Una volta erano da nascondere. Oggi si mostrano, si fotografano e, possibilmente, si portano con parecchio stile. I capelli bianchi sono diventati una precisa scelta estetica capace di fare stare meglio con sé stesse. Le star lo confermano: Olivia Colman ha conquistato di recente il red carpet del Festival di Zurigo con una cascata di ricci silver, mentre Sarah Jessica Parker ha mostrato una chioma sempre più integrata con i suoi naturali riflessi grigi, grazie al gray blending, tecnica di colorazione che sfuma i capelli bianchi con tonalità naturali e riflessi, creando un passaggio graduale e armonioso tra grigio, bianco e colore residuo.
A fare scuola da tempo c’è poi Andie MacDowell, ormai inseparabile dalla sua chioma sale e pepe ondulata, trasformando il passaggio al grigio in una questione di identità e non certo di rinuncia. Il messaggio è piuttosto chiaro: il bianco non invecchia necessariamente, se è portato con il taglio giusto. Anzi, può diventare il dettaglio più contemporaneo dell’intero look.
Capelli bianchi, l’equilibrio tra colore, texture e forma del viso
Perché il punto, una volta deciso di lasciare libero il colore naturale, è proprio questo: non esiste un solo modo di sfoggiare una chioma candida. Platino, ghiaccio, perla, argento, sale e pepe: la nuance cambia, così come cambia l’effetto del taglio sul viso. E se la forma del volto è il punto di partenza, texture, volume e lunghezze sono gli strumenti con cui costruire l’equilibrio. Abbiamo chiesto così all’esperto di indicarci la strada giusta verso l’haircut in base alla forma del viso e quale sfumatura di bianco riesce a valorizzarlo di più.
Salvo Filetti, Hair Designer e Founder del Gruppo Compagnia della bellezza nel suo libro Chi vuol esser bella, sia (Solferino edizioni) afferma di sostenere da anni che «con un pizzico d’ironia, noi parrucchieri siamo gli unici chirurghi estetici che la natura abbia previsto: operiamo senza bisturi né anestesia, attraverso i capelli, modificando la percezione del volto con forme, volumi, luci e ombre. Anche i capelli bianchi possono diventare preziosi alleati di questa chirurgia estetica naturale. Possiamo lasciarli completamente naturali, sperando nella fortuna di una distribuzione armoniosa.
Oppure dare alla natura un piccolo aiutino attraverso una mia personale tecnica di grey blending applicata al Face Design: potenziare i bianchi con schiariture aggiuntive, che chiamo “luci filler”, per illuminare e ampliare otticamente alcune zone del volto, e intensificare, dove necessario, le parti scure con ombreggiature (le definisco “ombre botox”), per creare profondità e ridimensionare visivamente i volumi. L’obiettivo non è cambiare i connotati, ma valorizzarli. E tutto comincia dalla forma del viso». Ecco, di seguito, i consigli di Salvo Filetti.
Viso tondo: corto con slancio

«L’obiettivo in questo caso è allungare otticamente il volto, evitando di accentuare la rotondità delle guance. Per il taglio suggerisco un pixie allungato, con volume sulla sommità e un ciuffo diagonale, oppure un lob che superi il mento, con scalature intelligenti e poco volume ai lati del viso. Da evitare: caschetti molto arrotondati e pieni sulle guance, soprattutto con colori piatti e uniformi.
Mentre per quanto riguarda la nuance, è ideale una distribuzione dei bianchi più luminosa sulla sommità e lungo le attaccature frontali, con ciocche verticali che incorniciano il viso, mantenendo maggiore profondità ai lati. Se così non fosse, possiamo intervenire con un piccolo aiuto: schiariture posizionate in alto e in basso, oltre la linea della bocca, aiutano a slanciare otticamente il volto, mentre le ombreggiature, distribuite nelle zone laterali delle guance, ne riducono visivamente la larghezza».
Viso ovale: carta bianca

