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Speciale farmacie: se fai fatica a digerire

Ti senti gonfia e appesantita? Per rimediare, oltre a mangiare meglio, puoi puntare su erbe, fibre e sali minerali



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L’apparato digerente è il tuo punto debole? Sei in buona compagnia. Secondo un’indagine condotta in oltre 2000 farmacie italiane, tre italiani su quattro almeno una volta all’anno accusano acidità, senso di pesantezza, gonfiore dopo i pasti, mentre 13 milioni (in maggioranza donne) soffrono di stitichezza. Per attenuare questi fastidiosi sintomi, oltre a correggere eventuali errori a tavola (consumando più frutta, verdura e cereali integrali, riducendo cibi grassi e piccanti), hai a disposizione diversi preparati, a base di erbe, fibre o altre sostanze, come minerali e vitamine.

Se il tuo problema è l’acidità, prova la camomilla: la sua azione è confermata da uno studio svolto dall’Università di Dresda (Germania). Spiega Lanfranco Galimberti, farmacista ed esperto in fitoterapia: «Molti la conoscono per il suo effetto calmante, ma questa pianta, grazie all’alfa-bisabololo e ad altri flavonoidi, ha anche un effetto antinfiammatorio, contribuisce a ridurre l’irritazione della mucosa gastrica, combatte il senso di pesantezza e il dolore». La camomilla può essere associata ad altre piante: «Altea e gel d’aloe, per esempio, sono ricchi di mucillagini che formano una pellicola in grado di proteggere la mucosa gastrica», spiega il farmacista, aggiungendo: «Per tamponare l’acidità immediatamente, funzionano il calcio carbonato e il sodio bicarbonato. Li trovi in farmacia, come componenti di pastiglie e tavolette antiacidità, talvolta associati alle erbe». Tutti i rimedi sono sintomatici: vanno assunti fino a quando non scompare il disturbo.

Consigli pratici anti-stipsi

Per combattere la stitichezza hai due strategie: dare “una scossa” all’intestino o risvegliarlo in modo dolce. «La prima soluzione, da adottare solo nei casi d’emergenza (stipsi da cambiamento d’aria o da tensione) utilizza le piante antrachinoniche (la cascara, la senna, la frangula): agiscono creando una sorta d’irritazione della mucosa, che favorisce l’evacuazione», spiega il dottor Galimberti e continua: «La seconda strada, più dolce, punta suI fermenti lattici, che riequilibrano l’intestino e ne regolarizzano lentamente il ritmo. Si prendono almeno 15 minuti prima dei pasti. A questo scopo funzionano anche le fibre (che, in più, fanno massa), come psyllo o crusca: esistono anche in formulazione solubile non gelificante; in altre parole restano in forma liquida nell’intestino, e sono quindi indicate a chi soffre di colon irritabile, diverticolosi, gonfiore. Gli integratori a base di fibra si assumono tutti i giorni, una volta al giorno».

In caso di gonfiore addominale è opportuno ridurre il consumo di legumi e di brassicacee (cavoli, cavolfiori, broccoli ecc). Come cura, ai fermenti lattici che riequilibrano la flora batterica intestinale puoi aggiungere estratti di carvi (il suo olio essenziale riduce il meteorismo e disinfetta l’intestino), finocchio (efficace antigonfiore) e carbone vegetale che, grazie al suo potere assorbente, ingloba aria e tossine. Una precauzione: non usare fibre né carbone se stai seguendo una cura farmacologica, perché riduci l’assorbimento dei principi attivi.

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