Gengive, come proteggerle età per età

Dalla pubertà alla menopausa, passando per i primi cicli mestruali e la gravidanza. Scopri come superare i momenti più delicati per le gengive, i tessuti che difendono il tuo sorriso

Gengive, come proteggerle età per età
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Siamo così concentrati sul nostro sorriso come elemento estetico che ci dimentichiamo della sua salute. Secondo il Rapporto Eurispes sulla prevenzione, più del 30% degli italiani fissa il controllo dal dentista solo quando ha male a un dente. E neanche le gengive infiammate smuovono i più verso un doveroso check-up. «Ricordiamoci che se sono sane non devono sanguinare, a nessuna età e in nessuna condizione, neanche durante il ciclo, come molte giovani credono. Anzi, è il primo campanello di qualcosa che non va e che deve portare dallo specialista», avverte Clotilde Austoni, odontoiatra presso l’Ospedale San Raffaele di Milano.

Le sentinelle della bocca

Le gengive non sono semplicemente delle mucose che fanno da cornice ai denti, ma una struttura complessa fatta di fibre di collagene, vasi sanguigni, terminazioni nervose e altro. «Hanno un ruolo fondamentale nella salute della nostra bocca », spiega Austoni. «Fanno da barriera contro i batteri della placca e sono anche una vera sentinella immunitaria: nella zona in cui la gengiva incontra il dente sono costantemente presenti cellule di difesa, che aiutano a tenere sotto controllo i batteri e a mantenere l’equilibrio della bocca. Una difesa continua, attiva anche in salute. Nelle donne, poi, in alcune fasi della vita le variazioni ormonali possono rendere le gengive particolarmente sensibili all’azione della placca batterica».

Antenne per gli ormoni

I tessuti delle gengive sono dotati di recettori sensibili agli ormoni sessuali,  in particolare a estrogeni e  progesterone. Quando i livelli di queste sostanze aumentano, si registra una maggiore vascolarizzazione e permeabilità dei vasi sanguigni a livello locale, che porta a un aumento della risposta infiammatoria nei confronti della placca batterica. «Così, anche un piccolo accumulo di batteri può provocare nelle gengive una risposta infiammatoria più intensa del normale. Pubertà, ciclo mestruale, gravidanza e menopausa diventano quindi finestre di maggiore vulnerabilità», sottolinea l’odontoiatra.

Eppure, non poche donne ritengono che il sanguinamento di una gengiva sia normale mentre ci si lava i denti. «Inoltre manca ancora una cultura della prevenzione integrata, che includa la visita odontoiatrica fra i controlli di routine raccomandati quando si scopre di essere in attesa di un bambino, o si sta affrontando la transizione verso la menopausa», dice l’esperta. «In questo scenario, un’indagine condotta dai ricercatori dell’Università degli Studi di Milano ha rivelato che oltre il 40% delle donne intervistate non conosceva il possibile rapporto fra salute orale e gravidanza, mentre il 73% riferiva di non aver ricevuto indicazioni sull’argomento durante la gestazione».

La prima gengivite

A rischio già da giovani, a causa della “gengivite puberale”: si chiama così perché si manifesta in una fascia d’età precoce, cioè fra gli 8 e i 13 anni nelle femmine e fra i 9 e i 14 nei maschi. «Nasce a causa della placca batterica ed è associata a una risposta infiammatoria che può apparire sproporzionata rispetto alla quantità di biofilm salivare (la comunità di batteri e altri microrganismi) presente in queste giovani bocche», spiega l’esperta. Compaiono arrossamento, edema e sanguinamento, spesso più evidenti nelle papille interdentali. E in presenza di questo problema le variazioni ormonali amplificano la risposta negativa.

Cosa succede durante il ciclo

Anche quello del ciclo, per alcune donne, può rivelarsi un momento delicato per le mucose del cavo orale. «Ho pazienti che riferiscono maggiore sanguinamento, gonfiore o fastidio in relazione a “quei giorni”, ma non è un fenomeno uniforme, né sempre riconoscibile al punto di poter parlare di una vera e propria “gengivite mestruale”», sottolinea Austoni. «Alcuni studi condotti sull’argomento rilevano un aumento del problema in fase premestruale, altri durante l’ovulazione o le mestruazioni.

Il dato più coerente è che le oscillazioni sono minime nelle gengive sane e più evidenti quando esiste già una gengivite. Non ci sono quindi evidenze sufficienti per prescrivere protocolli specifici soltanto nei giorni premestruali. Ha senso, invece, mantenere un controllo della placca accurato e costante per tutto il mese. Le ricerche mostrano, infatti, che le variazioni ormonali tendono soprattutto ad amplificare un’infiammazione già presente e che, dopo il trattamento della gengivite, i problemi durante il ciclo possono ridursi o non essere più rilevabili».

