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Vino in gravidanza, la risposta del Dott. Semprini

L’articolo sul vino e le donne e in particolare in gravidanza del Dott. Enrico Semprini, Ginecologo, Immunologo e consulente di Starbene ha sollevato molte reazioni da parte dei lettori. Ecco la risposta del Dott. Semprini



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«Le donne e il vino, tra salute, gravidanza e cultura» del Dottor Enrico Semprini, Ginecologo, Immunologo e consulente di Starbene ha ricevuto commenti animati da parte vostra. Ecco la risposta del Dott. Semprini:

«Vi sono 21 commenti alla mia presentazione sul rapporto tra donne e bevande alcoliche: nove vengono dallo stesso autore, due sono di medici, due sono di addetti ai lavori, solo otto dei lettori della rivista. Le lettere dei lettori sono ricche di acrimonia, sospettano una volontaria ricerca di pubblicità oppure una sponsorizzazione da parte di società vinicole: a queste lettere non si risponde. Le lettere dei medici e degli addetti ai lavori meritano un commento perché queste persone hanno competenza ed hanno il dovere di usare in modo non strumentale le informazioni scientifiche a disposizione, mentre non lo hanno fatto. Nel 2006 una revisione sistematica di oltre 56 studi scientifici non riporta una convincente evidenza di effetti avversi sulla gravidanza e sul feto da basso o moderato consumo di bevande alcoliche durante la gravidanza, comparando gli esiti perinatali fra donne che consumavano queste limitate quantità e quelle astemie. Lo studio, molto ampio ed autorevole dell’ Unità di Epidemiologia Perinatale dell’Università di Oxford è pubblicato sul British Journal of Obstetrics & Gynaecolgy e questo è il riferimento bibliografico. J Henderson, R Gray, P Brocklehurst. Systematic review of effects of low-moderate prenatal alcohol exposure on pregnancy outcome. BJOG 2007 Jan: 243-252. DOI:10.1111/J.1471-0528.2006.01163x.

Nel settembre 2012 lo stesso giornale ha pubblicato 5 lavori scientifici che hanno esaminato il potenziale effetto tossico di basso o moderato consumo alcolico sullo sviluppo postnatale di bambini osservati fino a 5 anni di età senza evidenziare nessun effetto negativo. Questi sono i riferimenti bibliografici per chi volesse aggiornarsi.

Kesmodel U, Bertand J et al. The effect of different alcohol drinking patterns in early to mid pregnancy on the child’s intelligence, attention and executive function. BJOG 2012 Sep; 119 (10): 1180-1190.
Falgreen Eriksen Hl, Mortensen E et al. The effects of low to moderate prenatal alcohol exposure in early pregnancy on IQ in 5-year-old children. BJOG 2012 Sep; 119 (10):1191-1200
Underbierg M, Kesmodel U et al. The effects of low moderate alcohol consumption and binge drinking in early pregnancy on selective sustained attention in 5-year-old children. BJOG 2012 Sep; 119 (10):1211-1221.

Rispetto quindi i commenti difformi dalle mie opinioni, ma vorrei che anche in Italia si potesse discutere di argomenti scientifici sulla base dell’analisi dei risultati di valide ricerche mediche e non su convinzioni aprioristiche, non adeguatamente supportate da convincente evidenza scientifica. L’evidenza scientifica non sono i pronunciamenti di gruppi di esperti, non sono i foglietti informativi alla popolazione e neppure pamphlet propagandistici, sono articoli scientifici pubblicati da riviste autorevoli dove numeri, dati, metodologia di valutazione, discussione dei risultati rispondono ai criteri della miglior scienza medica».

Rileggi l’articolo del Dott. Semprini e i commenti dei lettori

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  1. Dott. Semprini, dev’esserle sfuggito che i lavori che lei cita dicono esattamente ciò che dicono i documenti di consenso scientifico. Non bisogna bere alcol durante la gravidanza. A vantaggio di chi non riesce ad accedere con dimestichezza alle pubblicazioni scientifiche metto io il link agli abstracts (bastano quelli) dei lavori da lei citati.
    Il primo è la review (Systematic review of effects of low-moderate prenatal alcohol exposure on pregnancy outcome) che si può vedere a questo link: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17233797 e dice:
    “CONCLUSIONS: This systematic review found no convincing evidence of adverse effects of prenatal alcohol exposure at low-moderate levels of exposure. However, weaknesses in the evidence preclude the conclusion that drinking at these levels during pregnancy is safe”.
    SEGUE

  2. Il secondo è il lavoro dal titolo: The effect of different alcohol drinking patterns in early to mid pregnancy on the child’s intelligence, attention and executive function che si può trovare al link: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22712700 e che dice:
    “Furthermore, as no safe level of drinking during pregnancy has been established, the most conservative advice for women is not to drink alcohol during pregnancy. However, the present study suggests that small volumes consumed occasionally may not present serious concern”.

