Neurocosmesi, la skincare che attiva i 5 sensi: ecco 5 cosmetici da provare

Texture avvolgenti, profumate, irresistibili al tatto, golose. I cosmetici più cool del momento sono alfieri di una skincare ideata non solo per idratare o rassodare ma anche per parlare ai 5 sensi

Neurocosmesi, la skincare che attiva i 5 sensi: ecco 5 cosmetici da provare
Foto: iStock

Fluidi impalpabili effetto second skin. Creme dall’irresistibile color verde-azzurro, grazie alle microalghe che per magia ci trasportano al mare. Oppure rosate, pronte a ravvivare l’incarnato del viso con gli estratti di rosa damascena, che racchiudono in un vasetto tutto il profumo della primavera. Tutto merito della neurocosmesi, la nuova scienza del benessere pronta a inaugurare una skincare che va oltre il semplice trattamento ma mira a coinvolgere i nostri organi di senso, attraverso un’esperienza polisensoriale che cattura la vista, il tatto, il gusto e, soprattutto l’olfatto. Ovvero il nostro senso più antico, più sviluppato nelle donne e in contatto con il sistema limbico del cervello, sede delle emozioni.

Ma come può un semplice cosmetico arrivare a far vibrare delle corde nel profondo della nostra pische? «La neurocosmesi, cioè la nuova era dei cosmetici sensoriali che fanno risuonare dentro di noi le scale armoniche riequilibrando il sistema nervoso, rappresenta la tendenza più interessante della moderna scienza cosmetologica. Un trend innovativo a cui si stanno ispirando numerose maison, che hanno lanciato sul mercato linee viso-corpo che non si limitano a svolgere la loro azione dermatologica (antiage piuttosto che idratante, nutriente, calmante o antimacchia) ma puntano a risvegliare i nostri sensi, avvolgendoli in una nuvola di benessere simile a quella creata dalle eau de parfum persistenti o dai bagni rigeneranti nel blu del mare o nelle calde acque termali», esordisce il professor Umberto Borellini, docente di cosmetologia all’Università di Pavia e al Poliestetico di Milano.

«Certo, spalmarsi una crema non è come fare un tuffo ai Caraibi o stendersi su un prato fiorito. Ma dall’incontro tra skincare e neuroscience è nata la consapevolezza che il semplice gesto di autocura quotidiana, quelle “coccole” regalate dai sieri viso superconcentrati o dai burri corpo con profumati olii tropicali (argan, mango, cocco, karité, olio di monoi o di roucou) sono in grado di dar vita a un dialogo tra pelle, cervello ed emozioni, con effetti rilassanti, riequilibranti, energizzanti o semplicemente in grado di aggiungere un tassello prezioso lungo quei binari segreti che ritemprano il corpo e la mente».

Vista, il re degli organi di senso

Piacevole da spalmare sulla pelle ma sopratutto bello da vedere. La neuroskincare alza l’asticella del packaging e punta a prodotti visivamente accattivanti. Con un appeal irresistibile sul nostro sguardo, tanto da far partire la vocina interiore “lo voglio”. «Un conto sono le creme galeniche preparate dal farmacista, confezionate in anonimi tubetti o in vasetti di vetro scuro opaline. Un altro conto è l’ultima crema antiage de La Prairie che si presenta come un prisma luminoso, simile a una diamante rosa dalle mille sfaccettature», spiega il dottor Borellini.

«Anche il colore della crema, del siero o del fluido corpo gioca un ruolo rilevante nel condurti per mano in un viaggio dei sensi. Alcuni cosmetici hanno una colorazione leggera, dovuta alla presenza di pigmenti naturali, siano essi di origine minerale (come l’ossido di ferro e il biossido di titanio) o di origine vegetale, come la clorofilla delle piante, l’azzurro delle alghe, il caldo arancio dell’astaxantina (un carotenoide dall’azione antiossidante) o gli estratti di pesca e di albicocca».

Per non parlare delle “choco relax cream”, sia viso sia corpo, un trattamento coccoloso al cioccolato che sorprende la vista con il suo colore vibrante di energia, che dà la carica soltanto a guardarlo.

