Orecchie del cane che puzzano: e se fosse otite? Come riconoscerla e il test dell’udito

I nostri amici a quattro zampe soffrono spesso di infiammazioni e infezioni, favorite dalla forma del canale uditivo ma anche da allergie o da un’alimentazione non adeguata. Ecco come prevenirle, l’igiene corretta e quando è necessario l’intervento del veterinario

Orecchie del cane che puzzano: e se fosse otite? Come riconoscerla e il test dell’udito
Foto: iStock

Le otiti sono tra i problemi più frequenti nel cane. «E spesso rappresentano il segnale di una condizione più complessa», osserva Giuliano Pellegrini, medico veterinario specialista Gruppo Ca’ Zampa. «Molti proprietari pensano che cattivo odore, cerume o prurito dipendano solo da scarsa igiene, quando, invece, le patologie auricolari sono spesso collegate ad allergie, dermatiti o alimentazione non adeguata».

Perché controllare le orecchie del cane

L’orecchio del cane è delicato perché il condotto uditivo è lungo e poco ventilato. Questo favorisce l’accumulo di umidità e la proliferazione di batteri e lieviti. Alcune razze, inoltre, sono particolarmente predisposte alle infiammazioni.

«In generale le orecchie non devono essere pulite eccessivamente, perché il cerume ha una funzione protettiva e una detersione troppo frequente può irritare la cute. Di solito, è sufficiente controllarle regolarmente e pulirle solo quando necessario con prodotti veterinari specifici», spiega l’esperto.

Un orecchio sano è rosato, senza cattivo odore e con poco cerume, mentre secrezioni brunastre o odore intenso, prurito e dolore, accompagnati da scuotimento della testa sono sintomi sospetti di un’infiammazione o un’infezione dell’orecchio in corso.

Quando compare l’otite

Molte otiti hanno origine allergica, essendo provocate da allergeni ambientali, pollini, acari e pulci. «Anche l’alimentazione influisce molto sulla salute cutanea: alcuni cani reagiscono a ingredienti come pollo, manzo, latticini o cereali con prurito, dermatiti e otiti ricorrenti», chiarisce il dottor Giuliano Pellegrini.

In questi casi il veterinario può consigliare una dieta specifica a eliminazione di alcuni cibi, così come prescrivere i grassi omega 3 presenti nell’olio di pesce: aiutano a ridurre l’infiammazione e a migliorare la salute della pelle.

Come testare l’udito del cane

In seguito a otiti croniche o all’avanzare dell’età, il cane può diventare sordo, oppure sentire di meno. Ma un animale che soffre di ipoacusia non può rispondere al richiamo del padrone o spaventarsi facilmente quando viene toccato.

È importante quindi una valutazione oggettiva ed eventuali esami approfonditi (esame otoscopico, neurologico, test BAER).

Orecchie del cane che puzzano: e se fosse otite? Come riconoscerla e il test dell’udito

Come vivere con un cane che sente poco

Anche se ipoacusici, i nostri amici a quattro zampe possono vivere serenamente. «Sarà utile in questi casi utilizzare segnali visivi, evitare di sorprenderli nel sonno e seguire routine prevedibili, poiché non sentendo possono non rendersi conto dei pericoli. Ecco perché al di fuori della loro comfort zone vanno gestiti con cautela», suggerisce il veterinario.

La prevenzione resta comunque la strategia migliore per proteggere il loro udito: controlli regolari, alimentazione equilibrata e corretta gestione delle allergie aiutano a evitare molte infiammazioni croniche al canale uditivo.

Attenzione ai corpo estranei

In estate bisogna fare attenzione ai forasacchi, i semi secchi delle graminacee selvatiche, che possono penetrare nel condotto uditivo causando dolore improvviso e otiti acute.

La pulizia dev’essere molto delicata: mai usare cotton fioc, alcool o prodotti fai da te. Se il cane manifesta dolore, cattivo odore o secrezioni persistenti è importante rivolgersi al veterinario.

Le razze più a rischio di otiti

Le razze maggiormente predisposte alle otiti sono il barboncino, per l’eccessiva crescita di peli nelle orecchie; il bulldog francese per la conformazione del canale uditivo; il cocker e il labrador, entrambi per la produzione copiosa di sebo.