Un piccolo segno sul viso, apparentemente innocuo, che col tempo rivela una natura ben più complessa. È la storia recente di Nadia Mayer, nota agente immobiliare e amato volto della trasmissione televisiva Casa a prima vista, che ha condiviso sui social il suo percorso con il basalioma. Una testimonianza preziosa che riaccende i riflettori sulla prevenzione dermatologica, specialmente nei mesi estivi quando si tende ad esporsi al sole in maniera incontrollata.
Nadia Mayer: «Pensavo fosse un foruncolo»
Con la schiettezza e il sorriso che la contraddistinguono, Nadia Mayer ha mostrato ai suoi follower su Instagram i segni di un recente intervento chirurgico sul naso.
La conduttrice ha spiegato di aver notato quella che sembrava una piccolissima imperfezione della pelle. «Pensavo fosse un foruncolino. Ho aspettato troppo e, invece di fare due sedute di laser, adesso devo fare un piccolo intervento perché è andato un pochino troppo in profondità».
La confessione di Mayer mette in luce un errore comunissimo: la tendenza a sottovalutare lesioni cutanee che non guariscono, rimandando il controllo specialistico. Fortunatamente, l’intervento chirurgico ha permesso di rimuovere completamente il tessuto tumorale, ma la sua esperienza si è trasformata in un accorato appello alla prevenzione rivolto ai suoi oltre 160 mila follower.
Cos’è il basalioma e come riconoscerlo
Il basalioma, noto anche come carcinoma basocellulare (BCC), è il tumore maligno della pelle in assoluto più frequente nella popolazione caucasica, rappresentando circa l’80% dei tumori cutanei non-melanoma. Questo tumore origina dalle cellule basali, situate nello strato più profondo dell’epidermide.
Si sviluppa principalmente sulle zone del corpo cronicamente esposte ai raggi solari, come viso (soprattutto naso, fronte e guance), orecchie e cuoio capelluto (specialmente nei soggetti calvi), collo e spalle.
A differenza di altre lesioni, può manifestarsi sotto diverse forme. A volte appare come un nodulo perlato o roseo con piccoli capillari visibili in superficie, altre volte come una chiazza secca e desquamata, oppure come una ferita che sanguina periodicamente e non giunge mai a completa guarigione.
Basalioma: il livello di pericolosità
La caratteristica clinica fondamentale del basalioma risiede nel suo comportamento biologico. Da un lato, è considerato un tumore a bassa malignità perché quasi mai sviluppa metastasi a distanza nei linfonodi o in altri organi (il rischio è inferiore allo 0,1%).
Dall’altro lato, possiede una spiccata pericolosità locale. Se non diagnosticato e rimosso per tempo, il basalioma continua a crescere lentamente ma inesorabilmente, infiltrandosi nei tessuti circostanti.
Nei casi più avanzati, può arrivare a invadere e distruggere le cartilagini (strutture di supporto del naso o dell’orecchio), i muscoli e persino le strutture ossee sottostanti. Inoltre, la rimozione tardiva richiede interventi chirurgici demolitivi ed esteticamente invalidanti, con ricostruzioni complesse tramite lembi di pelle.
Come si cura il basalioma
Il trattamento per il carcinoma basocellulare è la rimozione chirurgica. L’obiettivo è l’asportazione completa della lesione insieme a un margine di tessuto sano circostante, per garantire che non rimangano cellule tumorali in loco. Il pezzo asportato viene poi sottoposto a esame istologico per confermare la radicalità dell’intervento.
Esistono tuttavia diverse strategie terapeutiche a seconda della profondità, dell’estensione e della localizzazione della lesione. La chirurgia di Mohs è per i basaliomi recidivanti o in zone critiche come vicino agli occhi. Per basaliomi superficiali c’è la terapia fotodinamica che utilizza un farmaco in crema attivato da una luce speciale. La crioterapia o il laser, indicato per lesioni piccolissime e molto superficiali, porta alla distruzione con l’estremo calore o freddo.
L’importanza della prevenzione dermatologica
Il principale fattore di rischio per l’insorgenza del basalioma è l’esposizione ai raggi ultravioletti (UV) del sole e delle lampade abbronzanti.
Il danno attinico (provocato dal sole) è cumulativo: la pelle “memorizza” ogni scottatura e ogni dose di radiazione assorbita fin dall’infanzia. Con l’arrivo dell’estate e l’aumento dell’intensità delle radiazioni solari, adottare comportamenti consapevoli diventa una priorità assoluta per la salute della cute.
Cosa dice il dermatologo
«La pelle va protetta ogni giorno, anche d’inverno. I raggi penetrano attraverso le finestre, non sono bloccati dalle nuvole e le zone scoperte vanno protette in modo adeguato», afferma Caterina Longo, direttrice clinica dermatologica Policlinico di Modena, afferma.
«In estate è fondamentale evitare le esplosioni durante le ore più calde e utilizzare le protezioni solari adeguate. È importante controllare periodicamente nei e macchie solari. Vanno evitate le lampade e le abbronzature artificiali. I lettini sono stati vietati in alcuni Paesi perché considerati carcinogeni. Mai sottovalutare arrossamenti, prurito e lesioni».
Non basta applicare la crema solare una volta al mattino. È fondamentale utilizzare un filtro solare ad ampio spettro (UVA e UVB) con un fattore di protezione (SPF) non inferiore a 30, meglio se 50+ per i fototipi chiari o per chi presenta già molte lentiggini e cheratosi. La crema va riapplicata ogni due ore e sempre dopo aver fatto il bagno o aver sudato.

