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Cefalea tensiva: che cos’è e come combatterla

È la forma più diffusa di mal di testa ed è causato da una contrazione muscolare. Scopri le migliori strategie per prevenirla e curarla

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Cefalea tensiva: se il dolore nasce dai muscoli

È come un elmo che opprime tutto il capo. Il dolore insorge lentamente, S ma non ti impedisce di effettuare le attività quotidiane: la tua è la classica cefalea tensiva, la forma più diffusa, visto che circa il 60% di chi si rivolge ai centri cefalee lo fa proprio per colpa di questo doloroso cerchio alla testa.

È dovuto a una contrazione dei muscoli di collo, nuca e spalle che si serrano come una morsa ed è scatenato in modo particolare dallo stress.

«Quando sei sotto pressione, entra in funzione il circuito limbico, il cosiddetto cervello emotivo che, a sua volta, attiva il nucleo trigeminale caudale: questa "centralina" smista e rende percepibili gli stimoli dolorosi provenienti dai vasi che irrorano il cranio, compressi dalla tensione muscolare» spiega il professor Gennaro Bussone, fondatore del Centro Cefalee e primario emerito dell’Istituto neurologico Besta di Milano.

L’antidoto per prevenire gli attacchi è l’attività fisica aerobica, come camminare a passo sostenuto mezz’ora al giorno, andare in bicicletta o nuotare. «Il movimento mantiene l’elasticità dei muscoli, prevenendone la contrazione.  Inoltre aiuta a dormire meglio, e quindi a scaricare le tensioni, e fa produrre betaendorfine, sostanze che ci rendono più resistenti al dolore», sottolinea il professor Bussone.

«Per prevenire la cefalea tensiva, ok anche a discipline  come Pilates, yoga e meditazione che permettono di scaricare la tensionemuscolare e di distendere la mente. No, invece ad attività anaerobiche che prevedono l’utilizzo di macchinari o pesi e che inducono uno sforzo eccessivo, innescando o peggiorando il mal di testa».

Per evitare la cefalea tensiva occhio anche a un eccesso di ore passate al pc o a chattare con lo smartphone. «Senza accorgertene, mandi in trazione i muscoli responsabili di questo tipo di mal di testa», spiega il professor Fabio Antonaci, docente di neurologia all’Università di Pavia, past president della Federazione europea delle cefalee.

«Per di più, se utilizzi questi device nelle ore che precedono il sonno, iperstimoli le funzioni mentali e mandi in tilt il naturale equilibrio biologico del cervello, facilitando ulteriormente la strada al dolore. La soluzione?

Quando lavori al pc , alzati ogni 30-60 minuti e approfitta di quelle pause per decontrarre i muscoli del collo. Un esercizio utile per riuscirci: disegnare con la punta del naso, come se fosse la punta di una matita, grossi numeri immaginari da 0 a 9, con lentezza. E ancora: utilizzare lo smarthphone con l’auricolare e terminare di chattare almeno due ore prima di andare a letto: per dar modo al cervello di staccare la spina».

Quando la cefalea tensiva prende il via, per prima cosa concediti una doccia calda orientando il getto dell’acqua sulla schiena e sul collo: il calore aiuta a decontrarre i muscoli», suggerisce il professor Antonaci. «Sorseggia una tazzina di espresso: la caffeina aumenta la soglia del dolore.

Se non basta, ricorri a un antidolorifico da banco (i cosiddetti Fans, a base di paracetamolo o ibuprofene, per esempio), assumendolo proprio con il caffè, che facilita l’assorbimento dei principi attivi. 

Se la tua cefalea tensiva è ricorrente e ti affligge per almeno 10-15 giorni al mese, prendere in continuazione farmaci diventa ad alto rischio perché le pillole trasformano la cefalea in un disturbo cronico: assunte per più di 2 settimane al mese, alimentano il dolore, invece di stroncarlo».

Per evitare questo pericolo, devi ricorrere a cure mirate. Tra le più efficaci c’è il biofeedback, terapia raccomandata anche dall’European Federation of Neurological Societies, massima autorità europea di neurologia, con un indice di successo del 60%. «Consiste in un ciclo di sedute (in genere 8-10), durante le quali impari a prendere coscienza delle contrazioni muscolari all’origine della cefalea», spiega il professor Antonaci.

«Successivamente, puoi utilizzare, con lo stesso scopo, un piccolo apparecchio per il biofeedback domestico: basta applicare gli elettrodi sui muscoli temporali, sui frontali o sui trapezi.

Per risolvere una cefalea tensiva  cronica che dura più di 10 giorni al mese, ok anche al botulino: le piccole iniezioni inibiscono lo stimolo nervoso che produce la contrattura dei muscoli. Devi mettere in conto una seduta ogni 3 mesi, per 3-5 volte. Il trattamento è a carico del Servizio sanitario, ma va effettuato nei centri cefalee (trovi l'elenco su anircef.it o sisc.it). L’indice di successo: intorno al 40-50%».


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Articolo pubblicato sul n. 40 di Starbene in edicola dal 19/9/2017

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