- Perché gli occhiali da sole low cost non certificati possono essere pericolosi?
- C’è chi crede che più la lente è scura, più protegge: ha ragione?
- Come si riconoscono gli occhiali da sole “sicuri”?
- È vero che i bambini hanno ancora più bisogno di protezione?
- Chi rischia maggiormente oltre ai più piccoli?
- Tra i rischi per chi non protegge gli occhi, c’è la fotocheratite: che cos’è?
- Come si cura la fotocheratite?
- Quali accorgimenti vanno suggeriti, invece, a chi porta lenti a contatto?
- Come gestire le lenti a contatto in spiaggia?
- Quali errori evitare se si sente l’occhio che brucia?
- Quando è il caso di rivolgersi all’oculista?
- I 5 consigli chiave per un’estate amica degli occhi
Adori quelli con la montatura gigante, nera e spessa, che ti fanno sentire un quarto Anna Wintour e tre quarti Audrey Hepburn, e il modello rosso da Lolita, con le lenti a forma di cuore. Per non dire degli occhiali avvolgenti alla Matrix, di quelli rotondi alla John Lennon e del paio appena comprato perché si abbina alla perfezione al bikini nuovo di zecca. Costano meno di una pizza e sono un accessorio intrigante, capace di personalizzare il tuo look all’istante. Difficile resistere al richiamo degli occhiali da sole low cost, allegri e colorati, in bella mostra nei mercatini e nei negozietti del lungomare. Eppure dietro quel colpo di fulmine si nasconde un’insidia. Che fa male all’ambiente (l’ennesimo acquisto di plastica destinato a vivere un’estate soltanto) ma anche alla salute.
Secondo un’indagine condotta da Doctolib su oltre 2.100 italiani, ben un terzo di noi cede al richiamo dei sunglasses non certificati in vendita sulle bancarelle o per strada. Tra gli under 35 la percentuale schizza al 52%. Ma il dato ancora più preoccupante arriva adesso: quasi la metà degli intervistati non sa che una lente scura senza filtro UV può fare più danni di quanti non ne prevenga (meglio stare a “occhi nudi”, per intenderci). Per fare chiarezza tra falsi miti e pericoli reali, abbiamo intervistato il dottor Hassan Bahja, oculista e specialista in oftalmologia di Doctolib.it.
Perché gli occhiali da sole low cost non certificati possono essere pericolosi?
«Per un meccanismo tanto semplice quanto sottovalutato. In condizioni di forte luminosità, la pupilla si restringe per difendere naturalmente la retina. Quando indossiamo occhiali scuri privi di un efficace filtro chimico UV, inganniamo il cervello facendogli credere di essere al buio. La pupilla, quindi, si dilata aprendo le porte ai raggi UVA e UVB. Il risultato è un bombardamento diretto sui tessuti oculari interni, che fa più danni di quanti ne provochi restare senza protezione e limitarsi a strizzare gli occhi al sole».
C’è chi crede che più la lente è scura, più protegge: ha ragione?
«No. In oftalmologia, l’intensità della tinta (catalogata da 0 a 4) indica solo quanta luce visibile viene assorbita: è utile esclusivamente per ridurre l’abbagliamento e l’affaticamento visivo. La vera barriera contro i raggi ultravioletti è data da un trattamento chimico specifico e del tutto invisibile. Questo significa che un occhiale trasparente ma ben trattato può proteggere al 100% dai raggi UV, mentre un occhiale scuro di scarsa qualità lascia passare tutte le radiazioni nocive».
Come si riconoscono gli occhiali da sole “sicuri”?
«Il marchio CE è il requisito base di legge, ma purtroppo può essere facilmente contraffatto. Per questo motivo è sempre preferibile acquistare nei centri ottici specializzati, dove l’occhiale ha una tracciabilità certa. Bisogna, inoltre, verificare che sia presente la dicitura UV400, che garantisce il blocco di tutte le radiazioni luminose con lunghezza d’onda fino a 400 nanometri. Aggiungerei che sarebbe preferibile optare per montature abbastanza ampie e proporzionate al viso, in modo da coprire bene l’occhio».
È vero che i bambini hanno ancora più bisogno di protezione?
«Sì, perché nei primi 10-12 anni di vita il cristallino è quasi perfettamente trasparente e manca di quel leggero ingiallimento che negli adulti funge da filtro naturale. Questo fa sì che nei piccoli fino al 75% dei raggi UV arrivi direttamente alla retina, mentre negli adulti questa percentuale scende al 10% circa. I danni, essendo cumulativi, iniziano proprio in questa fascia d’età. I bambini vanno quindi protetti dai primissimi mesi con occhiali certificati e possibilmente infrangibili, abbinati a un cappellino con visiera».
