Capelli spezzati lungo l’attaccatura? Scopri come risolvere l’annoso problema

Se i capelli lungo l’attaccatura vi appaiono più sottili è normale. Ma se appaiono troppo sfilacciati e deboli, occorre intervenire cambiando qualcosa nelle vostre abitudini

Capelli spezzati lungo l’attaccatura? Scopri come risolvere l’annoso problema
Foto: iStock

La parte frontale dei nostri capelli tende a essere la più fragile e, quasi ironicamente, anche la più curata. Fin quando si tratta di un morbido alone di capelli lungo l’attaccatura, è del tutto naturale: le star hanno reso persino molto chic modellare i così detti baby hair, modellati come grafismi sulla fronte ad accompagnare l’acconciatura. Ma se questi risultano troppo fragili, corti e molti spezzati, la situazione cambia.

Baby hair, perché sono più sottili e fragili?

I capelli lungo l’attaccatura frontale sono solitamente più sottili e leggermente più deboli rispetto al resto della chioma, il che li rende vulnerabili alla rottura. È anche la zona che manipoliamo di più, che si tratti di code di cavallo strette, chignon tirati indietro o per un uso eccessivo di piastra e phon per lo styling alla ricerca di un look impeccabile.

Nel tempo, questa tensione e questo attrito ripetuti possono avere conseguenze negative, causando rottura, diradamento e quelle caratteristiche attaccature irregolari. «Si tratta di un problema sempre più diffuso, e le cause possono essere molteplici», conferma Fabrizio Cardarelli, Responsabile progetti formativi one-to-one dell’hair brand Framesi.

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«Per fare chiarezza, conviene dividerle in due macro-famiglie: da un lato la componente genetica, dall’altro le concause esterne. Distinguere l’una dall’altra è decisivo, perché i trattamenti utili nei due casi sono in parte diversi».

Le cause principali dei baby hair

Secondo l’esperto «per quanto riguarda la componente genetica, i capelli nella zona alta della testa, attaccatura fronte-parietale compresa, sono predisposti a risentire dell’azione del testosterone e del suo metabolita attivo, il DHT. Questo porta a una progressiva miniaturizzazione dello stelo, con perdita di spessore e resistenza, e quindi a una rottura più facile».

Poi ci sono le cause esterne, che spesso si possono combinare tra loro. «Carenze nutrizionali (ferro, vitamina D, vitamine del gruppo B), fondamentali per la resistenza dello stelo; cute secca o infiammata, dermatiti, forfora, irritazioni che indeboliscono i follicoli; stress meccanico, ovvero pettinature aggressive, code o trecce troppo stese insieme ad elastici stretti; stress prolungato; calore persistente da piastra e phon, specialmente se usati più volte al giorno e trattamenti chimici – decolorazioni o permanenti – non seguiti da un professionista», sottolinea Cardarelli.

Ma come riconoscere l’origine del problema? Un controllo semplice aiuta a orientarsi: bisogna osservare se il capello spezzato è corto «a ciuffetti» oppure se conserva il bulbo attaccato. Afferma l’esperto: «Se il bulbo è visibile la causa va cercata nella componente genetica o nelle carenze/infiammazioni cutanee. Se non c’è bulbo, si tratta quasi sempre di rottura da stress meccanico, termico o chimico».

Cosa fare in salone e a casa

Il primo passo è quindi una consulenza mirata con tricocamera su cute e capelli per individuare la causa reale prima di scegliere il trattamento.

«In base alle condizioni della cute, si parte con un pre-shampoo specifico per detossinare, lenire e ossigenare i tessuti, seguito da uno shampoo dedicato a cute o lunghezze. I tensioattivi vegetali detergono senza aggiungere stress al capello: in questi casi è preferibile evitare shampoo con tensioattivi minerali come SLS/SLES, che aumentano l’usura dello stelo. Sulle lunghezze, un conditioner con fito-cheratina e fito-collagene aiuta resistenza e idratazione. Come prodotto di chiusura, prima dell’asciugatura, un leave-in di ultima generazione che agisce su cute e capelli», sottolinea l’esperto.

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E quando rottura e diradamento coesistono? «Se alla rottura si associa anche un calo di densità, è utile affiancare un trattamento anticaduta mirato: per la cute sensibile, pensato per un pubblico femminile, oppure per la cute grassa, più indicato per un pubblico maschile. Sono trattamenti complementari, da abbinare (non sostitutivi) al percorso specifico per la rottura».

Infine, le buone abitudini: «Vanno sempre evitati gli stress meccanici e prolungati, e va sempre usato, dopo la detersione, un prodotto anti rottura e un termoprotettore prima di piastra o phon. Inoltre è bene tagliare periodicamente le punte eliminando le estremità più fragili. Sul fronte alimentare, una dieta bilanciata è la base; eventuali integrazioni vanno valutate solo in presenza di carenze accertate da esami, e sempre con il proprio medico», conclude Fabrizio Cardarelli.