Olfatto, il dolce stimolo

Hai notato che cosa succede quando annusi o spalmi sulla tua pelle un cosmetico a base di oli essenziali? «Non solo le mucose nasali, ma anche l’epidermide è disseminata di recettori olfattivi, presenti nei cheratinociti. Lo dimostrano gli ultimi studi di Paula J.Busse, professoressa e ricercatrice di New York, pubblicati sul Journal of Investigative Dermatology», spiega Anna Boiardi, aromaterapeuta e cosmetologa, formulatrice della linea skincare AnnaB Cosmetics.

«Mentre il naso e la pelle “annusano”, la mente viaggia indietro nel tempo, in un’epoca di cui i ricordi sono vaghi e che riguarda i primi dieci anni di vita. L’aroma penetrante degli oli essenziali, infatti, fa risuonare i tasti del sistema limbico, attraverso vie sensoriali che evocano ricordi ed emozioni. Non solo, grazie ai segnali inviati dalle molecole odorose viene stimolata la rigenerazione cutanea e si producono effetti positivi anche su altre funzioni. Un esempio? La rosa damascena, simbolo della bellezza sensuale e delicata, è oggetto di ricerche che ne confermano il sostegno alla sessualità e all’umore. Il suo profumo riesce infatti a modulare i recettori per gli estrogeni, come conferma uno studio del 2022 pubblicato su AJB (Avicenna Journal of Phytomedicine)».

L’importante è che il cosmetico parli a quella persona con le sue note muschiate, ambrate, speziate, vanigliate, agrumate, fruttate o floreali. Comunque inebrianti e incantevoli per quel tipo di sensibilità. «Sempre più creme contengono estratti botanici profumati o un blend di oli essenziali», aggiunge Borellini. «Tutte le essenze, infatti, agiscono sulla memoria evocando ricordi, paesaggi, stagioni, stati d’animo, frizzanti momenti di gioia, spensieratezza o sensualità».

L’importante è leggere l’Inci sulla confezione, così da preferire essenze naturali. «Se c’è “parfum” o “fragrance” la sostanza profumata è di derivazione sintetica. Per le essenze naturali invece è riportato il nome in latino della pianta, i cui fiori, foglie e bacche, frutti e radici hanno un aroma inconfondibile, l’autentica firma della natura. Per esempio, un latte corpo alla lavanda riporta nell’Inci “Lavanda angustifolia”. L’arancio amaro (altro profumo rilassante) è indicato come “Citrus aurantium”. L’ylang-ylang, invece, le cui note afrodisiache trovano impiego su vasta scala, viene ricavato dai petali della “Cananga odorata”».

Tatto, good vibes a fior di pelle

Innovazione cosmetica significa “sentire” sulla propria pelle, donare a ogni donna il piacere della spalmabilità come un rituale da dedicare a se stesse. Le maison della bellezza creano texture sempre più sensoriali, che si declinano in modi diversi per assecondare le esigenze di ogni donna: creme ricche e corpose come un burro, o soffici ed evanescenti come una mousse o un soufflé per il corpo. Oppure capaci di dare un finish setoso e luminoso. Come il dry oil, l’olio secco che idrata e si assorbe subito senza lasciare tracce di untuosità.

Protagonista di queste texture è sempre il tatto, o meglio i recettori tattili disseminati sulla pelle che hanno il compito di trasmettere le sensazioni fisiche piacevoli dalla periferia al cervello. Un insieme di caratteristiche percettive che si riscontra oggi anche in fondotinta e bb cream, che uniscono trattamento e make up.

E poiché la texture dei cosmetici si intreccia con i principi dell’aromacologia (la scienza che studia l’influenza degli odori sul benessere psicofisico), ecco body soufflé, leggeri e soffici come una spuma. Veicolano aromi decisi, con note di té verde, muschio, cacao, panna, latte e miele, vaniglia del Madagascar o patchouli, il cui profumo orientale si ottiene dalla distillazione delle foglie del Pogostemon cablin. Insomma, il concept della neurocosmesi è che tutti i sensi vengano attivati contemporaneamente, nel segno della polisensorialità.

Udito, le mousse che sfrigolano

Nemmeno l’udito è risparmiato. «Le ultime mousse effetto nuvola, anche come prodotti solari, svaniscono a contatto con la pelle con un piacevolissimo crepitìo. Uno scoppiettìo inedito che mira all’udito e stimola l’arte del massaggio», osserva Borellini.

