Dormiamo, magari anche otto ore a notte, eppure al mattino ci sentiamo già scarichi e affaticati. Quando la stanchezza persiste, il problema non è sempre e necessariamente la mancanza di sonno. A spiegarci perché questo avviene è la dottoressa Simonetta Marucci, endocrinologa.
Dottoressa Marucci, perché a volte dormire non basta a farci recuperare le energie?
Perché l’energia non dipende soltanto dalle ore trascorse a letto. Periodi di affaticamento possono essere favoriti da stress, ritmi intensi, alimentazione poco equilibrata e da un recupero non ottimale. Per questo è importante non limitarsi a cercare qualcosa che ci “tiri su”, ma aiutare il nostro organismo a ritrovare il proprio equilibrio.
Quali principi attivi possono essere utili nei periodi più impegnativi?
Tra le sostanze di interesse troviamo estratti vegetali ad azione tonica. Un esempio è la Morinda citrifolia, più conosciuta come Noni: il suo succo contiene diversi composti e micronutrienti ed è apprezzato soprattutto per le sue proprietà tonico-adattogene e antiossidanti. Può quindi essere preso in considerazione come sostegno nei periodi di stanchezza fisica e mentale.
Anche vitamine e minerali hanno un ruolo?
Certamente. Le vitamine del gruppo B partecipano al normale metabolismo energetico e alcuni micronutrienti contribuiscono alla riduzione di stanchezza e affaticamento. La base, però, resta sempre un’alimentazione varia ed equilibrata: l’integrazione deve essere considerata un supporto e non un sostituto di uno stile di vita sano ed equilibrato.
Qual è allora, la strategia giusta per ritrovare energia?
Bisogna partire dai fondamentali: sonno di qualità, alimentazione equilibrata, come abbiamo detto, movimento e una corretta gestione dello stress. Nei periodi di maggiore affaticamento si può poi valutare un sostegno mirato con sostanze toniche e antiossidanti. L’obiettivo non è “spingere” artificialmente l’organismo, ma accompagnarlo nel recupero della sua naturale vitalità.

