I rimedi omeopatici che salvano il respiro, ecco i “promossi”

Un’analisi di ben 86 articoli scientifici pubblicati negli ultimi 30 anni sull’omepatia, valutati secondo le regole ferree della medicina tradizionale, ha portato ad una classificazione dell’efficacia di questi rimedi nel trattamento di allergie respiratorie, infezioni respiratorie, malattie otorinolaringoiatriche e reumatiche.

Promossa (evidenza scientifica forte), la Galphimia glauca per le oculoriniti allergiche. Efficace anche il mix di Euphorbium, Pulsatilla e Luffa contro le riniti-sinusiti. Supera l’esame anche il più famoso e più venduto degli antinfluenzali omeopatici, l’Anas barbariae 200k.

Ecco le 4 categorie di efficacia emerse dallo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Frontiers of Bioscience:

1. Evidenza scientifica “forte” A questa categoria appartiene la Galphimia glauca a basse diluizioni per curare le oculoriniti allergiche.

2. Evidenza scientifica “buona” In questo gruppo rientrano gli omeopatici contro le otiti, la rinite allergica, l’asma e la fibromialgia secondo terapia individuale prescritta dal medico; le due specialità medicinali omeopatiche Anas barbariae 200K (estratto di fegato e cuore di anitra) nelle sindromi simil-influenzali e un complesso a base di Euphorbium, Luffa, Pulsatilla e altre componenti in basse diluizioni nelle riniti-sinusiti.

3. Evidenza “non chiara o contraddittoria”Qui sono stati inclusi i trattamenti omeopatici per le infezioni delle prime vie aeree e per l’artrite reumatoide; un complesso a base di Vincetoxicum e Sulfur per il raffreddore comune e l’immunoterapia omeopatica nelle allergie respiratorie come, ad esempio, l’allergia al polline. “Va precisato – sottolinea il prof. Paolo Bellavite, docente di Patologia Generale all’ Università di Verona, tra i massimi esperti di medicina integrata e complementare - che ciò non significa avere la prova di mancanza di efficacia, ma solo che i dati sono ancora preliminari e che l’eventuale indicazione per la terapia va valutata dal medico di volta in volta”.

4. Evidenza scientifica “negativa” Non hanno superato l’esame invece il complesso omeopatico a base di Luffa + Cinnabaris + Kalium Bichromicum, quello costituito da Arnica + Rhus toxicodendron + Bryonia impiegato nella fibromialgia, il Rhus toxicodendron nella osteoartrite e la Formica rufa nella spondilite anchilosante.

(estratto da: Bellavite P, Marzotto M, Chirumbolo S, Conforti A. Advances in homeopathy and immunology: a review of clinical research. Front Biosci 2011; 3: 1363-1389)

Sintesi a cura di Paola Maria Cutroneo. Dipartimento Clinico e Sperimentale di Medicina e Farmacologia. Università di Messina

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