrappeso. Ma la prima colazione può salvarci. Fin da piccoli



Il 10 ottobre si è celebrato l’Obesity Day, la giornata dell’obesità. Una data, un fatto: oggi non occorre più volare in Usa per osservare intere famiglie di obesi. Basta guardarsi intorno nelle nostre città per avere la prova visiva di quanto stiamo ingrassando.

Le mamme danno l’esempio. L’obesità ha una componente genetica (chi ha parenti obesi rischia di più), ma la sua causa è “multifattoriale“: lo stile di vita, dalla tavola all’attività fisica, fanno la differenza. «Contando che iniziamo a vedere, sempre di più, bambini con problemi di peso già a 4-5 anni, sappiamo oggi che questo è un momento strategico per intervenire e correggere gli errori», spiega Giuseppe Banderali, direttore del Day hospital pediatrico dell’ospedale San Paolo di Milano. «A partire dai genitori, che non fanno più colazione seduti con i propri figli e che hanno trasformato la cena nel momento in cui si assumono più calorie. Peccato che alla sera se ne accumulino di più, soprattutto se tutti, dal più piccolo al più grande, sacrificano alla tv gioco e movimento».

Riparti dal mattino


Il primo grande passo per riprendere il giusto ritmo alimentare è fare (o rifare al meglio) la prima colazione. Ormai la consumiamo in piedi (in pochi minuti, magari limitata al caffè), o la saltiamo addirittura. E i nostri figli, spesso, ci imitano. Così prolunghiamo il digiuno notturno oltre le 12 ore esponendoci, noi e i piccoli, a quegli attacchi di fame che ci fanno pasticciare (e ingrassare) fuori pasto. Dunque, prima colazione! Seduti, insieme, per almeno 15 minuti di calma. E a 20 minuti dal risveglio: il sonno ha infatti un potere anoressizzante. Cosa mangiare? Latte o yogurt, cereali e frutta (anche spremuta) o pane e marmellata. Per iniziare la giornata con l’appetito giusto.