“Mamma mia, sei giovanissima! Com’è possibile?”. Quando la menopausa bussa alla tua porta a 32 anni, questa è l’unica frase che ti senti ripetere. Eppure succede. È successo a Maria Grazia Cucinotta che su Vanity Fair ha raccontato della fine dell’età fertile proprio a 32 «dopo la nascita di mia figlia e all’inizio quasi non me ne sono accorta».
Una sorpresa ma anche una preoccupazione soprattutto se si pensa ad avere un figlio. Allora c’è chi percorre la strada delle cure ormonali per “combattere” contro regole della natura immodificabili. Poi arriva l’accettazione e la consapevolezza che una nuova fase della vita si è aperta e va accettata.
«Dopo tutte le cure ormonali che avevo affrontato nel tentativo di avere un secondo figlio, a un certo punto ho deciso di fermarmi e di vivere questa fase così com’era», è lo spaccato di privato che l’attrice rivela ai lettori. E contiene il messaggio di accettare ogni momento della vita anche quello più spiacevole.
La menopausa precoce si porta dietro, in modo anticipato, tutti i disturbi tipici del cambiamento ormonale come vampate, irritabilità e rischio di aumento del peso che sulla carriera di un’attrice possono incidere più che sulla quotidianità di altre donne. Ma anche qui niente drammi: «Ho imparato soprattutto a regolarmi con l’alimentazione: per esempio se non ceni la sera, eviti le vampate notturne».
Capire il proprio corpo
Guardando indietro, racconta Cucinotta, «ho capito quanto sia fondamentale informarsi sulle cause della menopausa precoce (che possono essere genetiche, autoimmuni o legate a forti stress psicofisici) e imparare a riconoscerne i segnali».
La menopausa è una tappa naturale nella vita di ogni donna, un passaggio biologico che solitamente si verifica tra i 45 e i 55 anni. Tuttavia, quando questo traguardo si presenta molto prima del previsto – prima dei 40 anni – si parla di menopausa precoce o, più correttamente in termini medici, di Insufficienza Ovarica Prematura (POI). Ricevere questa diagnosi può essere un fulmine a ciel sereno. Impatta non solo sul corpo, ma anche sulla sfera psicologica, sui progetti di maternità e sull’identità stessa della donna.
Le cause della menopausa precoce
Nella maggior parte dei casi (circa il 60%), non se ne individua una causa precisa. Negli altri casi l’origine può essere ricondotta a diversi fattori.
Può dipendere da fattori genetici: anomalie cromosomiche, come la Sindrome di Turner o la premutazione del gene FMR1 (correlata alla Sindrome del Cromosoma X fragile).
Spesso vi è una familiarità: se la madre o la sorella hanno vissuto una menopausa precoce, il rischio aumenta.
Tra le cause anche le malattie autoimmuni: il sistema immunitario attacca erroneamente il tessuto ovarico. È spesso associata a tiroidite di Hashimoto, morbo di Addison o diabete di tipo 1.
Ma la menopausa precoce può essere conseguenza anche di trattamenti medici: interventi chirurgici come l’asportazione bilaterale delle ovaie (ovariectomia), oppure terapie oncologiche come chemioterapia e radioterapia pelvica. Impatta anche lo stile di vita: il fumo di sigaretta è un noto acceleratore dell’invecchiamento ovarico. Anche l’esposizione a pesticidi e solventi può influire.
I sintomi più comuni e cosa fare
I sintomi della menopausa precoce sono simili a quelli della menopausa regolare, ma vissuti spesso con maggiore intensità a causa del calo repentino degli estrogeni.
Ecco allora vampate di calore improvvise e sudorazione notturna, sbalzi d’umore e irritabilità inspiegabile, stanchezza cronica e disturbi del sonno, irregolarità del ciclo fino alla sua totale scomparsa, secchezza vaginale e dolori nei rapporti sessuali.
I rimedi sono simili a quelli della menopausa regolare. Si può percorrere la strada della terapia ormonale sostitutiva (TOS) ma sotto prescrizione e vigilanza medica considerando che si tratta di un trattamento farmacologico. O si possono affrontare i singoli fastidi con rimedi naturali come gli integratori. Fondamentale è lo stile di vita, un’alimentazione equilibrata e sana e l’attività sportiva per mantenere costante il peso.

