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Il «caschetto salvavita» spiegato ai ragazzi

Un innovativo sistema di trasmissione di immagini dal luogo del soccorso alla centrale 118 per consentire a chiunque di rianimare in paziente in arresto cardiaco



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Oltre 350 studenti del 4°-5° anno di 16 scuole superiori pubbliche e private di Milano parteciperanno, sabato 4 maggio, a un corso di rianimazione cardiopolmonare (e uso del defibrillatore) nella scuola Maria Consolatrice (via Galvani – Milano) a partire dalle 8.30.

Il corso è tenuto dal 118 di Milano all’interno del progetto «Scuola Sicura» del Rotary Milano sud,
ed è stato reso possibile grazie alla collaborazione di Croce Rossa, Croce Bianca-Faps, Fvs e Anpas, che hanno garantito la presenza dei loro istruttori dei Centri di Formazione (Cefra). Lo stage ha anche l’obiettivo di dotare ogni scuola del capoluogo di un defibrillatore e di un manichino, e di garantire il percorso formativo per allievi ed insegnanti.

Durante il corso sarà illustrato un nuovo sistema di trasmissione immagini in tempo reale dal luogo del soccorso alla centrale operativa del 118. Si tratta di un caschetto (con telecamera e auricolare) che permette al cittadino «soccorritore occasionale» di restare in contatto con la centrale 118 durante le fasi del soccorso e di essere guidato fase per fase. In centrale sono presenti dei monitor dove si vedono le immagini e l’operatore può guidare «da remoto» le varie fasi del soccorso e vedere in tempo reale la situazione del paziente.

«Col corso vogliamo dimostrare – spiega il dottor Giovanni Sesana, responsabile dell’AAT 118 di Milano – che chiunque (addirittura senza aver fatto un corso di rianimazione) è in grado di rianimare un paziente in arresto cardiaco se la centrale 118 lo vede e lo può guidare».

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