Chi rischia maggiormente oltre ai più piccoli?
«Presenta una maggiore vulnerabilità ai danni oculari chi ha gli occhi chiari, perché possiede meno melanina, che è il nostro schermo protettivo naturale. Sono particolarmente a rischio anche gli anziani e i pazienti operati di cataratta: sebbene la lente artificiale impiantata sia dotata di filtri, necessita di un’ulteriore schermatura esterna. Non dimentichiamo, poi, chi assume terapie farmacologiche con effetti fotosensibilizzanti, come alcune pillole anticoncezionali, tetracicline, diuretici o antinfiammatori, che possono rendere i tessuti oculari più sensibili alla luce solare».
Tra i rischi per chi non protegge gli occhi, c’è la fotocheratite: che cos’è?
«La scottatura dell’occhio, un’infiammazione acuta della cornea. A tutti gli effetti un’ustione da radiazioni, in genere si manifesta a distanza di 6-12 ore dall’esposizione. Si può riconoscere per la presenza di un dolore acuto e pulsante, lacrimazione copiosa, la sensazione di avere frammenti di vetro o sabbia sotto le palpebre e un’incapacità assoluta di sopportare la luce (la cosiddetta fotofobia)».
Come si cura la fotocheratite?
«La terapia richiede riposo totale in un ambiente buio, impacchi freddi, lacrime artificiali abbondanti e, sotto stretto controllo medico, l’uso di pomate oftalmiche per prevenire sovrainfezioni batteriche».
Quali accorgimenti vanno suggeriti, invece, a chi porta lenti a contatto?
«Fondamentale evitare di fare il bagno quando le si indossa. Purtroppo è un’abitudine frequente. Le lenti a contatto creano micro abrasioni sulla cornea e agiscono come spugne, intrappolando microrganismi sull’occhio. Il pericolo maggiore è rappresentato dall’Acanthamoeba, un parassita molto aggressivo presente nell’acqua di mare, nelle piscine, nei laghi e persino nell’acqua del rubinetto o delle docce. Se riesce a entrare sotto la lente, può innescare un’infiammazione della cornea dolorosa che rischia di portare a cicatrici permanenti e, nei casi più gravi, alla necessità di un trapianto di cornea o alla cecità».
Come gestire le lenti a contatto in spiaggia?
«La raccomandazione principale è ricorrere solo a quelle giornaliere usa e getta. In questo modo, a fine giornata si butta la lente, evitando di riporla contaminata nel contenitore. Se si entra in acqua, è fondamentale indossare occhialini da nuoto a tenuta stagna (poi, subito dopo il bagno, o comunque a fine giornata, le lenti vanno buttate). Inoltre, poiché il sole e il vento seccano notevolmente la superficie oculare, bisogna avere l’accortezza di mantenere l’occhio ben idratato instillando delle lacrime artificiali».
Quali errori evitare se si sente l’occhio che brucia?
«L’errore più istintivo ma deleterio è sfregarsi gli occhi: basta un granello di sabbia per rischiare di graffiare seriamente la cornea. Un altro sbaglio comune è cercare di sciacquare un occhio irritato utilizzando l’acqua delle docce pubbliche o del rubinetto, che però non è sterile. L’unico metodo sicuro al 100% consiste nel lavare abbondantemente l’occhio con fialette monouso di soluzione fisiologica sterile o lacrime artificiali».
Quando è il caso di rivolgersi all’oculista?
«Non bisogna mai perdere tempo se si avverte un dolore oculare intenso. Altri campanelli d’allarme sono un calo della vista, specie se acuto, la comparsa di lampi di luce, oppure la visione di “mosche volanti” o macchie nere fisse. Attenzione anche a un forte arrossamento dell’occhio: è un segnale da non sottovalutare. In queste situazioni bisogna evitare assolutamente i colliri che si hanno in casa, specialmente quelli cortisonici, e rivolgersi all’oculista o a un pronto soccorso oftalmico».
I 5 consigli chiave per un’estate amica degli occhi
- Indossare sempre occhiali da sole certificati UV400, anche se il cielo è nuvoloso.
- Associare un cappello a tesa larga o con visiera.
- Non aprire gli occhi sott’acqua senza maschera o occhialini a tenuta (anche senza lenti a contatto, l’acqua di mare, di piscina o di lago può irritare la superficie dell’occhio e veicolare microrganismi o piccole particelle che causano infiammazione).
- Utilizzare spesso lacrime artificiali per proteggere gli occhi da vento, sole e aria condizionata.
- Evitare l’uso di lenti a contatto durante il bagno. Se necessario, usare solo quelle giornaliere e, in caso di fastidio, toglierle subito.

