Ribes nigrum

Comunemente nota come ribes nero, è una pianta appartenente alla famiglia delle Sassifragaceae. La droga è costituita dalle foglie. I costituenti principali sono antocianosidi dimeri e trimeri; i composti dimeri sono rappresentati da tre prodelfinidine. Contiene mono- e diglicosidi di quercetina e kempferolo, soprattutto isoquercitina e rutina, un flavanone (sakuranetina), flavonoli monomerici (catechina, epicatechina, gallocatechina, […]



Comunemente nota come ribes nero, è una pianta appartenente alla famiglia delle Sassifragaceae. La droga è costituita dalle foglie. I costituenti principali sono antocianosidi dimeri e trimeri; i composti dimeri sono rappresentati da tre prodelfinidine. Contiene mono- e diglicosidi di quercetina e kempferolo, soprattutto isoquercitina e rutina, un flavanone (sakuranetina), flavonoli monomerici (catechina, epicatechina, gallocatechina, epigallocatechina), tannini, tracce di olio essenziale, oligosaccaridi, diterpeni, enzimi.

La droga è riportata nelle monografie ESCOP (European Scientific Cooperative On Phytotherapy). Il macerato glicerinato, ottenuto dalla macerazione delle gemme fogliari, sembra molto efficace come preparazione farmaceutica, poiché il Ribes nigrum, per la sua ricchezza in antocianosidi, è sensibile all’essiccamento. Studi farmacologici sperimentali in vitro hanno ne hanno confermato le proprietà antinfiammatorie.

Un estratto flavonoico purificato ha dimostrato di inibire la biosintesi e il rilascio delle prostaglandine (gruppo di acidi grassi insaturi); un estratto etanolico di poter inibire nei microsomi di fegato di ratto la lipoperossidazione indotta da agenti tossici.

La droga è in grado di inibire l’edema indotto dai carragenani nella zampa di ratto, con un effetto antinfiammatorio dosedipendente e un’attività, simile a quella dell’indometacina e dell’acido niflumico, che sembra esplicarsi in entrambe le fasi dell’infiammazione (proliferativa ed essudativa). Un liofilizzato derivato dalla macerazione in etanolo della droga ha rivelato, nel topo, una potente attività analgesica, probabilmente di origine periferica. Un estratto fluido (1:1) della droga ha mostrato di possedere un’importante azione diuretica e ha comportato nel gatto un effetto antipertensivo comparabile a quello della tolazolina, ma di maggior durata.

La droga viene indicata come terapia di supporto dei disturbi infiammatori muscoloscheletrici, come diuretico, nel trattamento delle allergie.

Non esistono studi in vitro o in vivo che ne confermino la supposta attività cortisonosimile, né studi clinici che dimostrino la sua efficacia in alcuna delle indicazioni terapeutiche riportate.

Poiché inoltre mancano studi clinici che ne confermino la sicurezza d’uso in gravidanza, durante l’allattamento e in età pediatrica, se ne raccomanda un utilizzo prudente e solo su prescrizione medica.