E allora, prova anche tu le crackling mousse, per effetti sonori sorprendenti.

Gusto, formule per vere gourmand

Vanno a ruba i golosissimi lip balm e i gloss al “cherry juice”, quel sapore fruttato che ricorda le ciliegie mature. Oltre a regalare labbra lucide effetto-specchio, stimola i nostri recettori olfattivi e gustativi. Ma ciliegie, lampone, fragola e mandorle non sono gli unici profumi per labbra.

«Honey Glaze Collagen Therapy Lip Mask è un trattamento completo per le labbra, una maschera all-in-one che idrata intensamente, ripara e regala un effetto glaze», ha dichiarato Negin Mirsalehi, la fondatrice del brand Gisou, che ha come ingrediente-chiave il miele grezzo e profumatissimo. Ricca e burrosa, la nuova maschera per labbra ha la delicata fragranza di honey buttercream e, insieme alle ceramidi, al collagene, e all’acido ialuronico, avvolge le labbra in una nota dolce come un pasticcino».

Sensazioni, semplici illusioni percettive?

No, gli ultimi studi nel campo delle neuroscienze confermano che alcune sostanze funzionali racchiuse nei cosmetici agiscono sui recettori cutanei, amplificando o riducendo l’azione di alcuni neurotrasmettitori che regolano il tono dell’umore. E se è vero che l’intestino viene definito “secondo cervello”, la pelle non è da meno. Sappiamo infatti che il mantello epidermico, quei due metri quadrati di superficie ricchissimi di fibre nervose sensitive, è un organo di senso importantissimo, fonte di beta-endorfine, neurotrasmettitori peptidici che stimolano i centri del piacere, agendo sia da antistress sia da blando analgesico. Specifiche cellule della pelle sono anche in grado di sintetizzare e di liberare ossitocina e dopamina, altri neurotrasmettitori chiave nel regalarci sensazioni di gratificazione.

«Dei 200 neuromodulatori ad oggi conosciuti, 25 sono stati riscontrati a livello cutaneo, secreti sia dalle fibre neuronali che innervano la pelle sia dai fibroblasti e cheratinociti», puntualizza il professor Borellini. «Ecco perché è importante studiare nuove formule di cosmetici sensoriali capaci di generare sensazioni gradevoli a più livelli (tattile, termico, visivo, olfattivo e persino gustativo) e di migliorare, di conseguenza, l’omeostasi epidermica, con un effetto rasserenante anche sulla nostra psiche».

Si inseriscono in quest’ottica le maschere e le creme “skin feel” che fanno sentire la pelle a suo agio. Regolano le sue funzioni fisiologiche, restituendole quel plus di delicatezza e attenzioni che trasformano la skincare in una specie di carezza.

5 cosmetici per i 5 sensi

1. Vista: la crema color rosa

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Time-Global Cream di Matis

Un pack prezioso per una crema color rosa. Time-Global Cream di Matis ha due attivi retinol-like, di origine marina e vegetale, e spilantolo da Acmella oleracea. 50ml, 150€ (matis-paris.it).

2. Olfatto: il rituale olistico

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Oli Essenziali Pocket

Un rituale olistico sempre a portata di mano: tre Oli Essenziali Pocket, da usare su polsi, tempie, décolletée. 36€ (shop.vagheggi.com).

3. Tatto: le microsfere oleose

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Siero antipollution Mermaid Glow Potion

La scienza incontra la natura nel siero a base di giglio marino bianco, con microsfere oleoese che si sciolgono al tatto. Siero antipollution Mermaid Glow Potion. 30ml, 76€ (ariellecosmeticsmilano.it).

4. Udito: le bombe effervescenti

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Bombe Effervescenti da Bagno, RoyaBeauty

Musica per le tue orecchie grazie al set Bombe Effervescenti da Bagno, RoyaBeauty, alla lavanda o muschio bianco. 7,90 €(royalbeauty).

5. Gusto: i lip appetitosi

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I nuovi Lip Oil firmati Gisou

Vanilla Glaze, Sticky Toffee (caramello) e Milky Mocha (caffelatte) sono i tre irresistibili gusti dei nuovi Lip Oil firmati Gisou. 29€ (gisou.com).