- Otite del nuotatore, la causa è un’infezione
- Quali sono i sintomi dell’otite del nuotatore
- Otite del nuototare: in cosa differisce dalle forme invernali
- Tra le cause: predisposizione e pulizia scorretta
- Attenzione a piscine sovraffollate e mari caldi
- No ai tappi di silicone, sì ai cerotti
- Gocce antibiotiche e antinfiammatori
- Otite del nuototare, quando andare dal medico
- Otite del nuotatore, si rischia anche all’asciutto
L’otite del nuotatore è nella top ten degli imprevisti più comuni in vacanza, un’insidia capace di toglierci il sonno oltre che il piacere di un tuffo in acqua. Si tratta di una tipologia di mal d’orecchio, molto frequente in estate, che colpisce soprattutto i bambini ma anche gli adulti, in media una persona su dieci.
Otite del nuotatore, la causa è un’infezione
«Si tratta di una forma di otite esterna, ovvero un’infiammazione del condotto uditivo esterno dovuta a un’infezione, batterica o fungina, favorita dalla macerazione della cute che riveste quell’area», spiega Lorenzo Pignataro, direttore di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-Facciale del Policlinico di Milano nonché professore ordinario del Dipartimento di Scienze Cliniche e di Comunità dell’Università degli Studi di Milano.
«Dopo un bagno al mare o in piscina infatti, l’umidità intrappolata nel condotto uditivo, in sinergia con il sale o il cloro, può provocare un indebolimento della barriera cutanea aprendo la porta a batteri e funghi».
Quali sono i sintomi dell’otite del nuotatore
I sintomi dell’otite del nuotatore si manifestano abbastanza velocemente e peggiorano col passare delle ore. «Dopo il bagno si può iniziare ad avvertire un certo fastidio e un senso di ovattamento all’orecchio», afferma l’otorino.
«Man mano che il condotto uditivo si gonfia per via dell’infiammazione, il dolore diventa sempre più importante: aumenta soprattutto quando si preme il padiglione auricolare, quando si apre la bocca e si mastica, e anche durante la notte, per via della vasodilatazione, soprattutto se dormiamo appoggiati sull’orecchio interessato».
Talvolta si può avere un calo dell’udito e possono perfino comparire delle secrezioni giallognole-verdastre dovute all’infezione.
Otite del nuototare: in cosa differisce dalle forme invernali
Il dolore e l’abbassamento dell’udito possono ricordare i sintomi che si manifestano durante le classiche otiti invernali, ma le cause e le dinamiche dietro a queste due condizioni sono molto diverse.
Se l’otite del nuotatore (tipicamente estiva) è causata da un’infezione dell’orecchio esterno, quella invernale colpisce generalmente l’orecchio medio (cioè la parte compresa tra la membrana del timpano e l’orecchio interno) e si manifesta dopo un forte raffreddore o un’infiammazione delle vie respiratorie.
La causa è infatti l’accumulo di muco o un’infiammazione della membrana timpanica, con conseguente ovattamento, calo di udito e dolore. Può perfino complicarsi con la perforazione della membrana timpanica e la fuoriuscita di secrezione purulenta (otorrea).
Tra le cause: predisposizione e pulizia scorretta
Esistono diversi fattori predisponenti che aumentano la probabilità di incappare nell’otite del nuotatore.
«Il disturbo si manifesta più frequentemente nei soggetti che hanno un condotto uditivo particolarmente stretto e tortuoso, ma non solo», sottolinea lo specialista.
«Il rischio aumenta in presenza di tappi di cerume, dermatiti del condotto uditivo e micro-lesioni della pelle dovute a pratiche scorrette per la pulizia dell’orecchio, come l’uso di saponi aggressivi o bastoncini di cotone».
Attenzione a piscine sovraffollate e mari caldi
In questi casi andrebbero evitati tuffi e immersioni, soprattutto quando l’acqua è “calda come un brodo”, perché le alte temperature favoriscono la proliferazione dei microrganismi.
Non a caso l’otite da nuotatore è spesso legata alle immersioni nei mari tropicali, ma è comune anche tra i frequentatori dei mari italiani, che estate dopo estate stanno battendo ogni record di calore.
«Bisogna prestare attenzione anche alle piscine nelle ore più calde del giorno, specie se sono sovraffollate», ricorda il professor Pignataro, perché spesso gli impianti di depurazione non riescono a contrastare efficacemente la carica batterica dovuta alla presenza di tanti bagnanti.
