Riparazione spontanea di un tessuto dopo una lesione, che di norma si conclude con la formazione di una cicatrice. La cicatrizzazione è un insieme di fenomeni locali di difesa, che si avviano in risposta a un’aggressione (ferita, ustione, malattia, intervento chirurgico). Durante questo processo vengono liberati molti prodotti attivi provenienti dal sangue e dai tessuti: enzimi, proteine di vario tipo, istamina e così via. La cicatrizzazione si articola in molte tappe: la prima è la coagulazione del sangue, che blocca l’emorragia. I globuli bianchi presenti nel sangue eliminano le cellule morte. In seguito, le cellule sopravvissute iniziano a moltiplicarsi, dando origine a nuovo tessuto, il cui aspetto dipende dalla localizzazione della lesione. Infatti, nel caso del tessuto osseo, per esempio, le cellule sane vicine migrano nella zona interessata e si moltiplicano, ricostituendo così una struttura identica a quella precedente all’aggressione. Nel caso del tessuto muscolare, invece, la zona interessata viene ricoperta da un tessuto fibroso, non muscolare né contrattile.
La cicatrizzazione dipende da vari fattori, soprattutto di tipo alimentare, metabolico, endocrino e farmacologico; ritardi di questo processo si osservano in soggetti denutriti o di età avanzata, o in caso di prolungata assunzione di corticosteroidi. La cicatrizzazione può dar luogo, soprattutto nella popolazione nera e asiatica, a cheloidi, placche fibrose che si sviluppano sotto l’epidermide in corrispondenza di una cicatrice.
