Malattia infettiva grave dovuta al batterio Yersinia pestis. In passato, le epidemie di peste hanno mietuto un numero enorme di vittime, in particolare ad Atene nel 430-427 a.C. e in Europa nel XIV secolo (diversi milioni di morti). Soltanto le misure sanitarie, principalmente la lotta contro i ratti e le pulci, la soppressione di questi animali sulle imbarcazioni e nei porti e le misure di isolamento dei malati (quarantena), sono riuscite a debellare il flagello, interrompendo il circuito di trasmissione all’uomo. Ai giorni nostri si osservano casi pressoché isolati (per esempio in Nuovo Messico, Messico, India, Turkestan). La peste è una zoonosi (malattia che colpisce gli uomini e gli animali). Le riserve del bacillo sono i ratti e i roditori selvatici. La patologia si trasmette tra animali e dall’animale all’uomo attraverso le pulci. L’uomo può inoltre contrarla manipolando roditori infetti o, in una forma particolarmente contagiosa (peste polmonare), per inalazione di particelle di saliva di un soggetto infetto.
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