No ai tappi di silicone, sì ai cerotti
Per evitare di rovinarsi la vacanza, bisogna fare innanzitutto un po’ di prevenzione: il consiglio è quello di andare dall’otorino ancor prima di partire, in modo da rimuovere eventuali tappi di cerume e, in caso di necessità, medicare il condotto uditivo (con una soluzione di violetto di genziana o mercuro cromo) per disinfettare la pelle e ripristinare l’integrità della barriera cutanea. Una volta in spiaggia o piscina, vanno poi adottate alcune precauzioni.
«Dopo una nuotata, è buona norma sciacquare l’orecchio e asciugarlo delicatamente con un panno morbido, cercando di far defluire l’acqua per evitare ristagni», spiega l’otorino.
I soggetti più predisposti all’otite possono anche mettere a giorni alterni 2-3 gocce di antibiotico locale, su indicazione del medico, per prevenire eventuali infezioni. Per loro però, la raccomandazione principale è quella di evitare proprio l’ingresso dell’acqua nel condotto uditivo.
«L’uso dei tappi di silicone non è consigliabile, perché tendono a spingere sporco e secrezioni all’interno e spesso sono fastidiosi da inserire, specie se il condotto uditivo non è in perfette condizioni. È decisamente meglio ricorrere ai cerotti trasparenti monouso che si applicano all’esterno del padiglione auricolare: sigillano completamente il condotto uditivo e permettono di immergersi senza preoccupazioni», ricorda l’esperto.
Gocce antibiotiche e antinfiammatori
Se queste precauzioni non bastano e il mal d’orecchi arriva comunque, non bisogna disperare: in molti casi il problema può essere risolto nel giro di pochi giorni, anche se la guarigione comporta qualche rinuncia.
«In caso di otite, la prima cosa è non fare entrare l’acqua nell’orecchio per circa 6-7 giorni: se proprio non si può fare a meno di bagnare la testa, o non si vuole rinunciare a un ultimo tuffo prima che la vacanza finisca, allora è assolutamente necessario ricorrere ai cerotti auricolari idrorepellenti», precisa il professor Pignataro.
Se l’otite è ancora agli esordi e non riusciamo a consultare un medico, si può andare in farmacia per acquistare delle «gocce antibiotiche da banco, a base di penicilline o fluorochinoloni, da instillare nell’orecchio due o tre volte al giorno per 6-7 giorni», continua. «Per ridurre il dolore, si può ricorrere anche all’assunzione orale di tachipirina, oppure farmaci antinfiammatori o analgesici».
Otite del nuototare, quando andare dal medico
Se col passare delle ore la situazione non migliora, è necessario rivolgersi a uno specialista, che dopo aver accertato la diagnosi di otite, potrà prescrivere le terapie più indicate.
«L’otorino può eseguire una medicazione dell’orecchio esterno, applicando ad esempio un piccolo tampone di spugna medicato che dovrà rimanere in posa per 3-4 giorni. Nei casi più gravi, si può prescrivere anche un antibiotico per via orale», puntualizza lo specialista.
In genere i sintomi migliorano nel giro di un paio di giorni e dopo una settimana circa si può arrivare a guarigione.
Se invece il problema persiste, conclude il professor Pignataro, «è meglio eseguire un tampone con antibiogramma, per individuare con precisione il microrganismo responsabile dell’infezione in modo da colpirlo con una terapia mirata».
Otite del nuotatore, si rischia anche all’asciutto
Viene definita “otite del nuotatore” perché colpisce soprattutto chi fa sport acquatici, ma questo genere di infezione dell’orecchio esterno può svilupparsi anche senza fare un tuffo in piscina o nel mare. A volte è sufficiente l’umidità causata dal sudore che si crea nell’orecchio mentre si fa jogging, si cammina o si sta sotto il sole in una calda giornata estiva.
Anche in questo caso, rischiano di più quelle persone che hanno una particolare anatomia del condotto uditivo, particolarmente ristretto e contorto. Per prevenire il problema, valgono le solite buone regole di igiene: tenere sempre il condotto uditivo libero da tappi di cerume e, in caso di abbondante sudata, sciacquare l’orecchio solo con acqua per poi asciugarlo delicatamente con un panno morbido e pulito, senza ricorrere a detergenti aggressivi o bastoncini di cotone.

