Le mani grosse e rugose mostrano sul dorso inquietanti lividi blu, a volte goffamente camuffati da un cerotto. Che cosa è successo a Donald Trump? La risposta l’ha fornita lui stesso: «Prendo cardioaspirina a dosaggio elevato, per fluidificare il sangue ed evitare la formazione di trombi». Ma così non rischia di diventare un po’ troppo fluido? Il più popolare “tycoon” del mondo ha poi precisato che il sovradosaggio di aspirina è frutto dell’autoprescrizione, dal momento che soffre di insufficienza venosa cronica («Ho sempre le caviglie gonfie») e vuole mettersi al riparo da incidenti cardiovascolari. Incidenti che vista l’età, 80 anni il 14 giugno, potrebbero rivelarsi fatali. Insomma, maxi dosi di testa propria, in barba al bugiardino. E gli ematomi non perdonano.
Lividi e cardioaspirina: qual è il nesso?
Al di là delle speculazioni sulla salute del Presidente, è vero che la cardioaspirina (nota anche con il nome di “aspirinetta”), prescritta normalmente da medici di base e cardiologi per prevenire l’ictus e l’infarto del miocardio, può favorire la comparsa di ematomi visibili a fior di pelle? «No, questo diffusissimo farmaco non comporta la formazione spontanea di ecchimosi», rassicura il dottor Carlo Gargiulo, medico di medicina generale a Roma. «Ovviamente a patto di assumere il dosaggio corretto, che va dai 100 mg al giorno di acido acetilsalicilico puro ai 75 mg al giorno della sua forma salificata (cioè l’acetilsalicilato di lisina). Va anche detto, però, che agendo da anticoagulante, in caso di trauma contusivo, l’aspirina potrebbe ritardare lievemente la coagulazione del sangue, ed è quindi più facile che si formino delle vistose ecchimosi. Versamenti spontanei, però, sono fuori discussione».
Come agisce la cardioaspirina
«L’acido acetilsalicilico è una molecola sicura e supercollaudata che agisce da antinfiammatorio e antiaggregante piastrinico» chiarisce il dottor Gargiulo. «Il suo scopo è impedire alle piastrine del sangue di aggregarsi per formare pericolosi trombi che, una volta entrati in circolo, possono occludere le arterie polmonari, le coronarie o quelle cerebrali. Come funziona? Blocca l’enzima COX-1 presente nelle piastrine riducendo la sintesi di trombassano A2, che è sia un potente aggregante piastrinico sia un vasocostrittitore».
Per questa ragione l’aspirina viene prescritta nella prevenzione primaria di eventi cardiovascolari acuti a tutti i pazienti che presentano fattori di rischio quali la famigliarità per ictus e infarto, l’obesità, la sedentarietà, il vizio del fumo, il diabete, l’ipertensione arteriosa e valori di colesterolo e/o di trigliceridi elevati. E naturalmente viene prescritta anche nella cosiddetta prevenzione secondaria, in quei pazienti che hanno già avuto un episodio di ictus o infarto e per i quali è necessario scongiurare una recidiva.
Niente cardioaspirina ma sei più soggetto ai lividi?
Una volta rassicurati sul fatto che l’aspirina può causare lividi spontanei solo se usata a dosaggi impropri (l’aderenza alla posologia è fondamentale), resta da chiedersi perché alcune persone vanno soggette a piccoli-grandi ematomi più di altre. Vi sono donne, per esempio, che si ritrovano spesso dei “lividoni” sulle cosce o sulle braccia senza riuscire a capire come se li sono procurati. Nessuna contusione apparente, nessuno sforzo sovrumano in palestra. Eppure, basta un nonnulla, che sulla pelle compaiono strani “bozzi” di origine incerta. Preoccuparsi oppure no?
«Vi sono molte donne che soffrono di fragilità capillare», risponde il dottor Carlo Gargiulo. «Accade, infatti, che le pareti dei piccoli vasi sanguigni perdano tonicità e si rompano facilmente, causando un travaso di sangue nello spessore del derma, anche a seguito di urti minimi, spesso inconsapevoli. Una condizione che riguarda soprattutto chi ha la pelle diafana e quasi trasparente. Per rinforzare l’endotelio vasale, è consigliabile fare periodicamente dei cicli di tre mesi con integratori alimentari a base di sostanze naturali, dall’azione capillaro-protettrice, come la vitamina C (spesso carente), i mirtilli, la vite rossa, il rusco, la centella asiatica e l’ippocastano».
Alla base può esserci un difetto di coagulazione
A volte, però, dietro un apparente problema di fragilità capillare si cela un disturbo un po’ più serio. È il caso delle persone affette da difetti di coagulazione del sangue, che vanno sempre indagati con opportuni esami emato-chimici. Basta fare un prelievo venoso e misurare i fattori della coagulazione, come il fibrinogeno, la protrombina e l’immancabile emocromo per la conta delle piastrine, e capire così se si tratta di una forma molto lieve di coagulopatia, cioè una capacità del sangue appena ridotta di coagularsi che non va trattata, oppure di una forma moderata che può dipendere da una carenza di vitamina K. In questo caso il medico può prescrivere un farmaco a base di fitomenadione (vitamina K sintetica) che agisce da antiemorragico».
Quando i lividi sono spia di un problema serio
Se, invece, ci si trova di fronte a una forma di coagulopatia tanto severa quanto improvvisa, con grossi lividi che compaiono da un momento all’altro, è bene affrontare tempestivamente il problema. Potrebbe infatti essere la spia della leucemia, un tumore del sangue che spesso si manifesta tramite ematomi legati alla carenza di piastrine. Insomma, i segni viola o bluastri che “macchiano” la pelle, e che non dipendono da un trauma tipo un urto, una caduta o una contusione, esigono tutta la nostra attenzione, specialmente quando compaiono in persone che non ne hanno mai sofferto.
Più che lividi, “petecchie”: occhio alla porpora
Colpisce i bambini ma anche gli adulti e si manifesta con l’improvvisa comparsa di macchie rosso-violacee sulla pelle e sulle mucose, definite petecchie. È la porpora, una malattia che può essere causata da piastrine basse (porpora trombocitopenica) o da una forte infiammazione dei piccoli vasi sanguigni (vasculite). Le cause? «La forma più comune nei bambini, ma che può comparire anche negli adulti ed esige un tempestivo inquadramento clinico, è la porpora di Schonlein- Henoch, spesso di origine infettiva», risponde Carlo Gargiulo.
«Può manifestarsi dopo un’infezione respiratoria o intestinale e causare una vasculite accompagnata da dolori addominali e articolari. Alla base c’è una reazione immunitaria anomala, con conseguente deposito di immunoglobuline A (IgA) nelle pareti dei vasi sanguigni. In genere, si risolve da sola e non lascia strascichi ma va monitorata, per le complicanze rare ma sempre possibili. Negli adulti la causa più frequente di lividi “patologici” è riconducibile alla presenza di malattie autoimmuni. Ad esempio il lupus eritematoso sistemico che può esordire proprio con delle ecchimosi sospette, conseguenti a trombocitopenia (il sistema immunitario, andato in tilt, attacca le piastrine). È bene non sottovalutare questo prezioso campanello di allarme e rivolgersi subito al medico».

