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Sigaretta elettronica: fa male (quasi) come quella tradizionale

Sta spopolando, ma non è innocua. E non è sicuro che aiuti a smettere con il fumo “vero”. Ecco cosa abbiamo scoperto



Sigarette elettroniche sul banco degli imputati: anche se sono prive delle
sostanze cancerogene legate alla combustione del tabacco, non sono
innocue. Lo dimostrano i risultati di una ricerca condotta dall’Università
di Atene,
presentata all’ultimo congresso della European Respiratory Society. In pratica, dopo aver aspirato il “fumo
elettronico”, per i 10 minuti successivi è come se le basse vie aeree si
riducessero di diametro, cosa che capita a chi soffre d’asma o di
bronchite cronica ostruttiva. Insomma, un peggioramento della funzioni
respiratorie. «Probabilmente, le colpe di queste modificazioni dipendono
dalle sostanze aromatiche (come cannella e pino) addizionate alla
cartuccia per dare gusto al fumo: sono irritanti, vengono inalate insieme
al vapore e alla nicotina. Per alcuni ricercatori sono addirittura
tossiche», spiega Fabio Beatrice, direttore del Centro antifumo dell’Ospedale S. Giovanni Bosco di Torino.
L’E-cigaret, come la chiamano gli inglesi, non è quindi l’alternativa
“sana” alla bionda tradizionale. Inoltre, i modelli in vendita non sono
sottoposti a controlli d’efficacia. La legge non stabilisce quanta
nicotina debba contenere ciascuna cartuccia e non c’è sempre certezza che
anche quelle che vengono propagandate come nicotin-free lo siano
veramente. Non solo: molte sigarette elettroniche in circolazione sono
made in Cina, anche se ne esistono di assemblate totalmente in Italia.
Alcune vantano la certificazione CE, ma occhio alle truffe, perché questa
sigla è stata trasformata ad arte, e in certi casi significa China Export.
La differenza con quella europea? La C e la E sono molto più ravvicinate.
Alcuni prodotti, invece, riportano la sigla RoHS (è quella della normativa
della Comunità Europea che impone restrizioni sull’uso di determinate
sostanze pericolose) o la sigla SGS, che indica che il liquido è stato
testato e certificato da questa società di analisi. Altri produttori,
ancora, garantiscono che la loro E-cigaret e il liquido utilizzato è made
in Italy e che è certificato da una serie di analisi presso università o
centri di ricerca. Di fatto, i modelli attualmente sul mercato non vantano finalità terapeutiche, e per questo non c’è l’obbligo di autorizzazioni speciali per il loro commercio.

L’Università di Atene ha testato gli effetti a breve termine delle
E-cigaret su 8 persone che non avevano mai fumato e 24 fumatori incalliti,
di cui 11 con funzione polmonare normale e 13 con broncopneumopatia
cronica ostruttiva (Bpco) o asma. Ogni volontario ha utilizzato una
sigaretta elettronica per 10 minuti. Poi, i ricercatori hanno misurato
l’aumento della resistenza delle loro vie aeree (broncocostrizione) con
una serie di test, compresa la spirometria. Risultato: nei non fumatori è
stato registrato un aumento spiccato (tra il 182 e il 206%) della
broncocostrizione che è perdurato per 10 minuti. Nei fumatori con
spirometria normale, l’aumento è stato mediamente pari a +176-220%. Nei
pazienti con Bpco e asma, l’uso di una E-cigaret non ha avuto effetto
immediato perché le loro vie aeree erano già compromesse.

Aiuta a smettere?

L’E-cigaret è al centro di una ricerca dell’Istituto
Europeo di Oncologia
che ha lo scopo di valutare se è davvero in grado di
far ridurre il numero di sigarette, controllando i sintomi di astinenza e
di dipendenza gestuale e psicologica. In attesa dei risultati sappiamo già
che rappresenta solo un sostegno transitorio (come i chewing gum o i
cerotti alla nicotina), da usare quando devi smettere. Il successo della
“missione” dipende anche da che tipo di fumatrice sei.

Che cos’è e com’è fatta

• È un dispositivo che rilascia nicotina e altre sostanze aromatizzanti, sotto forma di vapore, che vengono inalate come una sigaretta tradizionale.

• È composta da un atomizzatore che ha il compito di generare il fumo. È collegato con fili sottilissimi a una batteria che gli fornisce la corrente per scaldarsi.

• Nella parte che simula il filtro c’è una cartuccia, che è un serbatoio
che contiene la nicotina e i liquidi aromatizzati.

• La piccola batteria che contiene è ricaricabile.

• Sulla punta c’è un led che si accende di rosso per imitare la brace.
Subito dietro, un sensore che attiva il dispositivo.

Come funziona e cosa inali

• La metti in bocca e inizi a inspirare. L’aria inalata aziona un sensore
collegato all’atomizzatore, alimentato dalla batteria.

• L’atomizzatore scalda il liquido della sigaretta, ne miscela i componenti
(di solito sono nicotina, acqua, glicole propenilico e glicerina vegetale)
e li trasforma in vapore che raggiunge i polmoni.

• In certe sigarette è possibile regolare la quantità di nicotina. Ci sono
E-cigaret che non contengono nicotina ma solo aromi.

Quanto dura

• Ogni filtro, contenente il liquido, ha una durata che equivale a circa 10
sigarette.

• La batteria può essere ricaricata nell’apposito caricabatterie circa 300
volte, e dura almeno 3 mesi.

Quanto ti costa

• Un kit completo (grande come un pacchetto di sigarette) di E-cigaret, che
comprende dispositivo, batteria di ricambio e 5 filtri di riserva costa
dai 60 agli 80 euro, a seconda del modello.

• Esistono offerte di lancio che vanno dai 12 ai 29 euro tutto compreso.

• Il costo di 135 ricariche (pari a 450 sigarette) oscilla dai 6 ai 9,5
euro.