In dolce attesa, più cure e controlli

«L’infiammazione, il gonfiore e il facile sanguinamento durante la gestazione sono favoriti dall’aumento della produzione degli ormoni sessuali, che modifica la circolazione gengivale», spiega la dottoressa Austoni. «Può comparire già nel primo trimestre, ma tende ad accentuarsi con il progredire della gravidanza, raggiungendo la massima espressione nel secondo-terzo trimestre. Dopo il parto, nella maggior parte dei casi, regredisce, soprattutto se il controllo della placca è adeguato. Attenzione però: gli ormoni non provocano la gengivite da soli, ma amplificano la risposta infiammatoria ai batteri già presenti nel biofilm».

Inoltre, alcune donne si spaventano a causa del cosiddetto granuloma gravidico. «È una lesione benigna che si palesa come una piccola massa rosso vivo, molto vascolarizzata, che sanguina facilmente e tende a svilupparsi soprattutto dal primo-secondo trimestre in poi. Spesso regredisce spontaneamente dopo il parto e per questo motivo non viene rimossa di routine. L’asportazione è indicata solo quando provoca sanguinamenti importanti, interferisce con la masticazione, l’igiene orale o cresce rapidamente. Secondo molti studi colpisce il 5% delle donne in dolce attesa», precisa l’esperta.

Infine, una gengivite non curata bene e per tempo può trasformarsi in parodontite. «Mentre la prima rimane limitata alla gengiva, la seconda comporta la progressiva perdita dei tessuti che sostengono il dente, compreso l’osso. Può succedere quando si trascura il primo tipo di infiammazione», commenta Austoni. «Le ricerche, anche se non conclusive, mostrano che è associata a una maggiore probabilità di parto pretermine, ma non è ancora dimostrato che curare la parodontite lo prevenga. Certo non si devono sospendere le cure necessarie per il solo fatto di essere in attesa e, quando si cerca un bambino, il controllo odontoiatrico e la risoluzione di eventuali gengiviti sono obbligatori».

Quando l’osso si riassorbe

Sul banco degli imputati finisce anche la menopausa, associata a una tendenza verso una maggiore perdita dei tessuti che sostengono i denti e all‘infiammazione parodontale. «Ma le prove non consentono di attribuire tali cambiamenti solo a questa fase della vita. Età, fumo, diabete, igiene orale, storia di parodontite e osteoporosi possono concorrere al quadro», precisa Austoni. «Per questo la salute parodontale si controlla con il sondaggio, che misura la profondità delle tasche, la verifica del sanguinamento e della mobilità dei denti e, quando indicato, il confronto delle radiografie. La densitometria ossea non va eseguita automaticamente: segue le indicazioni mediche per il rischio di osteoporosi e non sostituisce la diagnosi parodontale».

Il nemico inatteso: attenzione alla PCOS

Le ricerche suggeriscono una possibile associazione fra PCOS, o sindrome dell’ovaio policistico, e salute parodontale. «La PCOS e la parodontite condividono alcuni elementi, come l’infiammazione sistemica e alcune alterazioni metaboliche, ma non è ancora possibile stabilire un rapporto diretto di causa-effetto», spiega la dottoressa Austoni. «Nelle adolescenti, in particolare, gli studi sono ancora pochi e i risultati non sono uniformi. Non è quindi corretto affermare che la PCOS comporti necessariamente una malattia parodontale. È però un’associazione che pediatri e ginecologi dell’età evolutiva dovrebbero conoscere, soprattutto perché la PCOS può accompagnarsi a obesità, alterazioni glicemiche e insulino-resistenza, condizioni che meritano attenzione anche per la salute delle gengive». Un controllo odontoiatrico diventa particolarmente indicato in presenza di sanguinamento delle gengive, placca, sovrappeso, alterazioni glicemiche, fumo o familiarità per parodontite.

Igiene, la sequenza perfetta in 4 step

  1. Passa il filo in ogni spazio interdentale stretto. Su quelli più larghi, o dove vedi dei triangolini neri fra i denti, usa lo scovolino.
  2. Metti il dentifricio (la dose giusta è grande quanto un pisellino, di più è sprecato) sullo spazzolino. Inutile bagnarlo.
  3. Passa lo spazzolino su ogni dente, orientando le setole a circa 45 gradi verso la gengiva ed eseguendo piccoli movimenti da quest’ultima in direzione del dente, evitando di spazzolare orizzontalmente. Se usi quello elettrico, invece, appoggia la testina rotonda su ogni dente e lasciala lavorare senza esercitare troppa pressione. Alcuni modelli segnalano con una luce quando stai premendo eccessivamente.
  4. Alla fine non è necessario sciacquare la bocca: se avrai utilizzato il corretto quantitativo non ne sentirai l’esigenza e anzi permetterai al prodotto rimasto di agire con il suo fluoro sullo smalto.