Che bel sorriso! Ma l’estetica non basta: perché la salute orale viene prima

Quando i denti perfetti diventano un codice di riconoscimento sociale, quale spazio resta alla salute? Per il World Smile Day ecco il progetto “Un sorriso sano è una scelta”

Che bel sorriso! Ma l’estetica non basta: perché la salute orale viene prima
Foto: iStock

Un bel sorriso non è solo un fattore estetico e la nostra “carta d’identità” più radiosa, sinonimo di serenità, sicurezza e successo. È anche e soprattutto un importante indicatore di salute. Ma quando, nella società dell’immagine, diventa invece una pressione e non più una scelta, il rischio è proprio che la salute venga messa in secondo piano. Per questo, in occasione della Giornata mondiale del sorriso che ricorre oggi, si rinnova il progetto “Un sorriso sano è una scelta”, che promuove una nuova consapevolezza sulla prevenzione orale.

La salute della bocca, infatti, è parte integrante della salute generale e rappresenta uno snodo fondamentale nella tutela del benessere fisico e psicologico. Alla guida del progetto c’è un comitato scientifico multidisciplinare, composto da associazioni, professionisti sanitari e docenti universitari, che ha la missione di validare i contenuti legati alla prevenzione e alla salute orale, rendendoli chiari e fruibili nella vita di tutti i giorni. 

L’importanza di un sorriso consapevole

Tra le azioni presentate all’interno del progetto, promosso dall’azienda di dispositivi medici in ambito ortodontico Align Technology, c’è il manifesto “Sorriso consapevole”, un documento dedicato alla salute orale che raccoglie principi, indicazioni pratiche e messaggi chiave per promuovere una cultura della prevenzione informata e responsabile.

Pensato per essere esposto negli studi dentistici come strumento di orientamento e dialogo con il pubblico, il manifesto vuole portare il tema della prevenzione in luoghi in cui si formano abitudini e comportamenti.

«La pressione sociale ci espone continuamente a messaggi costruiti sull’urgenza e sulla strumentalizzazione delle emozioni per prediligere soluzioni che promettono risultati immediati a discapito della salute e di esiti duraturi», dice Giada Giglio Moro, psicologa e psicoterapeuta Associazione Psichemilano. «Prendersi cura di sé è il gesto più rivoluzionario che possiamo compiere per riconoscerci un valore autentico e proteggere la nostra autostima. Il sorriso è un tratto identitario, capace di modificare la biologia del cervello, ridurre lo stress e stimolare l’empatia. Prendersi cura del proprio sorriso è dunque un gesto essenziale».

L’estetica veicolata dalle pubblicità

Lo specchio di queste riflessioni è la ricerca commissionata da Align Technology e condotta da Key-Stone su un campione di 1.000 italiani. In particolare, nei profili con basso livello di istruzione l’estetica del sorriso risulta maggiormente influenzata da messaggi pubblicitari che enfatizzano benefici di autostima e accettazione sociale: la quota di chi esprime una valutazione positiva dell’impatto del sorriso raggiunge il 30%, contro il 20% registrato tra chi ha un livello di istruzione medio o alto.

La ricerca mostra inoltre un rapporto ancora fragile con la promozione online dei dispositivi medici: mentre il 50% del campione dichiara sfiducia, il 23% esprime fiducia e il 27% mantiene una posizione neutrale. Tra gli over 50 la diffidenza sale al 61%. Tuttavia, tra chi è fortemente motivato a correggere il proprio disallineamento, la fiducia verso questi canali cresce fino al 34%, segnalando un bisogno di orientamento e informazione validata, soprattutto nei momenti di scelta.