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La tua salute sotto i raggi UV

Forse non sapevi che…



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1 Ti serve una dose quotidiana di sole.
È vero, ne abbiamo bisogno: serve a sintetizzare la vitamina D, protegge dall’osteoporosi, aiuta il tono dell’umore, e non c’è dubbio che dopo una bella giornata di sole siamo pieni d’energia. «Ma per godere dei suoi benefici basta molto poco», interviene il dottor Agostino Crupi, presidente
dell’Associazione italiana dermatologi ambulatoriali. «Per esempio, a un neonato è sufficiente stare in una stanza ben illuminata dalla luce solare per avere la corretta dose di vitamina D». Per noi adulti è sufficiente una passeggiata di 2030 minuti esponendo le mani e il viso. Tutto il resto è… tintarella!

2 Puoi ridurre dell’80% il rischio melanoma.
«Quando la pelle si scotta subisce una pericolosa alterazione», ammonisce Alda Malasoma, dermatologo plastico. «Nei soggetti predisposti favorisce l’insorgenza del melanoma, ma è stato dimostrato che se ci si protegge adeguatamente fin dai primi anni di vita si riduce dell’80% la frequenza di tumore cutaneo». Quindi prendila con calma e dai alla melanina il tempo di attivarsi.

3 Se hai dei nei non basta coprirli con uno stick ad alta protezione o con un cerotto.
«Il Dna della pelle è uguale ovunque, quindi devi usare una fotoprotezione alta su tutto il corpo, e ripeterla ogni due ore», raccomanda Crupi. Se poi hai più di cento nevi, il consiglio dei dermatologi è di evitare completamente il sole.

4 Anche a lui serve… il filtro.
«Il fototipo non ha niente a che fare con il sesso», osserva Crupi. «Un uomo con la pelle molto chiara, lentigginoso, o che ha una predisposizione al melanoma deve proteggersi come una donna con le stesse caratteristiche». Ma visto che solo il 56% dei maschi ci pensa, aiutalo tu: scegli un prodotto spray, facile da applicare e che non unge.

5 Una volta non basta.
«La protezione solare va applicata circa 20 minuti prima di esporsi al sole e ripetuta ogni due ore», consiglia Crupi. La luce, il calore e il sudore, infatti, degradano i filtri contenuti nella crema. Se poi fai il bagno devi spalmarla più spesso perché non esiste un prodotto completamente resistente all’acqua: già dopo dieci minuti a mollo ti ritrovi del tutto indifesa.

6 Senza protezione ti scotti anche all’ombra.
L’ombrellone non è una difesa sufficiente ed efficiente dai raggi del sole. Il tessuto, infatti, non impedisce l’irraggiamento Uv e quindi potresti scottarti. Rifletti: è stato calcolato che la sabbia riflette i raggi solari aumentandone l’azione dal 15 al 25 per cento (sull’erba il riverbero aumenta del 10% circa, in acqua addirittura fino al 95%). Morale: in spiaggia, anche mentre giochi a carte o leggi sotto l’ombrellone, la protezione è indispensabile.

7 Non devi usare i solari “vecchi”.
No, no e ancora no: non è proprio il caso di fidarsi della protezione offerta dalle creme aperte e rimaste nel cassetto dal 2009. Anche se le hai conservate adeguatamente in questi mesi, hanno una periodo di scadenza (di solito 12 mesi), ed è anche probabile che l’estate scorsa tu le abbia portate in spiaggia, lasciate al sole, magari contaminate con la sabbia… Insomma, è il caso di passare in profumeria, farmacia o erboristeria e acquistane un’altra. «Se sono ancora in buone condizioni di conservazione, puoi utilizzarle come idratante per il corpo», suggerisce Crupi.

8 Con la crema solare ti abbronzi meglio: scopri come.
«Ciascuno nasce con una predisposizione alla produzione di melanina», spiega Crupi. «Questo non significa che una bruna con pelle olivastra non debba proteggersi e una bionda, invece, non possa diventare ambrata». L’importante è affidarsi alle protezioni giuste per la propria pelle: così l’abbronzatura sarà anche più bella e duratura.

9 Occhio alla dose giusta, per difenderti in modo ottimale.
Come? Applicando 2 milligrammi di prodotto per centimetri quadrato di pelle: così le aziende stabiliscono l’spf (Sun Protection Factor) che dichiarano in etichetta. In pratica è l’equivalente di un cucchiaio da minestra di crema per tutto il viso, una quantità pari a circa una pallina da golf sul corpo.

10 Per i bimbi: crema e cappello.
Ormai lo sanno tutte le mamme: sotto i 3 anni i bambini non vanno esposti al sole, e anche in seguito si deve evitare di tenerli in spiaggia tra le 12 e le 16. «La protezione deve essere alta, rinnovata ogni 23 ore e sempre dopo il bagno», aggiunge il dottor Stefano Delmonte, dermatologo. «Se poi tuo figlio appartiene al fototipo 1 o 2, cioè ha i capelli rossi o biondi, occhi chiari ed efelidi, fagli indossare sempre maglietta, pantaloncini e cappello».

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  1. Ciao a tutti, volevo informarvi che questa estate ho acquistato
    un nuovissimo ombrellone chiamato “GIRAFACILE UV PROTECTION”, che mi è stato utilissimo durante il mio soggiorno in Sardegna.
    Il negoziante mi ha fatto notare che questo particolare ombrellone ha un tessuto che fa da schermo ai raggi del sole, con una protezione certificata UPF 158, che tra l’altro garantisce un’ombra più fresca di circa 10 gradi rispetto ai tradizionali ombrelloni da spiaggia.
    Non ci credevo, ma una volta in spiaggia ho potuto constatare che aveva ragione!
    Spero di essere stata utile….
    Buona estate a tutti!!!
    Manu