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A Pergine un festival fuori dagli schemi

Dal 5 al 13 luglio va in scena la 38esima edizione di Pergine Spettacolo Aperto. Performance, installazioni, teatro, danza, laboratori per raccontare e raccontarsi. Tra i protagonisti anche Alessandro Haber, Antonio Rezza & Flavia Mastrella, Emma Dante, Duccio Demetrio



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Tema della rassegna di quest’anno è l’Homo Narrans, una “nuova specie umana” con la caratteristica di raccontare e raccontarsi. Per nove giorni lo storico festival trasforma il borgo trentino di Pergine in un crocevia di arti, musica e gesti poetici, alternando performance, installazioni, laboratori e iniziative collaterali. Dall’autobiografia al ricamo, dal cibo alla meditazione, dalla danza alla conversazione più folle, gli infiniti modi in cui l’essere umano rappresenta se stesso e tenta di dare un ordine al caos in cui vive saranno messi in scena attraverso un programma che punta a divertire, coinvolgere e far riflettere, con iniziative ed eventi che abbracciano un pubblico di ogni età.

Tra gli appuntamenti da segnalare Alessandro Haber in The Fool on the Hill (13 luglio) proporrà un’autobiografia minima di Mark David Chapman, l’uomo che nel 1980 uccise John Lennon. Un flashback nella mente dell’assassino, in un’epoca di sogni condivisi da milioni di fan in tutto il mondo, accompagnato dalle musiche dei Beatles.

Anche il cibo e i suoi riti si possono narrare secondo Radhouane El Meddeb (Tunisia) che in un originale spettacolo di danza e cucina metterà in scena la preparazione del cuscus (12 luglio). Verdure, spezie e profumi saranno parte fondamentale della performance e lo spettacolo non sarà finito finché tutto non sarà cotto a puntino.

La riscoperta della propria storia interiore è invece al centro dè Le Vie del sé, il programma dei laboratori paralleli al festival, con eventi dall’alba a notte fonda, tra cui un’escursione notturna guidata da Duccio Demetrio con torcia, penna e diario per imparare a raccontarsi, il saluto al sole con i movimenti dello yoga fluido, l’antica cerimonia del tè che diventa danza all’interno di una yurta mongola e un bagno di gong sotto le stelle.

Arricchiscono la rassegna installazioni interattive, come il Ciclodramma, progetto di drammaturgia “a pedali” lungo la pista ciclabile della Valsugana, l’outsider art di Bonaria Manca – una pastora sarda controcorrente che ha ricamato la propria vita sulle sue tappezzerie – e gli esercizi di deriva collettiva Homo ludens.

E poi conversazioni in aperitivo, pic-nic neuroscientifici in riva al lago, laboratori, dj-set e le creazioni contemporanee di artisti emergenti della regione selezionate all’interno del bando Open. Senza dimenticare le iniziative rivolte ai più piccoli, come il Musicalbus, per sperimentare i suoni del mondo grazie a un ampio strumentario dai cinque continenti a disposizione di tutti.

Un programma fuori dagli schemi per un festival nato e cresciuto intorno a uno dei luoghi più dolorosi e significativi di Pergine: l’ex ospedale psichiatrico che, dal 1976 si è convertito in contenitore di sperimentazione e di produzioni artistiche legate a vario titolo con la devianza, la marginalità, l’accoglienza della diversità.

Informazioni sul sito Perginefestival. L’evento si può seguire anche alla pagina www.facebook.com/PergineFestival e su Twitter @FestivalPergine. Chi vuole può condividere foto con Instagram utilizzando l’hashtag #perginefestival.

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