«In presenza di un volto ovale abbiamo soprattutto la necessità di fare vedere le proporzioni, lasciando che il viso sia protagonista, senza virtuosismi che finiscano per coprirlo troppo. Possiamo quindi concentrarci maggiormente sullo stile e sulla personalità. È la forma che offre maggiore libertà: dal pixie sartoriale al bob geometrico, fino ai capelli lunghi e stratificati.
Amo particolarmente il bob all’altezza della mandibola, ma anche i lunghi morbidi che accompagnano il volto. Se, poi, la natura regala anche una bella alternanza di grigi e bianchi, possiamo conservarla integralmente. Altrimenti bastano pochissimi interventi per esaltare alcuni punti luce. Schiariture e ombreggiature non devono necessariamente correggere, ma possono enfatizzare i lineamenti più interessanti, come gli zigomi o lo sguardo».
Viso lungo: volume, grazie

«Dobbiamo lavorare sull’orizzontalità, quindi sono ideali i bob e i lob con volume laterale, onde morbide e frange capaci di interrompere visivamente la lunghezza della fronte. Anche un caschetto pieno, con movimento all’altezza degli zigomi, può creare un bellissimo equilibrio.
Da evitare: capelli molto lunghi, piatti e senza movimento laterale, soprattutto con riga centrale troppo marcata, perché accentuano la lunghezza. Per chi ha questa forma del viso sarebbe interessante avere una maggiore concentrazione di bianchi sui lati del volto, proprio dove desideriamo ampliare visivamente le proporzioni. Le schiariture laterali possono dare un effetto di maggiore pienezza, mentre mantenere ombreggiature sulla sommità aiutano a non enfatizzare ulteriormente la verticalità».
Viso triangolare: morbidezza in primo piano

«Nel viso triangolare con mandibola più larga della fronte, suggerisco un bixie o un bob scalato con maggiore volume sulla sommità e nella zona delle tempie, alleggerendo i capelli in prossimità della mandibola. Nel triangolo inverso, invece, con fronte ampia e mento sottile, preferisco un bob morbido, uno shag leggero o un taglio che dia movimento e pienezza intorno alla parte bassa del viso. Il bianco, con questa particolare forma di volto, deve essere distribuito in modo strategico.
Nel primo caso le luci filler dovrebbero concentrarsi nella parte alta, per ampliare otticamente la zona più stretta, mentre le ombre botox possono attenuare la larghezza della mandibola. Nel triangolo inverso facciamo il contrario: maggiore profondità nella zona alta e luminosità intorno al mento, per conferire visivamente più pienezza. Il sale e pepe può essere un grande alleato, proprio perché offre naturalmente un’alternanza di luci e ombre che possiamo valorizzare con pochissimi ritocchi. Il mio consiglio: prima di scegliere il taglio, osserviamo sempre dove si trova la maggiore larghezza del volto. È da lì che comincia il progetto di riequilibrio».
Viso squadrato: addolcire, non nascondere

«L’obiettivo non è nascondere una mandibola importante, spesso molto affascinante, ma creare un dialogo tra linee geometriche e movimenti più fluidi. Un bob movimentato, uno shag, un bixie con ciuffo diagonale oppure un lungo stratificato possono alleggerire otticamente gli angoli mandibolari. Da evitare caschetti estremamente geometrici che terminano esattamente all’altezza della mandibola, accentuandone gli angoli. Per la nuance, perfetta è una distribuzione sfumata, con bianchi perla o argento che accompagnino i movimenti del taglio, evitando contrasti troppo rigidi proprio sugli angoli del volto. Anche un sale e pepe delicatamente sfumato può essere ideale per dare profondità senza irrigidire il risultato».
Last but not the least, non bisogna dimenticare la qualità del capello: «Un bianco opaco, ingiallito o poco curato perde parte della sua bellezza. Servono luminosità, idratazione e prodotti specifici, utilizzando quelli antigiallo soltanto quando necessario», sottolinea Filetti, che conclude: «Non credo che scegliere di portare i capelli bianchi significhi dover adottare uno stile più sobrio, corto o rigoroso. E soprattutto, non dobbiamo confondere un taglio giovane con uno giovanile. Il primo è fresco, dinamico, contemporaneo e capace di valorizzare la donna. Il secondo rischia di inseguire un’età che non ci appartiene. La vera bellezza non consiste nel sembrare a tutti i costi di avere meno anni, ma nel riconoscersi sempre più in sé stesse. Per questo un buon taglio non deve cambiare ma valorizzare».

