Durante l’estate, soprattutto nelle giornate più afose, il cuore sembra battere più velocemente del normale. Succede mentre si cammina sotto il sole, dopo un piccolo sforzo, ma anche in momenti di quiete, magari seduti all’ombra o in un ambiente molto caldo. Questa accelerazione del ritmo cardiaco, spesso definita “tachicardia da caldo”, rappresenta nella maggior parte dei casi una normale risposta fisiologica dell’organismo alle alte temperature. Ma è bene non abbassare la guardia e prestare attenzione ai campanelli d’allarme.
Perché il caldo può scatenare la tachicardia
Il nostro organismo mantiene la temperatura corporea entro limiti molto precisi. «Quando la temperatura esterna aumenta, si attivano diversi meccanismi di termoregolazione per disperdere il calore in eccesso e preservare l’equilibrio del corpo», spiega il dottor Giuseppe Musumeci, direttore di Cardiologia presso l’Azienda Ospedaliera Ordine Mauriziano di Torino. «Uno dei più importanti è la vasodilatazione periferica, cioè l’allargamento dei vasi sanguigni della pelle. In questo modo una maggiore quantità di sangue raggiunge la superficie del corpo, favorendo la dispersione del calore attraverso la pelle e la sudorazione».
La vasodilatazione comporta tuttavia anche una lieve riduzione della pressione arteriosa. Per mantenere costante l’apporto di sangue e ossigeno agli organi, il cuore reagisce aumentando la frequenza dei battiti. È proprio questo adattamento fisiologico a far percepire il cuore come più “veloce” rispetto al normale.
Studi recenti confermano questo meccanismo: una ricerca pubblicata nel 2023 sul Journal of Applied Physiology ha mostrato che, durante esposizioni prolungate al caldo, la frequenza cardiaca può aumentare del 10-20% rispetto ai valori abituali, anche in soggetti sani, proprio per sostenere la vasodilatazione e la dispersione del calore. «Il fenomeno è più evidente nelle giornate afose o con elevata umidità», precisa il dottor Musumeci. «In queste condizioni il sudore evapora con difficoltà, il raffreddamento del corpo diventa meno efficiente e il sistema cardiovascolare deve lavorare di più per mantenere stabile la temperatura corporea».
Qual è il ruolo della disidratazione
La disidratazione è un altro fattore chiave. Con il sudore non si perde solo acqua, ma anche elettroliti fondamentali per il funzionamento di muscoli, nervi e cuore: sodio, potassio, magnesio e cloro. Quando i liquidi persi non vengono reintegrati, il volume del sangue diminuisce e il cuore deve pompare più rapidamente per garantire un adeguato apporto di ossigeno ai tessuti. Anche una disidratazione lieve può causare sete intensa, bocca asciutta, affaticamento, vertigini, riduzione della diuresi e accelerazione del battito cardiaco.
Una revisione pubblicata nel 2022 su Temperature ha evidenziato come la perdita del 2% del peso corporeo in liquidi sia sufficiente per aumentare significativamente la frequenza cardiaca durante il caldo. Alcune persone sono particolarmente vulnerabili. «Gli anziani, ad esempio, percepiscono meno lo stimolo della sete e possono disidratarsi più facilmente», avverte l’esperto. «Anche i bambini, gli sportivi e chi lavora o trascorre molte ore all’aperto sono maggiormente esposti al rischio di perdere grandi quantità di liquidi attraverso la sudorazione e dovrebbero prestare particolare attenzione a mantenere una corretta idratazione».
Quando la tachicardia da caldo è una reazione normale
Nella maggior parte dei casi, l’aumento della frequenza cardiaca dovuto al caldo è una risposta fisiologica dell’organismo e non rappresenta un motivo di particolare preoccupazione. Una volta raggiunto un ambiente più fresco, dopo un periodo di riposo e un’adeguata reidratazione, la frequenza cardiaca tende a ridursi gradualmente fino a tornare ai valori abituali. «Di solito, il battito accelerato dura solo pochi minuti e si risolve spontaneamente, senza conseguenze», rassicura il dottor Musumeci. «La mancanza di sintomi importanti, come dolore al petto, svenimento o difficoltà respiratorie marcate, è generalmente un segnale rassicurante».
In quali casi, invece, bisogna preoccuparsi
Esistono però situazioni in cui la tachicardia non dovrebbe essere attribuita esclusivamente alle alte temperature. Se il battito rimane elevato anche dopo essersi spostati in un ambiente fresco, aver riposato e assunto liquidi a sufficienza, è opportuno rivolgersi al medico per accertarne la causa.
«È importante non sottovalutare la presenza di sintomi associati come dolore o oppressione al petto, marcata difficoltà respiratoria, svenimento o perdita di coscienza, stato confusionale, capogiri intensi o una sensazione di malessere generale», raccomanda l’esperto. «Questi segnali possono indicare una condizione che richiede una valutazione medica tempestiva».
Meritano attenzione anche le palpitazioni che compaiono improvvisamente e sono particolarmente intense, soprattutto se accompagnate dalla sensazione che il cuore batta in modo irregolare o “fuori ritmo”. In questi casi è consigliabile non attendere che i sintomi si risolvano spontaneamente, ma richiedere un parere medico, soprattutto se l’episodio è prolungato, tende a ripetersi o interessa persone con malattie cardiovascolari già note.
Come ridurre il rischio di tachicardia quando fa molto caldo
Prevenire la tachicardia legata al caldo significa, prima di tutto, aiutare l’organismo a mantenere una corretta temperatura corporea e un adeguato livello di idratazione. Bere acqua con regolarità nel corso della giornata, senza aspettare di avvertire lo stimolo della sete, è una delle strategie più efficaci per limitare la perdita di liquidi. Il fabbisogno aumenta quando si suda molto o si pratica attività fisica.
«Nelle ore centrali della giornata, quando le temperature raggiungono i valori più elevati, è preferibile evitare gli sforzi intensi e programmare l’attività fisica nelle prime ore del mattino o in serata, quando il clima è più fresco», indica il dottor Musumeci. «Anche la scelta dell’abbigliamento può fare la differenza: indossare capi leggeri, di colore chiaro e realizzati con tessuti traspiranti favorisce la dispersione del calore e riduce il rischio di surriscaldamento».
Anche l’alimentazione ha il suo peso
Stare il più possibile in ambienti freschi, ombreggiati e ben ventilati aiuta a limitare lo stress termico. Inoltre, una dieta ricca di frutta e verdura contribuisce a reintegrare non solo acqua, ma anche parte dei sali minerali persi con la sudorazione. «Le persone affette da malattie cardiovascolari, gli anziani e chi assume farmaci che possono influenzare l’equilibrio dei liquidi o la pressione arteriosa dovrebbero prestare particolare attenzione durante le ondate di calore», conclude l’esperto. «In questi casi è importante seguire le indicazioni del medico curante e non modificare autonomamente le terapie, anche se il caldo sembra accentuare alcuni sintomi».

