«Titolari di diritti, non oggetti di cura»: il manifesto dei giovani con disabilità all’Europa

Con la campagna “My time is not mine”, i ragazzi con disabilità del progetto Keep Driven portano a Bruxelles le loro richieste per una vita indipendente

«Titolari di diritti, non oggetti di cura»: il manifesto dei giovani con disabilità all’Europa

Al timone del loro futuro, mettendo le loro idee al centro per influenzare le politiche europee. Sono i ragazzi di Keep Driven, giovani con disabilità tra i 18 e i 26 anni provenienti da Con la campagna “My time is not mine”, i ragazzi con disabilità del progetto Keep Driven portano a Bruxelles le loro richieste per una vita indipendente, protagonisti di una campagna di advocacy per portare le loro istanze ai vertici dell’Unione europea.

«Siamo titolari di diritti, non oggetti di cura. Siamo esperti della nostra vita. Abbiamo il diritto di pensare e parlare per noi stessi». Questo il messaggio che sintetizza il progetto europeo realizzato da CBM Italia, cofinanziato dall’Ue nell’ambito del programma Erasmus, che ha accompagnato i partecipanti a mettersi in gioco in prima persona. Il tema centrale: far ascoltare le loro richieste e proposte per una vita indipendente.

Come si è svolto il progetto

Attraverso un percorso di formazione sui diritti, la partecipazione democratica e la costruzione di campagne di comunicazione, i giovani di Keep Driven hanno acquisito gli strumenti per trasformare l’esperienza personale in proposte concrete utili alla comunità.  

Dopo attività di scambio e apprendimento nei tre Paesi coinvolti e un incontro di lavoro a Bruxelles, hanno individuato nella vita indipendente il tema centrale della loro campagna di advocacy. 

Il percorso ha portato alla stesura di un position paper rivolto alle istituzioni europee, accompagnato da un manifesto e da una campagna di comunicazione, appena presentati a Milano.

«È stata la prima volta che mi sono trovata nei panni di chi scrive un documento politico, non di chi lo riceve». Queste le parole di Alessia Degan, una delle ragazze italiane coinvolte. «E ho sentito una sorta di potere: il potere di avere un’influenza. Non so ancora se porterà a un risultato concreto, ma già il fatto di provarci mi dà speranza».

«Titolari di diritti, non oggetti di cura»: il manifesto dei giovani con disabilità all’Europa

Le sfide condivise dei giovani di Keep Driven

Keep Driven ha offerto ai partecipanti l’opportunità di confrontarsi con realtà e sistemi diversi scoprendo sfide condivise, ma anche differenti approcci all’inclusione e ai diritti delle persone con disabilità.

«Sono paziente, gentile, e tutti dicono che sono brava con i bambini piccoli. Per questo vorrei diventare assistente di un insegnante per la scuola materna», è la testimonianza di Laila, studentessa lettone. «Ho le competenze. Ho la motivazione. Quello che non ho è il permesso. In Lettonia, questa professione è preclusa agli studenti con disabilità intellettive. Non perché non possiamo fare il lavoro. Ma perché il sistema non ci ha mai immaginati lì». 

CBM Italia è un’organizzazione internazionale che si concentra su salute, educazione, lavoro e diritti delle persone con disabilità. L’esperienza di Keep Driven ha contribuito a rafforzare nei ragazzi aderenti al progetto la consapevolezza del proprio ruolo di cittadini attivi, portatori di competenze ed esperienze indispensabili per costruire politiche più inclusive.

Il manifesto di “My time is not mine”

La campagna ideata dai ragazzi di Keep Driven si intitola “My time is not mine”. Ecco i punti del loro manifesto:

•  Vogliamo decidere come vivere la nostra vita quotidiana, senza dover dipendere dagli orari di altre persone.  

•  Vogliamo servizi di supporto che ci garantiscano libertà e autonomia, che si adattino ai nostri ritmi e alle nostre condizioni di salute e che ci permettano di prenderci cura di noi stessi.  

•  Vogliamo leggi che garantiscano realmente la vita indipendente e che siano pienamente attuate in ogni Paese.  

•  Vogliamo trasporti pubblici accessibili che ci consentano di studiare, lavorare, incontrare gli amici e partecipare pienamente alla vita della società.  

•  Vogliamo opportunità flessibili nel lavoro e nell’istruzione, senza essere spinti verso l’isolamento o esclusi dalla partecipazione sociale.  

•  Vogliamo essere ascoltati e coinvolti quando vengono prese decisioni che riguardano le nostre vite. Perché le nostre esperienze devono contribuire a plasmare la società che ci circonda.  

•  Vogliamo un sistema equo per le persone con disabilità in Europa: un sistema che garantisca scelta, controllo e autonomia sulla nostra vita e sul nostro tempo. Il nostro tempo ci appartiene.