    SEGUE

  3. Io credo che sarebbe più ragionevole, invece di arrampicarsi sugli specchi sul fatto che in Italia non si ragioni su dati scientifici (che è falso) chiedere scusa ai lettori per un’affermazione imprudente.
    Contrariamente a ciò che afferma infatti l’evidenza scientifica sono proprio i pronunciamenti dei gruppi di esperti, anche quelli che redigono i foglietti illustrativi, nei confronti dei quali la pregherei di portare rispetto, essendo emanazione ministeriale, i quali esperti prendono in considerazione tutti i lavori della letteratura scientifica, anche quelli che non sono pubblicati su BJOG e ne fanno raccomandazioni.
    E comunque i lavori che lei ha portato a sua difesa dicono invece quello che le abbiamo contestato: non esiste una dose sicura di consumo di alcol.
    Chiedo scusa dei post frammentati ma era l’unico modo per inserirli

    Andrea Ghiselli

  4. Collega, è paradossale farsi delle ragioni usando articoli che, come ha giustamente e con competenza osservato Andrea Ghiselli, riferiscono esattamente la tesi contraria a quella da te sostenuta. Basta leggere. E’ peraltro assolutamente incongruo fare riferimemnto a due soli articoli quando il Parlamento Europeo, che esprime Risoluzioni in una cornice legale, ha esaminato centinaia di pubblicazioni e consultato panel di esperti mondiali per identificare l’alcol in gravidanza e la prevenzione della sindrome FETALCOLICA come uno dei target della strategia comunitaria avviata nel 2007.
    Nel tuo articolo parli della salute della donna ma ignori la parte più rilevante dell’indicazione al NON BERE in gravidanza: il feto.
    Lo stesso si potrebbe dire del’OMS con il consenso unanime di 153 Ministri della Salute , tutti quelli che vi aderiscono, per la Strategia Globale sull’alcol.
    Esprimere opinioni è un conto, fare affermazioni scientifiche è un altro; proporre opinioni basate sull’evidenza è l’unico esercizio che tutela chi se ne fa portatore ma soprattutto la paziente che legge o ascolta e che si sarà comunque fatta un adeguata opinione in merito, ne sono certo . E’ una questione di metodo e credo che questo debba essere riconosciuto alle competenze proprie della scienza che non ammette le strumentalizzazioni di sorta che tu richiami improriamente nella risposta e che invece si sarebbero dovute interpretare come onesto ed etico scambio intellettuale. Personalmente imparo sempre qualcosa ogni giorno e umilmente riconosco i miei limiti. Sempre a disposizione. Emanuele Scafato

  5. Caro collega Semprini,

    nel tuo articolo hai parlato di presunti effetti “positivi” sulla donna di una piccola quantità di alcol. Oltre a dissentire su questi effetti citati (che effetto avrebbe “sulla circolazione” un bicchiere di vino? Questo lo pensava mio nonno, ma non era un medico, buonanima…), sai sicuramente che l’alcol è una sostanza SEMPRE e SOLO tossica. Concordo sul fatto che il buon senso debba essere una regola di vita, anche per i medici, un buon bicchiere di vino quindi non si nega a nessuno, nel tuo articolo però hai dimenticato il vero potenziale danno del vino (anche in piccolissime quantità) in gravidanza, santando a pié pari un intero paragrafo di patologia fetale: la sindrome feto-alcolica.

    Da ginecologo avrai sicuramente incontrato casi drammatici di figli di donne alcolizzate, di neonati con malformazioni dovute con probabilità al consumo di alcol, in questi casi probabilmente il consumo oltrepassava ampiamente il “bicchiere” di cui parliamo, ma qual è il quantitativo sicuro? Quando possiamo essere certi che il feto non subirà alcun danno?
    Sicuramente sai anche che il consumo di alcol causa danni macroscopici alla placenta, alle strutture cerebrali fetali e diminuisce il trasporto dei folati e questo anche per dosi medio-basse.

    Non esiste quindi un “limite” inferiore al consumo di alcol ed è quello che sottolineano anche gli studi che citi in questa risposta. L’alcol non fa bene MAI, a mamma e feto può far male anche in piccole quantità e per sostenerlo non credo serva indicare studi di riferimento.

    Per questo motivo, in scienza e coscienza, un bravo medico ne sconsiglia del tutto l’assunzione in gravidanza, anche minima. Questa è l’informazione corretta, poi sarà libertà di ciascuno comportarsi come preferisce.
    Se nel nostro lavoro alzassimo le spalle per ogni brutta abitudine, alle fumatrici potremmo consigliare di fumare 1 sigaretta al giorno, perchè tanto “male non fa”.

    Saluti.

