Viso: ritocchini “strong”

IL NASO

La Testimonianza di Eleonora, 23 anni, ballerina.

Ho cambiato il mio profilo.
Il mio naso era “a pinna di squalo” e poiché ballo danza moderna in alcune trasmissioni televisive, durante le riprese mi sentivo come il brutto anatroccolo. L’aspetto è fondamentale in questo ambiente, e il mio naso mi causava problemi di inquadratura, sia di tre quarti che di profilo. Così ho deciso di fare la rinoplastica. Ai miei genitori l’ho detto solo il giorno prima e loro mi hanno accompagnata la mattina dell’intervento. E dopo? Tolte le medicazioni, il naso è risultato fin da subito naturalissimo, anche se devo ammettere che all’inizio facevo un po’ fatica a riconoscermi e ad abituarmi alla nuova fisionomia. Comunque non mi sono mai pentita: anche se è stato un po’
doloroso, se tornassi indietro lo rifarei dieci anni prima.

La tecnica utilizzata.
Gobba o punta prominente, narici larghe, deviazione del setto. Sono vari i difetti del naso che, per essere corretti, necessitano del bisturi. «L’importante è ottenere un risultato armonico con la forma del viso», spiega il professor Carlo Grassi, chirurgo plastico, docente di dermatologia clinica all’Università di Firenze. «Due le tecniche utilizzate: la rinoplastica aperta, che prevede l’incisione della cute alla base del naso, e la rinoplastica chiusa, in cui le incisioni sono invece all’interno del naso. In entrambi i casi, non restano cicatrici visibili». L’intervento di rinoplastica si esegue in anestesia locale, con sedazione generale. Nei casi più lunghi e complessi si può fare l’anestesia generale. Il costo varia in base alla parcella del chirurgo e dell’anestesista, nonchè all’affitto della sala operatoria: dai 5 ai 7 mila euro.

ATTENTA A…
«Il rischio di una rinoplastica riduttiva fatta male è quello di alterare la funzionalità respiratoria», avverte Francesco D’Andrea, ordinario di chirurgia plastica all’Università di Napoli.«I rapporti anatomici tra il setto e i turbinati potrebbero venire stravolti dal bisturi, riducendo i flussi d’aria in entrata»

LE ORECCHIE.
La Testimonianza di Francesca 27 anni, impiegata.

Non più orecchie da Dumbo.
Mi piace la perfezione e le mie orecchie a sventola non le digerivo proprio. Non potevo tagliarmi o legarmi i capelli ed ero sempre costretta a tenerli lunghi (anche al mare) per nascondere le mie “palette”. Così, due anni fa, ho deciso di rivolgermi a un chirurgo estetico. L’intervento? Entrata in sala operatoria, mi hanno chiesto se volevo un tranquillante. Ho risposto di no: sono una coraggiosa e non amo i farmaci. In effetti, grazie a una serie di punturine dietro alle orecchie, non ho sentito nulla. L’unico fastidio è la fasciatura a “uovo di Pasqua” che ho portato per due giorni, e la fascetta elastica da tennista che, tolto il bendaggio, ho indossato tutte le notti per due settimane.

La tecnica utilizzata.
Correggere le antiestetiche orecchie “a sventola” è possibile grazie all’otoplastica, un intervento chirurgico privo di controindicazioni, di cicatrici visibili e di ripercussioni sull’udito. «L’inestetismo può essere monolaterale o bilaterale», spiega Nicolò Scuderi, ordinario di Chirurgia plastica all’Università La Sapienza di Roma e direttore scientifico di La Clinique. «Si manifesta in seguito a una malformazione congenita della cartilagine che forma il padiglione auricolare: non piegandosi, rimane diritta e piatta. L’intervento correttivo di rimodellamento della cartilagine viene eseguito in anestesia locale (anche nei bambini)». Subito dopo l’operazione viene applicato un cerotto e un bendaggio elastico da tenere per qualche giorno per fissare la nuova forma.
Il costo: dai 3000 euro in su

ATTENTA A…
«Non sottovalutare il dolore post-intervento», avverte il professor Maurizio Marchetti, chirurgo plastico a Milano e Pavia, consulente di Starbene. «La notte stessa potresti avere male ed è consigliabile premunirti di antidolorifici. Inoltre gli antibiotici vanno presi per una settimana intera, senza “sconti”»

IL LIFTING. La Testimonianza di Sonia 55 anni, rappresentante.

Lifting sì, ma senza ”tagli”
Sognavo la blefaroplastica, ho fatto un lifting. Un minilifting, per l’esattezza, che ha risollevato la parte alta del volto: fronte, palpebre e sopracciglia. E poiché avevo le guance cadenti e le labbra sottili, durante l’intervento il chirurgo mi ha anche fatto un lipofilling, prelevando un po’ di “ciccia” dal ventre e reiniettandola negli zigomi e nelle mucose labiali. Due piccioni con una fava, insomma. Ma non è stata una passeggiata. Al risveglio, avevo la testa fasciata da una bandana elastica che ho portato per una settimana. La sera stessa mi sono spiata allo specchio: un mostro! Occhi gonfissimi, lividi sotto le palpebre e le tempie, in perfetto stile pugile. Però non ho mai preso mezzo antidolorifico. Solo impacchi di ghiaccio e la noia di dormire semiseduta per far riassorbire gli ematomi. Sono rimasta tappata in casa per una settimana, uscendo col foulard e gli occhiali da sole unicamente per comprare il pane. Poi lividi e gonfiori hanno cominciato a svanire: avevo 10 anni in meno!

La tecnica utilizzata.
Il lifting meno invasivo è quello endoscopico che prevede cinque taglietti di due centimetri nascosti tra i capelli. «Da qui viene introdotta una telecamera di 4 millimetri collegata a delle sonde ottiche che consentono di operare con strumenti chirurgici miniaturizzati», spiega Alessandro Gennai, chirurgo plastico a Bologna, socio dell’European Academy of Facial Plastic Surgery e pioniere in Italia del lifting endoscopico. «Grazie a questi strumenti “lillipuziani” vengono sollevati il sottocute, le fasce muscolari e il periostio e riposizionati in un punto più alto. In questo caso, non c’è bisogno di tagliare la pelle in eccesso che non solo si adatta ai nuovi volumi ma viene riempita, nei punti in cui appare atona e “svuotata”, dal lipofilling con cellule staminali. Con una microcannula si aspira del grasso dal ventre e dalle cosce. Gli adipociti ricchi
di cellule staminali vengono quindi reimpiantati negli zigomi, nelle guance e attorno alla bocca per rimpolpare i lineamenti». Il costo? Dagli 8 ai 10 mila euro.

ATTENTA A…
Anche quello endoscopico è un intervento impegnativo, non esente da rischi. «Raramente, si possono riscontrare delle asimmetrie tra le due sopracciglia (una più alta dell’altra) o delle temporanee compromissioni dei nervi che muovono il muscolo elevatore del sopracciglio», avverte il professor Marchetti.

Continua a leggere: i ritocchini “soft.

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