  6. Veramente straordinario.
    Per giustificare frasi come: “possiamo incoraggiare le nostre donne a farlo senza colpevolizzare un’abitudine”, il dottor Semprini, dopo avere saltato (compiaciuto) a piè pari tutte le linee guida nazionali e internazionali, va a citare a studi che concludono “non si può sostenere che bere un po’ in gravidanza sia sicuro”, oppure “la più prudente indicazione per le donne continua a essere di evitare il consumo di bevande alcoliche durante la gravidanza”.
    L’indicazione di “evitare”, quindi, elaborata d Semprini diventa magicamente “possiamo incoraggiare”.
    Un caso esemplare di come l’incapacità a riconoscere un proprio errore possa pubblicamente esporre a brutte figure.

  7. Dott.Semprini mi perdoni se mi rivolgo a lei nella mia “pochezza” di lettrice…ma lei in risposta ai 21 commenti esordisce con ” Le lettere dei medici e degli addetti ai lavori meritano un commento perché queste persone hanno competenza…..” mentre i commenti dei lettori,che NON SONO tutti come dice lei,ricchi di “di acrimonia, sospettano una volontaria ricerca di pubblicità oppure una sponsorizzazione da parte di società vinicole”non vuole dar risposta giudicandoli non meritevoli di attenzione.. Allora io mi domando e chiedo..ma lei Dr.Semprini ha scritto e fatto pubblicare dal mensile Starbene l’articolo “«Le donne e il vino, tra salute, gravidanza e cultura» per i suoi colleghi,medici,addetti ai lavori,Scienza e scienziati?????? o per le lettrici/lettori!!!???
    Se la pubblicazione è dedicata alle lettrici,trascendendo dal alfabetizzazione e scolarizzazione dei singoli lettori/lettrici che non necessariamente devono essere uomini e donne di scienza,ma includendo anche questi ultimi..crede che il suo articolo abbia acquisito maggiori consensi e veridicità nei comuni un po ignoranti lettori,ponendosi lei su non so quale piedistallo e assumendo un atteggiamento “imbevuto” di snobbismo verso chi non è suo collega,medico o addetto ai lavori??
    Il suo dedurre e considerare che i “lettori” siano privi di acume,che non meritino risposta mi fa pensare si che lei sia invischiato in qualche ricerca di pubblicità oppure una sponsorizzazione da parte di società vinicole…altrimenti perché non rispondere anche ai lettori/lettrici per i quali lei ha appunto pubblicato il suo articolo.
    Ma forse lei Dr.Semprini ha proprio puntato sulle “manchevolezze intellettuali” per così dire,dei comuni lettori,esponendo a loro le sue “tesi”alla ricerca egocentrica di un suo STATUS come uomo di scienza,non tenendo conto e sottovalutando le capacità di valutazione e giudizio di chi la legge….Egoista non è chi pensa a se stesso,egoista è chi pensa solo a se stesso(a discapito dei nascituri)…se solo per denaro poi..nulla da aggiungere..
    Saluti Deborah Žerovnik

  8. RISPONDE IL DOTTOR ENRICO SEMPRINI A DEBORAH:

    Cara Deborah,
    rispondo a circa 700 pazienti l’anno che mi scrivono tramite Starbene per avere informazioni mediche e fra la lettera e la risposta passano poco più di 48 ore. Non affronterei questa fatica se non mi facesse piacere dialogare con queste lettrici e se non fossi convinto che l’aspetto divulgativo della medicina abbia un ruolo importante nel trasferire informazioni scientifiche alla popolazione generale.
    Le confermo invece che non intendo rispondere a lettere maleducate, offensive o calunniose. Una delle lettrici pensa che l’articolo sia dovuto ad una sponsorizzazione di una Società di vini. Questo costituisce da un punto di vista del Codice una calunnia e, nel caso non fosse provata, porta ad una condanna ed allora Le chiedo a cosa serviva una mia risposta in questi toni e quindi ho scelto di non rispondere.
    Come avrà notato uso nelle mie risposte frasi molto semplici, non vi sono avverbi, né termini medici che possano risultare di difficile comprensione, perché voglio che quanto dico sia leggibile, interpretabile e valutabile da qualsiasi lettore, qualunque sia il suo grado di conoscenza degli argomenti e qualunque sia il suo grado di scolarizzazione. Come vede faccio eccezione per la sua lettera per dimostrarle che, quando non si ha nulla da nascondere, si può trovare il tempo anche per persone che compilano una lettera come quella che Lei ha scritto, piena di rampogne e di affermazioni gratuite che non trovano riscontro. Infine Le dico che l’attività che svolgo per Starbene è a titolo completamente gratuito, quindi la sua ultima frase (se solo per denaro, poi nulla da aggiungere) suona del tutto gratuita.
    Se non si ritrova in quello che io scrivo, è liberissima di non leggerlo, se desidera commentarlo, lo faccia nei modi e nei toni che si convengono ad una discussione aperta e serena.
    dottor Enrico Semprini